D04 Lezione di chitarra classica 07

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Jesús Morote
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Jesús Morote » lun 27 mar 2017, 22:47

Claudio Tortonesi ha scritto:Buonasera Jesus.
Grazie per il tempo che mi dedichi. Questa volta, ahimè, ti ho fatto lavorare molto di più. Mi rendo conto infatti che il Sagreras è completamente da rifare e lo rifarò (incredibili errori di lettura musicale). Per quanto attiene al Carcassi, il ritmo un pò violento del brano mi spinge a commettere errori di impetuosità e ad andare un pò per conto mio.
Si, concordo. Lezione impegnativa. :bye:
Non è così male la María Luisa. Qualche errore di lettura, ma facili da emendare.
:ouioui:

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Claudio Tortonesi
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Claudio Tortonesi » mar 28 mar 2017, 20:25

Buonasera. Ripubblico la mazurka di Sagreras poichè la prima pubblicata conteneva diversi errori. Grazie ancora Jesus. :bye: :bye:

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Jesús Morote
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Jesús Morote » mar 28 mar 2017, 20:42

:bravo: Claudio. Se fosse il brano proposto per l'esame finale credo che potrei fare un po' più leggera la seconda parte, meno densa di sonorità. Ma la lezione 8 ti chiama. Hai sadisfatto con buona qualificazione la lezione 7. :okok:

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Claudio Tortonesi
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Claudio Tortonesi » mar 28 mar 2017, 21:06

Gracias Jesus :merci:

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Paolo Barbagli
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Paolo Barbagli » mar 28 mar 2017, 22:21

Claudio Tortonesi ha scritto:Buonasera. Ripubblico la mazurka di Sagreras poichè la prima pubblicata conteneva diversi errori. Grazie ancora Jesus. :bye: :bye:
Bene. Ottima (9) la prima e ultima parte, discreta la seconda (6,5). :bravo:
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Claudio Tortonesi
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Claudio Tortonesi » mer 29 mar 2017, 10:20

Grazie Paolo, porto a casa un 8-. :merci: :bye:

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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da giuliobellezza » ven 31 mar 2017, 19:20

pag. 72,73 Carcassi, Matteo Valzer opus 23 n°9

Complimenti a tutti per le vostre registrazioni. (Non riesco a trovare errori o qualcosa che non va nelle vostre). Purtroppo io sono ancora indietro con la lezione. (Ed è già uscita la 8...)
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.

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Claudio Bravini
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Claudio Bravini » lun 03 apr 2017, 19:08

Ve l'avevo detto che mi era piaciuta, mi avete fatto venir voglia di studiarla e condividerla con voi. :bye:

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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da giuliobellezza » mar 04 apr 2017, 20:56

Per Claudio.
Secondo me l'hai suonata molto bene e con il tempo giusto.
A me purtroppo viene ancora male, ma i prossimi giorni lo registro comunque per provare a passare alla lezione 8.

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Jesús Morote
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Jesús Morote » mar 04 apr 2017, 22:44

Claudio:
Credo che hai uno sbaglio di lettura musicale nella battuta 36. Ci sono due legature di crome; tu fai la prima legatura, ma non la seconda, dove tocchi entrambi crome senza ligare.
Certamente la tua esecuzione è impeccabile, ma non riflessa bene il carattere del brano.
María Luisa era la sorella di Sagreras, non la sua amante. Se si pensa in un amore fraterno (non erotico o passionato), credo che si pensa piuttosto nella infanzia o nella adolescenza, in una scatola musicale, non in un ballo di adulti. Io ricordo sempre i miei fratelli e la mia sorella, anche se oggi hanno più di 60 anni, come bambini.
Per ciò mi sembra importante rispettare gli smorzati del brano, molto precisamente indicati per Sagreras nello spartito. La continua risonanza dei bassi (ed altre corde) non smorzati da al brano una densità sonora molto romantica, ma, per me, contraria allo spirito del brano.
Naturalmente, è una opinione soggettiva.

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Claudio Bravini
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Claudio Bravini » mer 05 apr 2017, 10:07

Jesús Morote ha scritto:Claudio:
Credo che hai uno sbaglio di lettura musicale nella battuta 36. Ci sono due legature di crome; tu fai la prima legatura, ma non la seconda, dove tocchi entrambi crome senza ligare.
Certamente la tua esecuzione è impeccabile, ma non riflessa bene il carattere del brano.
María Luisa era la sorella di Sagreras, non la sua amante. Se si pensa in un amore fraterno (non erotico o passionato), credo che si pensa piuttosto nella infanzia o nella adolescenza, in una scatola musicale, non in un ballo di adulti. Io ricordo sempre i miei fratelli e la mia sorella, anche se oggi hanno più di 60 anni, come bambini.
Per ciò mi sembra importante rispettare gli smorzati del brano, molto precisamente indicati per Sagreras nello spartito. La continua risonanza dei bassi (ed altre corde) non smorzati da al brano una densità sonora molto romantica, ma, per me, contraria allo spirito del brano.
Naturalmente, è una opinione soggettiva.
Jesús, grazie innanzitutto per l'ascolto attento.
Apprezzo tantissimo il lavoro che fai, credimi, molto approfondito, ti vai a studiare sempre con attenzione sia lo spartito che quello che c'è dietro, musicalmente e storicamente, sei veramente una risorsa preziosa per la tua classe e non solo. Ma permettimi di non essere sempre d'accordo con te.
Ti assicuro che non sono permaloso, ma chiamare sbaglio una mancata legatura... :P Complimenti per l'orecchio attento, ma l'effetto era assolutamente intenzionale. Non era uno studio sulle legature, come per esempio abbiamo avuto nel D05 alla settima lezione, allora lì sì che devi farle, viste le finalità didattiche, ma qui ne sono segnate solo due in tutto il brano, per cui sono solo una indicazione di espressione, almeno così la vedo io, e qui mi piaceva di più quest'altra maniera di eseguirle.
Altro discorso lo smorzare i bassi. E' vero, Delcamp lo segna con chiarezza (non so se c'è anche nello spartito originale, magari tu riesci a trovarlo) e fa parte dell'esercizio della lezione, per cui fate bene a farlo. Ma visto che io sono esterno alla vostra classe mi sono preso la libertà di un'esecuzione più libera e non li ho smorzati sempre. Sinceramente non mi piace molto l'effetto che ne risulta, anche perché concepisco il fermare la vibrazione quando poi si suonano altre note che non c'entrano con quel basso, ma non mi sembra sia questo il caso.
Lo spirito del brano... non so se c'è un solo modo "giusto" e altri meno giusti, per me la musica contiene in sè già un carattere ben preciso, e sta alla sensibilità e all'inventiva di ognuno tirarla fuori e comunicarla. La sorella, l'amante, sì, sono cose che uno va a vedere per cercare spunti interpretativi, ma non è detto che si faccia sempre bene alla musica cercare di rispettare l'intenzione dell'autore. Ci sono tantissimi esempi (non solo nella musica classica) in cui un brano trova nuova (e migliore) vita da un'interpretazione di un esecutore che magari stravolge completamente il modo in cui si è sempre eseguito quel pezzo negli anni.
Ho sentito molte interpretazioni di Maria Luisa, ad esempio una che amo particolarmente è di questo giovane maestro svedese, non so se vi è capitato di sentirla: https://www.youtube.com/watch?v=vsvNpiRn9p4
Ancora grazie per le critiche, le osservazioni e la discussione stimolante.
:bye:

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FrancoGiordano
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da FrancoGiordano » mer 05 apr 2017, 10:52

Questa si chiama " Libertà di espressione" e meno male che esiste,laddove naturalmente non si creino.....strafalcioni...... :war: :bye: Ciao..... Franco

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Jesús Morote
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Jesús Morote » mer 05 apr 2017, 12:41

Claudio Bravini ha scritto: Jesús, grazie innanzitutto per l'ascolto attento.
Apprezzo tantissimo il lavoro che fai, credimi, molto approfondito, ti vai a studiare sempre con attenzione sia lo spartito che quello che c'è dietro, musicalmente e storicamente, sei veramente una risorsa preziosa per la tua classe e non solo. Ma permettimi di non essere sempre d'accordo con te.
Ti assicuro che non sono permaloso, ma chiamare sbaglio una mancata legatura... :P Complimenti per l'orecchio attento, ma l'effetto era assolutamente intenzionale. Non era uno studio sulle legature, come per esempio abbiamo avuto nel D05 alla settima lezione, allora lì sì che devi farle, viste le finalità didattiche, ma qui ne sono segnate solo due in tutto il brano, per cui sono solo una indicazione di espressione, almeno così la vedo io, e qui mi piaceva di più quest'altra maniera di eseguirle.
Altro discorso lo smorzare i bassi. E' vero, Delcamp lo segna con chiarezza (non so se c'è anche nello spartito originale, magari tu riesci a trovarlo) e fa parte dell'esercizio della lezione, per cui fate bene a farlo. Ma visto che io sono esterno alla vostra classe mi sono preso la libertà di un'esecuzione più libera e non li ho smorzati sempre. Sinceramente non mi piace molto l'effetto che ne risulta, anche perché concepisco il fermare la vibrazione quando poi si suonano altre note che non c'entrano con quel basso, ma non mi sembra sia questo il caso.
Lo spirito del brano... non so se c'è un solo modo "giusto" e altri meno giusti, per me la musica contiene in sè già un carattere ben preciso, e sta alla sensibilità e all'inventiva di ognuno tirarla fuori e comunicarla. La sorella, l'amante, sì, sono cose che uno va a vedere per cercare spunti interpretativi, ma non è detto che si faccia sempre bene alla musica cercare di rispettare l'intenzione dell'autore. Ci sono tantissimi esempi (non solo nella musica classica) in cui un brano trova nuova (e migliore) vita da un'interpretazione di un esecutore che magari stravolge completamente il modo in cui si è sempre eseguito quel pezzo negli anni.
Ho sentito molte interpretazioni di Maria Luisa, ad esempio una che amo particolarmente è di questo giovane maestro svedese, non so se vi è capitato di sentirla: https://www.youtube.com/watch?v=vsvNpiRn9p4
Ancora grazie per le critiche, le osservazioni e la discussione stimolante.
:bye:
Ti ringrazio, Claudio, il tuo rispetto, che è reciproco.

Forse la parola "sbaglio" era inadeguata in questo contesto; il mio italiano non mi permette di essere sempre accurato nelle mie espressioni. Io non posso sapere se hai fatto o non il legato di forma intenzionale. Se si suona un brano imparato a memoria, accade spesso di internalizzare errori, involontariamente. Far notare queste discrepanze con lo spartito originale può contibuire a correggere gli errori. Se non era il caso, si faccia omissione della mia osservazione.

Questo è l'originale di Sagreras:
http://hz.imslp.info/files/imglnks/usim ... aciles.pdf
Non ci sono più indicazioni di smorzati di quelle dello spartito di Delcamp. Io volevo solo dire che la scrittura di Sagreras è molto precisa nelle indicazioni della durata delle note. Non si può pensare che se Sagreras scrive una semiminima, questa dura una minima. E l'indicazioni delle pause sono anche assai accurate.

Certamente nessuno può negare il diritto di ciascuno ad esprimere la sua "sensibilità ed inventiva". Non vale la pena insistere in questo. Il mio oggettivo era (ho detto chiaramente che era una opinione personale e soggettiva) solo attirare l'attenzione su quante interpretazioni "personali", sotto il coperto della "soggettività artistica", sono reproduzioni di topici estetici convenzionali. Cioè molto lontano di una vera opzione personale, anche se l'eseguitore lo creda, impregnato internamente dal topico.

Nel caso di María Luisa, ottenere la rarefazione del tessuto sonoro é una opzione più stimolante per me che la tradizionale densità romantica all'uso. Ed è una sfida difficile, dare continuità e pienezza al brano con questo tessuto più sottile. (Cosa che, naturalmente, io non ho ottenuto nella mia registrazione del brano. Forse in prossimi anni lo otterrò.)

Non voglio suscitare una polemica, ma contribuire a fare una riflessione estetica.

:bye:

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Claudio Bravini
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Claudio Bravini » gio 06 apr 2017, 22:45

Jesús Morote ha scritto:
Ti ringrazio, Claudio, il tuo rispetto, che è reciproco.

Forse la parola "sbaglio" era inadeguata in questo contesto; il mio italiano non mi permette di essere sempre accurato nelle mie espressioni. Io non posso sapere se hai fatto o non il legato di forma intenzionale. Se si suona un brano imparato a memoria, accade spesso di internalizzare errori, involontariamente. Far notare queste discrepanze con lo spartito originale può contibuire a correggere gli errori. Se non era il caso, si faccia omissione della mia osservazione.

Questo è l'originale di Sagreras:
http://hz.imslp.info/files/imglnks/usim ... aciles.pdf
Non ci sono più indicazioni di smorzati di quelle dello spartito di Delcamp. Io volevo solo dire che la scrittura di Sagreras è molto precisa nelle indicazioni della durata delle note. Non si può pensare che se Sagreras scrive una semiminima, questa dura una minima. E l'indicazioni delle pause sono anche assai accurate.

Certamente nessuno può negare il diritto di ciascuno ad esprimere la sua "sensibilità ed inventiva". Non vale la pena insistere in questo. Il mio oggettivo era (ho detto chiaramente che era una opinione personale e soggettiva) solo attirare l'attenzione su quante interpretazioni "personali", sotto il coperto della "soggettività artistica", sono reproduzioni di topici estetici convenzionali. Cioè molto lontano di una vera opzione personale, anche se l'eseguitore lo creda, impregnato internamente dal topico.

Nel caso di María Luisa, ottenere la rarefazione del tessuto sonoro é una opzione più stimolante per me che la tradizionale densità romantica all'uso. Ed è una sfida difficile, dare continuità e pienezza al brano con questo tessuto più sottile. (Cosa che, naturalmente, io non ho ottenuto nella mia registrazione del brano. Forse in prossimi anni lo otterrò.)

Non voglio suscitare una polemica, ma contribuire a fare una riflessione estetica.

:bye:
Jesús,
"Forse la parola "sbaglio" era inadeguata..."
Guarda che non mi sono offeso per lo "sbaglio", ne faccio talmente tanti e non ho difficoltà a riconoscerli :), volevo solo dire che secondo me, intenzionale o meno, una mancata legatura non può essere messa sul piano di un errore di nota o di durata (sempre che non si stia facendo uno studio sulle legature), ma non ti preoccupare, va bene così, non c'è bisogno di dire "si faccia omissione della mia osservazione", non siamo mica in tribunale. :)
"...ottenere la rarefazione del tessuto sonoro..." :shock: alla faccia dell'italiano insicuro, parli meglio dell'85% degli italiani che hanno fatto studi medio-superiori, i miei complimenti.
Le tue riflessioni sui topos estetici convenzionali è assolutamente condivisibile, però nel caso specifico del brano di Sagreras quei bassi così stoppati continuano a non piacermi, un conto è smorzarli dolcemente, ma è difficile, un altro è stopparli troppo decisamente, si rischia per assurdo di farli durare meno di quanto dovrebbero.
:bye:

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Re: D04 Lezione di chitarra classica 07

Messaggio da Jesús Morote » ven 07 apr 2017, 09:05

Claudio Bravini ha scritto: "...ottenere la rarefazione del tessuto sonoro..." :shock: alla faccia dell'italiano insicuro, parli meglio dell'85% degli italiani che hanno fatto studi medio-superiori, i miei complimenti.
Le tue riflessioni sui topos estetici convenzionali è assolutamente condivisibile, però nel caso specifico del brano di Sagreras quei bassi così stoppati continuano a non piacermi, un conto è smorzarli dolcemente, ma è difficile, un altro è stopparli troppo decisamente, si rischia per assurdo di farli durare meno di quanto dovrebbero.
:bye:
È quindi evidente che ho imparato l'italiano con la lettura di Gianni Vattimo e Mario Perniola... :lol:

Certo: la sfida del brano di Sagreras è non fare sovraccarico di densità sonora, ma non incorrere nel difetto oposto di disfare l'ordito.

Non è più ammissibile che si sorvoli con grossolana approssimazione sul valore e sul significato espressivo delle pause che i Maestri, con sapiente e meticoloso zelo, hanno disseminato anche nelle pagine più semplici; come non è più possibile tollerare, sopratutto per l'eccellente qualità degli strumenti moderni, quell'alone di suoni reali o armonici, che sprigionandosi ad agni attacco, offuscano il nitore delle melodie e la purezza delle armonie. Mauro Storti, "L'arte della mano destra".

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