Vecchio o nuovo?

Luogo pubblico dei chitarristi classici.
Luca Celidoni
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Vecchio o nuovo?

Messaggio da Luca Celidoni » mer 10 mag 2017, 13:09

L'Accademia Americana di Scienze (PNAS) ha pubblicato uno studio su come vengono percepiti dagli ascoltatori gli antichi e preziosissimi violini italiani e quelli moderni. L'esperimento è stato condotto simultaneamente in America e in Francia e in sostanza è un blind-test: né interpreti (10) né ascoltatori (circa 200) sapevano quale strumento stavano suonando o ascoltando, ma l'esito è stato decisamente in favore degli strumenti nuovi, costruiti nell'ultimo decennio.
(abstract gratuito e all'articolo scaricabile a pagamento http://www.pnas.org/content/early/2017/ ... 4.abstract).

L'articolo, a cui è premessa la dichiarazione di possibile conflitto di interesse degli autori (uno è liutaio, l'altro lavora per D'Addario), è stato ripreso oggi dal Corriere della Sera (su web a http://www.corriere.it/cronache/17_magg ... d393.shtml) a firma di Marco Del Corona.
Interpellati in merito, Salvatore Accardo sottolinea come la quantità di variabili organologiche, esecutive, ambientali, storico-culturali e legate alla fisiologia vizi la percezione e quindi l'esito del confronto, mentre Vincenzo Russo, professore di neuromarketing allo IULM di Milano, invece, spiega la relazione fra percezione e aspettativa che, se ho capito bene, è inconscia e incontrollabile.

Il mondo delle sei corde non conosce, a quello che ne so, miti paragonabili a quello di Stradivari né da noi prezzi iperbolici (almeno se si esclude il fenomeno del vintage limitato per lo più a elettriche Fender e Gibson e acustiche Gibson e Martin esploso negli anni '90 e ormai tramontato) ma quasi tutti suoniamo strumenti acquistati più per nome, aspettativa e generica considerazione che per l'esperienza del suono e della suonabilità di quell'esemplare.

Qualche opinione in proposito?
Ultima modifica di Luca Celidoni il mer 10 mag 2017, 20:25, modificato 1 volta in totale.
*** Luca C. ***

alessandro lienzo
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Re: Vecchio o nuovo?

Messaggio da alessandro lienzo » mer 10 mag 2017, 16:27

Se lo studio conclude con: i violini moderni hanno più proiezione, penso basti questo a non prenderlo tanto sul serio.
Un musicista che utilizza come parametro valutativo la potenza percepito dello strumento evidentemente pecca di orecchio; l'arte del suono così come gli altri sensi, così come il gusto si affina con la sensibilità e l'esperienza ed il parametro quantitativo del suono é la cosa più semplice da notare.

Inoltre non me la sento di giudicare 'fessi' musicisti grandi che utilizzano o hanno utilizzato questo strumenti.
Concordo con Accardo: la percezione della musica sta cambiando e l'utilizzo di certi strumenti (e parlo delle chitarre dove conosco meglio l'ambiente) che hanno sì tanto volume ma a discapito del timbro, delle dinamiche e Della separazione, non mi fa che convincere che solo un orecchio rozzo può fare certe scelte spesso unito al fattore tecnico: le chitarre buone sono più difficili da suonare, ed i giovani ma anche i meno giovani spesso peccato della tecnica. allora si rivolgono a strumenti più facili.
Distinguo però il caso dei grandi concertisti. Spesso li la scelta é dovuta a motivazioni più serie ed é più ragionata, e per questo giudico Williams per esempio, in grande che ha scelto uno strumento dove si esprime secondo la sua idea, per me però orrendo.
alessandro C.

Luca Celidoni
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Re: Vecchio o nuovo?

Messaggio da Luca Celidoni » mer 10 mag 2017, 20:35

Il volume è diventato quasi un'ossessione. Secondo te, Alessandro, le chitarre con maggior volume sono più facili da suonare? Però non richiedono maggior controllo, con rischio di tensioni muscolari, anche se generalmente affaticano meno la destra e nei legati anche la sinistra?
*** Luca C. ***

alessandro lienzo
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Re: Vecchio o nuovo?

Messaggio da alessandro lienzo » mer 10 mag 2017, 21:36

Parlare per astratto é difficile, tendenzialmente ho notato però che é più facile ottenere un suono corposo e rotondo con chitarre dal gran volume, spesso ottenuto con mezzi moderni.
Stressano meno la mano perché C'é bisogno di meno sforzo nel controllo del tocco, di conseguenza anche chitarristi con un attacco poco definito riescono ad ottenere un buon suono, poi se ti dovesse capitare, mettigli in mano una Gallinotti e vedi come cadono i castelli di carta.
Ovviamente i fan delle nuove tecnologie danno la colpa alle ormai chitarre storiche che son superate, stranamente però in mano ad un bravo musicista hanno tutto ciò che serve questi strumenti.
alessandro C.

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