ho risolto il problema delle unghie

Lunghe, corte, vere, finte, resistenti, fragili... Per noi chitarristi sono importantissime.

Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda Stefano.Pintor » ven 26 nov 2010, 12:23

io intanto seguo tutti i consigli ma continuo a non risolvere il problema delle unghie...
checcavolo... che rabbia. secondo me mi manca davvero il calcio, o che ne so, la vitamina b!
per dire delle cose a caso... perché mi si rompono sempre, appena diventano lunghe.
e questa volta ci sono anche stato attento...
non c'è nessuno che prende integratori qui? :)
va a finire che adesso arriverà il doping anche fra i chitarristi! :D
stefano
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda ninoram » sab 27 nov 2010, 09:35

ciao Stefano,

ho avuto un problema simile al tuo - le unghie mi si rompono facilmente, soprattutto col freddo d'inverno. Ho risolto (quasi) il caso facendo molta attenzione ad averle sempre ben liscie (lime molto fini) ed applicando una lacca trasparente. Ho trovato una lacca (Trind) che si chiama proprio "nail repair" che uso come base e sopra ci passo ancora un veloce velo di lacca... Ma per non esagerare con la chimica faccio il trattamento solo sulla parte sporgente dell'unghia.
Saluti!!
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda Stefano.Pintor » dom 28 nov 2010, 19:00

grazie nino!
domattina vado qui nel negozio per estetisti sotto casa e chiedo questa lacca...
quindi, per capire: i due veli sottili li dai sempre con la stessa Trind?
comunque non sto usando ancora niente di chimico per ora.
le curo, ma evidentemente non sono ancora molto esperto per farle restare lì...
grazie ancora,
stefano
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda ninoram » lun 29 nov 2010, 13:04

ciao stefano,
no, Trind è la base e sopra stendo un velo di lacca (quelle solite) trasparente... Saluti!!
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda nome utente » lun 29 nov 2010, 13:46

Sarei curioso di sapere che strumenti suonano quelli che hanno problemi di unghie.
Secondo me, esclusi coloro che hanno problemi seri di salute/alimentazione e/o una crescita particolare dell'unghia, uno strumento di qualità è importante anche da questo punto di vista.

Che dite?
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda Stefano.Pintor » lun 29 nov 2010, 18:06

Ciao,
sicuramente è un problema anche di cura, nel mio caso da imparare.
Forse ci sto cominciando a capire qualche cosa, e infatti per ora va molto meglio e non mi si stanno più rompendo.
A volte comunque basta un piccolo problema di alimentazione, che ne so,
mancanza di qualche vitamina, e la circolazione non è buona,
le unghie si rompono, e così via.
Per quel che riguarda lo strumento, sì, sono d'accordo con te. E assieme allo strumento le corde che usi forse.
Va detto che per ora io sto utilizzando una acustica molto "dura", in attesa di acquistare una classica adatta ai miei nuovi studi,
ancora all'inizio in questo senso... Grazie anche per l'altro link, sull'altro forum, quello del trinity college (credo che fossi tu a consigliarlo, non c'è il nome sul tuo nick...).
Ora mi informo bene su questo tipo di studi e cerco di darci dentro gradualmente sempre di più!
A presto,
Stefano :casque:
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda maurizioghelli » ven 10 dic 2010, 15:54

E allora, senza tornare su argomenti già abbondantemente discussi, e tralasciando il problema della sagomatura generale dell'unghia che, oltre a rappresentare una soluzione personale deve tener conto dei problemi comuni, tipo unghie fragili, ad uncino, ecc., mi limito a dare qualche modesto suggerimento sulla sagoma 3D e sulla lucidatura. Per sagoma nella terza dimensione intendo la lavorazione dello spessore del bordo: se l'unghia morfologicamente lo permette è opportuno creare una rampa di uscita. Se attaccate la corda dal lato del pollice (ma famosi chitarristi fanno il contrario oppure escono in mezzo, quindi il discorso va adattato) ed uscite dal contatto con la corda dalla parte del mignolo, provate a sagomare il bordo con la lima di piatto dal lato di attacco e quasi perpendicolare al bordo sul lato di uscita, variando l'angolo con regolarità da una parte all'altra. In questo modo si assicura uno scivolamento sulla corda più regolare e si agevola l'uscita dal contatto sfruttando anche lo spessore e non solo la sagoma dell'unghia. Mi rendo conto di come forse sia poco chiaro, diciamo che l'unghia sia affilata nel bordo inferiore dove attacca ed arrotondata nel punto dove esce. Ovviamente lavoriamo su spessori minimi ed il lavoro va fatto con moderazione perchè se si esagera si otterrà il solo effetto di indebolire il bordo con tutti gli svantaggi di resistenza che ne conseguono.
Per questo lavoro uso una lima di ottima qualità, se usate un abrasivo deve essere incollato su di un supporto rigido perchè è impossibile sagomare con un utensile morbido, gommato o cuscinato. Questo tipo di supporto invece sartà indispensabile nella fase di lucidatura. Se avete mai levigato il legno saprete (potete sempre provare) che gli abrasivi vanno scalati dal più grosso al più fine senza troppi salti di grana: ogno abrasivo deve togliere i graffi lasciati da quello precedente. Le unghie sono relativamente tenere e quindi non è opportuno usare abrasivi troppo aggressivi: dopo la lima ripassate la sagoma a spessore con carta abrasiva sottile (800-1200) che avrete incollato per esempio sullo stecchino di un ghiacciolo (d'inverno però è più difficile averne a disposizione....) rispettando la sagoma data dalla lima. Contate i passaggi, almeno 20 per la 800, 30 per la 1200. Dipende anche dalla pressione che esercitate, ma è meglio qualche passaggio in più con la mano leggera piuttosto che il contrario. Dopo vi serve una lima cuscinata (con supporto morbido) di quelle che si usano nei centri ricostruzione unghie e che si trova anche in profumeria, ha un lato rosso e bianco diviso a metà oppure blu e bianco e l'altro è intero di color grigio scuro. Le grane sono sottilissime pensate il rosso (o blu) è generalmente un 2000-3000 il bianco è 5/6000 ed il grigio oltre il 10.000. Non pensate possa durare a lungo, cercate di sfruttare bene tutta la parte abrasiva, cambiando spesso lato.
Un errore comune è credere che una carta consumata possa sostituirne una sottile: gli abrasivi sono microscopiche lame e lavorano bene solo se affilati, altrimenti strappano le fibre e generano solo calore.
Con la lima a tre grane non modificherete sensibilmente il lavoro di sagomatura, ma arrotonderete lo stesso, non dovete quindi preoccuparvi troppo di mantenere l'angolo. Personalmente preferisco in questa fase tenere la lima ferma sul tavolo con la sinistra e far scorrere il dito ungulato uno alla volta sull'abrasivo. con la grana rossa (blu) agite ancora prevalentemente sotto il bordo, 50 passaggi leggeri possono essere abbastanza. Con la parte bianca lavorate prima ancora sotto poi anche verso il bordo frontale e ripassate leggermente anche il bordo sulla parte superiore dell'unghia dove non sono ammesse microirregolarità che portano velocemente allo sfogliarsi e successiva rottura dell'unghia: tra sotto fronte e sopra vi servirà tempo e pazienza diciamo 50+50+50. L'ultimo passaggio va fatto sulla parte grigia e dovrete cominciare leggeri e poi aumentare via via la pressione per ottenere un risultato perfetto, il cuscino cederà e creerà un fronte concavo che luciderà il bordo a specchio. Con la pratica potete aumentare la velocità dei passaggi in quest'ultima fase, dato che dovrete lisciare su tutto lo spessore alternando l'angolo del dito sull'abrasivo, qui contate 100 ma andando veloci ne farete almeno il triplo: contare serve a tener impegnata la mente sul lavoro che si sta facendo.
Mia moglie ed i miei figli, dopo più di 20 anni che mi faccio le unghie, mi prendono ancora per matto, ma il risultato potrebbe esservi utile nella ricerca del vostro suono. Ricordo che Ruggero Chiesa mi raccontava che Segovia liquidava subito gli aspiranti allievi, a Siena, quando avevano "un brutto suono" spiegando che la qualità del suono è indice di una qualche qualità interiore. Ma, con tutto il rispetto per l'estetica romantica espressa da questo giudizio, sono convinto che la qualità del suono sia il risultato di una tecnica nella quale evidentemente anche le unghie giocano un ruolo non secondario. Certo, per metterla a punto un buon maestro non vi basterà, dovrete sviluppare la vostra sensibilità (e questa è certo una qualità interiore) ed imparare ad andare dentro al suono. A quel punto potrete mettervi con successo anche a costruire chitarre......
Maurizio Ghelli Santuliana
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda mgilli » gio 16 dic 2010, 16:14

Ciao Drago.
Leggi il mio motto...
Non è farina del mio sacco, ma lo ha pronunciato un certo Segovia...
MARCOGILLI
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Suonare la chitarra senza unghie è come portare la chitarra all'ombra, sempre all'ombra...
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda fecavag » sab 18 dic 2010, 16:45

Ho visto solo ora questo argomento, quindi scusate se mi inserisco in ritardo. Per coloro che sono così sicuri che si deve assolutamente suonare con le unghie dirò solo che qualsiasi chitarrista che si rispetti sa perfettamente che Pujol, ad esempio, suonava senza unghie e che molti altri sono i chitarristi che, in passato quando non c'erano aiuti "chimici o meccanici" suonavano senza unghie. L'unica cosa che senza unghie non è possibile produrre è il tremolo, ma, come dice Benvenuto Terzi, inserire un brano col tremolo in un concerto non è obbligatorio. Attualmente, con i ritrovati moderni, farsi crescere delle unghie come degli artigli non è una cosa difficile; un prodotto, la cui efficacia l'ho sperimentata personalmente e posso garantirla, è il Bioscalin Giuliani. L'unico problema è che è un prodotto abbastanza costoso e, più o meno, viene sui 20 euro al mese. Si tratta di pillole, da prendersene una al giorno per i primi 6 mesi, poi si può diradare un po', ma come dicevo il risultato è assicurato. Prendere pillole di calcio non so se funziona, le unghie non sono d'osso, sono di cheratina come i peli (e infatti il Bioscalin è nato come rinvigorente dei capelli, poi si è visto che fortifica in modo eccezionale anche le unghie e quindi è nata anche questa linea di prodotto, ma comprate quello meno caro: hanno la stessa efficacia. Altri sistemi non li consiglio, hanno il difetto di indebolire l'unghia.
Federico
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda alberto57 » mar 11 gen 2011, 18:44

Da fecavag L'unica cosa che senza unghie non è possibile produrre è il tremolo

Eppure Tarrega, negli ultimi anni di vita aveva abbandonato le unghie, dici che avra' abbandonato anche il tremolo? Correggetemi se sbaglio ma credo che anche nelle opere di Sor, nemico giurato delle unghie, si trovi qualche esempio di tremolo. Puo' essere che le corde in budello permettessero una "presa" migliore, anche senza unghia?
Un saluto!
"come va?"
-ah, meglio di cosi ' non potrebbe andare! -
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda fecavag » sab 15 gen 2011, 16:32

Ho citato quanto riportato da B. Terzi nel suo metodo "Il chitarrista autodidatta". Personalmente non so, non ho fatto degli studi approfonditi, e poi, vista l'età a cui ho ripreso a suonare, il tremolo non lo faccio e non penso riuscirò mai a farlo, nemmeno con le unghie.
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Re: IL TOCCO CON LE UNGHIE... INDURENTE PER UNGHIE...

Messaggioda rocco spanò » lun 17 gen 2011, 23:46

Il tocco con le unghie offre diversi vantaggi rispetto a quello senza unghie. Pertanto, anche se la chitarra classica si può tranquillamente suonare sia con le unghie che senza, è bene essere informati di queste aggevolazioni, specie per quanto riguarda il tocco volante e/o teso. D'altra parte, con l'uso delle unghie il suono risultera' molto piu' squillante, ci sara' piu' facilita' d'attacco e si potranno gestire meglio le varie dinamiche del suono. La lunghezza dell'unghia può essere di taglio corto (da me consigliato), taglio medio e taglio lungo. Da premettere che il taglio corto (anche se si presta bene ad ogni tipo di situazione e tocco), proprio perché corto,richiede la massima precisione nell' attacco.Oggi per noi chitarristi abbiamo in commercio un nuovo ritrovato "insuperabile" secondo me: lo smalto indurente MAVALA "SCIENTIFIQUE". Si applica una volta a settimana su tutta l'unghia ad esclusione della lunula, ed è a effetto immediato, trasparente e pertanto senza neppure avere oggi, il problema dell'unghia lucida di un tempo. Rocco Spanò
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda Giaguaro » mar 18 gen 2011, 14:53

Il sottoscritto si dedica solo al flamenco e l'unghia è non solo sottoposta a grande stress, ma assolutamente necessaria, anche se, soprattutto nel pollice, si unisce al callo che si forma per forza di cose.
A mio parere, lacche, smalti e robe varie fatte dall'industria cosmetica servono a poco: appena suoni si tolgono per lo sfregamento dell'unghia sulla corda, e stai da capo.
Semmai userei idratanti, oli e creme rinforzanti che vanno massaggiate sull'inghia, ma che hanno scopo solo di rinforzare e rendere flessibile la struttura esistente e non di andare a sovapporsi ad essa.
Concordo sull'uso di integratori alimentari che però vanno presi per lungo tempo e con continuità, ma sono efficaci.
Per coloro che iniziano, il fatto che l'unghia si rompa appena si allunghi un pò è normale: si devono irrobustire e, purtroppo, occorrono anni. L'unica soluzione è tenerla corta il più possibile e curare sia la forma, sia l'attacco sulla corda.
Semmai il problema che resta è il consumo dell'unghia, soprattutto se le ore dedicate allo studio sono tante, e li, come detto sopra, l'unica cosa sono gli integratori alimentari e gli oli.
Sconsiglio l'uso di unghie finte o del gel: risolvono il problema sul momento, ma distruggono l'unghia sottostante. Alla fine diventa una schiavitù.

Suonare la chitarra solo con i polpastrelli? a parte le opinioni personali sul suono, a parte la difficoltà di praticare certe tecniche, a parte l'assoluta incompatibilità col flamenco.... a sto punto mi dedicherei al liuto: quello si suona veramente con i polpastrelli e non con le unghie.
"....La solitudine, il silenzio, la notte, la meditazione, il quieto scorrere del tempo sono elementi necessari per vivere e far vivere una chitarra..." (Gabriele Corazza)
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda Gaspa » mar 18 gen 2011, 15:16

Concordo con il post di Giaguaro anche a me piace il flamenco e vorrei saperlo suonare,la mia esperienza con le unghie e limarle frequentemente,in alcuni siti e interviste molti flamenchisti tipo Moraito che usano l'unghia del pollice molto lunga la ricostruiscono,cosa ne pensate,Ciao :bye:
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Re: ho risolto il problema delle unghie

Messaggioda Cardino Marco » ven 21 gen 2011, 18:39

drago ha scritto:Dopo anni di lotta con le unghie che si spezzano (attach, creme indurenti, ....), dopo esperimenti e lunghi studi per trovare la forma migliore da dare alle unghie (cosa non banale considerato che maestri autorevoli hanno opinioni diverse), ho finalmente risolto il problema delle unghie.
In che modo?
Molto semplice, il maestro a cui mi sono rivolto dopo anni di studio autodidattico mi fa suonare senza unghie, coi soli polpastrelli.
Inizialmente ero un po' scettico ma ora sono felicissimo: suonare senza unghie è più semplice e non mi sembra che il suono sia peggiorato.
La domanda a tutti gli amici del forum è questa: ma siamo proprio sicuri che suonare con le unghie sia conveniente?
Io mi sto convicendo del contrario non fosse altro perchè mi sento come liberato da una pesante "schiavitu".
Grazie delle vostre opinioni.
Drago



Non so se ricordo bene ma pare che Aguado suonasse con i polpastrelli.
Io ho avuto il problema della fragilità delle unghie; l'ho risolto curandole attentamente con una limetta molto delicata prima di iniziare il riscaldamento.
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