D04 Lezione di chitarra classica 08

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Jean-François Delcamp
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D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Jean-François Delcamp » mer 22 mar 2017, 08:51

Buongiorno a tutti,
per favore assicuratevi di aver scaricato l'ultima versione del volume D04.
Se siete nuovi, leggete questo messaggio per prendere conoscenza delle condizioni per partecipare ai corsi.
Leggete parimenti il messaggio del primo corso, vi troverete consigli sull'impiego del tempo e le metodiche di lavoro che io vi raccomando.



Ora ci accingiamo a lavorare su una serie di esercizi:
- 118 pagine Delcamp, Jean-Francois Scale n. 27 e 28
Per il n. 28, vi invito a trovare il miglior compromesso possibile tra un suono senza rumori di dita e un suono legato. Le misure 4, 5 e 6 non presentano questo tipo di difficoltà, potendo le dita scorrere senza rumore sulle corde di nylon.

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Infine, vediamo tre brani.
- Pag. 25 Anonimo, Oscar Chilesotti: Se io mi accorgo ben
Come nella scala n. 28, la difficoltà principale è di arrivare ad un suono legato. Per quanto riguarda le sfumature di volume, cominciate la prima misura con un crescendo. Alla seconda misura fate un decrescendo. Continuate poi il crescendo e decrescendo in modo che si adattino alla melodia. Quando la melodia sale verso l'acuto fate un crescendo. Quando la melodia scende verso il grave fate un decrescendo.

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- Pag. 82, 83 Strauss, Johann Lockvögel: Valzer opus 118
Dopo il Forte dei primi due tempi (che colpisce l'ascoltatore), Johann Strauss impiega la tonalità piano per mantenere e stimolare l'attenzione degli ascoltatori. Il valzer prende il suo vero ritmo a partire dalla misura 4. A partire da questa misura 4, la "carrure" è di 4 misure fino alla fine.

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- Pag. 96, 97 Anonimo Mi Favorita
Le prime 3 misure sono un'introduzione che serve a stabilire il ritmo e la tonalità. L' accompagnamento (dolce) fa la sua entrata alla misura 4. L'accompagnamento è solo, dal primo tempo della misura 4 al secondo tempo della misura 5, questo per creare un'aspettativa che vada ad affinare la ricettività dell'ascoltatore e prepararlo all'arrivo prossimo della melodia. Io consiglio di suonare queste 2 misure di accompagnamento come un metronomo. Questo consentirà poi alla melodia (che inizia con un levare alla fine della misura 5) di annunciare una libertà ( un rubato), che sembrerà avere tanto più carattere quando questa libertà subentrerà al rigore delle misure 4 e 5 . Il contrasto tra ritmo rigoroso e ritmo libero darà gusto e carattere a questo inizio di mazurka.
In seguito, ci sono molte ripetizioni (misure 10-11, misure 14-15); variate le articolazioni (legato, staccato) e variate le sonorità (rosetta, ponticello, tastiera).
Successivamente, non c'è nulla di rilevante, tranne che la modulazione in Sol maggiore misura 32.

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Vi domando prima di tutto di lavorare su questi esercizi e arie per una settimana e poi di pubblicare le vostre registrazioni di:
- Pag. 82, 83 Strauss, Johann Lockvögel: Valzer opus 118
- Pag. 96, 97 Anonimo Mi Favorita



Forza e coraggio!

Vorrei ringraziare Paola che ha offerto il suo aiuto per la traduzione in italiano dei miei corsi.

Jean-François
:( + ♫ = :)


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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Jesús Morote » gio 23 mar 2017, 11:28

Cosa è un "Lockvögel"?

Questa è una parola tedesca composta di "locken", attirare, e "Vögel", uccelli. Un Lockvögel è una esca (credo que sia questa la parola italiana), un uccello di legno o sughero, dipinto con brillanti colori. Questo falso uccello attira i veri uccelli, fascinati della bellezza dei suoi colori, che cadono nella trappola dei cacciatori.

Immagine

Il Waltz di Strauss di questo nome è molto più lungho che la parte addattata per la chitarra per Mertz. Ma lo spirito è lo stesso: quelli che vanno nei Saloni viennesi, ornati di belli vestiti e trucchi per cacciare ingenui che cadono nelle sue trappole di menzognoso amore, e finiscono senza penne.

Cosí, credo che lo spirito del Valzer è piutosto buffo e derisorio.
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Paolo Barbagli » ven 31 mar 2017, 22:00

Provo a rompere il ghiaccio con Strauss.
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Jesús Morote » ven 31 mar 2017, 22:51

Ottimo lavoro Paolo :bravo: Ma...

Prima parte: gli accenti, ben marcati nello spartito, non si sentono nella tua esecuzione. Troppo piatto.
Non hai stato molto attento agli smorzati.

Seconda parte: hai fatto bene gli abbellimenti, ma troppo lenti. Sembrano terzine. Sono sicuro che puoi farli più leggeri, più mordenti, più "capricciosi". Perchè hai lasciato suonare tanto l'accordo finale? Non porta corona...

:mrgreen:
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Paolo Barbagli » sab 01 apr 2017, 12:57

Jesús Morote ha scritto:Ottimo lavoro Paolo :bravo: Ma...

Prima parte: gli accenti, ben marcati nello spartito, non si sentono nella tua esecuzione. Troppo piatto.
Non hai stato molto attento agli smorzati.

Seconda parte: hai fatto bene gli abbellimenti, ma troppo lenti. Sembrano terzine. Sono sicuro che puoi farli più leggeri, più mordenti, più "capricciosi". Perchè hai lasciato suonare tanto l'accordo finale? Non porta corona...

:mrgreen:
Grazie Jesus, come al solito farò tesoro delle tue osservazioni
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Jesús Morote » sab 01 apr 2017, 21:33

Per la pratica dell'abbellimenti come quelli del Lockvögel, ho proposto nel Forum spagnolo uno esercizio preso del Trattato di Emilio Pujol.

http://www.guitarraclasicadelcamp.com/v ... 49#p191372

Forse sia d'utilità per qualcuno.
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Jesús Morote » sab 01 apr 2017, 22:06

Ecco "Se io m'accorgo ben mio d'un altro amante":


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Chitarra: Paulino Bernabé (padre) 1971 Chitarra di studio
Corde: Hannabach Goldin 725 MHT



Ho usato lo spartito del D05 (p. 26). Non mi sembra più difficile che la versione del D04. E la sesta in Re da più profondità al suono, per la resonanza di questa corda in Re.

Abbiamo già veduto in questo Corso pezzi del repertorio rinascimentale come danze (la Pavana di Milán) e frottole (Pescatore che va cantando), ma qui abbiamo una completamente diversa forma musicale rinascimentale: il madrigale. Questa forma è ben conosciuta dal suo studio esaustivo da Alfred Einstein (The Italian Madrigal, 1949) ed è stato utilizzato a profusione da metà Cinquecento fino al Seicento, raggiungendo il suo culmine nelle madrigali di Claudio Monteverdi .

In contrasto con le danze, da attuare in un ritmo sostenuto e costante, il madrigale è caratterizzato per la sua libertà formale, o meglio, essendo la musica al servizio di una narrazione, di dialogo o l'espressione di un sentimento o passione in fase di sviluppo . Pertanto, è necessario fuggire della interpretazione rigida e porla al servizio di ciò che sta succedendo.

Ho trovato in Internet una possibile versione literaria del madrigale, che sembra essere attribuita al compositore Marco Facoli. Il brano è anche, con certe variazioni, in un Libro di Musica di ballo per tastiera: "Secondo libro d'intavolatura di Balli d'Arpicordo" (1588).

S'io m'accorgo, ben mio, ch'un altro amate
io rivorrò 'l mio cor ch'a voi donai,
né di vedermi poi mai piú pensate,
né poi fatevi piú vedere mai.

C'è, dunque, qualche piccola differenza.

Possiamo fare una serie di ipotesi che ci aiuteranno a interpretare el brano.

(Si noti che l'edizione Delcamp contiene un errore, dal momento che omessi il "mio", dopo "ben"). Si tratta di una scena di gelosia di un amante che pensa che la sua amata può avere uno o più altri amanti e rimprovera la amata. La scena si sarebbe svolta nel seguente modo:

L'amante comincia a fare una profonda manifestazione della persona amata, che si conclude con un carattere interrogativo: ti amo con passione, ma mi ami tu lo stesso che io? (battute 1 a 4). Ripetizione.

La amata risponde in un modo un po 'frivolo e giocoso (battute 6-7) e dicendo qualcosa del tipo, "Lasciami tranquilla, fastidioso".

Poi comincia un litigio amoroso: la voce profonda è l'amante geloso e l'acuta la amata incostante (battuta 8-10). L'amante supplica invano (battuta 11) di cesa¡sare la discusione, ma questa torna (12-13). Il brano finisce con le peggiori presagi dell'amante geloso, disperato per non vedere la loro lealtà ricambiata dalla amata volubile (battute 14-15). Speriamo che non terminare la questione in un caso di violenza di genere ... :lol:
Ultima modifica di Jesús Morote il dom 02 apr 2017, 23:02, modificato 2 volte in totale.
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Paolo Barbagli » dom 02 apr 2017, 21:28

A Jesus e alle sue dotte e interessanti disquisizioni rispondo con la mia versione di "Se io m'accorgo, mio ben, d'un altro amante", del quale propongo anche una mia vecchia registrazione del 2013 nella versione originale di Chilesotti (Musiche del Rinascimento - ed. Berben) con la VI corda a Re. Pezzo, tra l'altro, letto senza alcun ausilio di Maestri o confronto in rete con altre versioni. E, mi pare, la differenza si sente.
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Jesús Morote » dom 02 apr 2017, 23:12

Dicono che con l'età si va più piano, ma tu hai smentito il detto. Vai piú veloce ora che quattro anni fa :lol:

La sesta in Re è, per me, prefiribile, senza dubbio. E solo cambiano le due battute finale.

Anch'io ho una versione antica, ma è una fotocopia di una copia scritta a mano, del mio professore José Luis Rodrigo, che aveva questo brano ed altre trascrizioni di Chilesotti nel suo repertorio. Non so se si corrisponde con lo stesso originale di Chilesotti. Mi sembra ricordare che si tratta di una versione del chitarrista e maestro José Tomás, ma non posso garantirlo.

Non la ho utilizzata perche è un po' più povera armonicamente di quella del professore Delcamp.

:bye:
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Paolo Barbagli » lun 03 apr 2017, 14:09

Jesús Morote ha scritto:Dicono che con l'età si va più piano, ma tu hai smentito il detto. Vai piú veloce ora che quattro anni fa :lol:

La sesta in Re è, per me, prefiribile, senza dubbio. E solo cambiano le due battute finale.

Anch'io ho una versione antica, ma è una fotocopia di una copia scritta a mano, del mio professore José Luis Rodrigo, che aveva questo brano ed altre trascrizioni di Chilesotti nel suo repertorio. Non so se si corrisponde con lo stesso originale di Chilesotti. Mi sembra ricordare che si tratta di una versione del chitarrista e maestro José Tomás, ma non posso garantirlo.

Non la ho utilizzata perche è un po' più povera armonicamente di quella del professore Delcamp.

:bye:
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Paolo Barbagli » lun 03 apr 2017, 14:13

Jesús Morote ha scritto:Ecco "Se io m'accorgo ben mio d'un altro amante":


Ho usato lo spartito del D05 (p. 26). Non mi sembra più difficile che la versione del D04. E la sesta in Re da più profondità al suono, per la resonanza di questa corda in Re.

Abbiamo già veduto in questo Corso pezzi del repertorio rinascimentale come danze (la Pavana di Milán) e frottole (Pescatore che va cantando), ma qui abbiamo una completamente diversa forma musicale rinascimentale: il madrigale. Questa forma è ben conosciuta dal suo studio esaustivo da Alfred Einstein (The Italian Madrigal, 1949) ed è stato utilizzato a profusione da metà Cinquecento fino al Seicento, raggiungendo il suo culmine nelle madrigali di Claudio Monteverdi .

In contrasto con le danze, da attuare in un ritmo sostenuto e costante, il madrigale è caratterizzato per la sua libertà formale, o meglio, essendo la musica al servizio di una narrazione, di dialogo o l'espressione di un sentimento o passione in fase di sviluppo . Pertanto, è necessario fuggire della interpretazione rigida e porla al servizio di ciò che sta succedendo.

Ho trovato in Internet una possibile versione literaria del madrigale, che sembra essere attribuita al compositore Marco Facoli. Il brano è anche, con certe variazioni, in un Libro di Musica di ballo per tastiera: "Secondo libro d'intavolatura di Balli d'Arpicordo" (1588).

S'io m'accorgo, ben mio, ch'un altro amate
io rivorrò 'l mio cor ch'a voi donai,
né di vedermi poi mai piú pensate,
né poi fatevi piú vedere mai.

C'è, dunque, qualche piccola differenza.

Possiamo fare una serie di ipotesi che ci aiuteranno a interpretare el brano.

(Si noti che l'edizione Delcamp contiene un errore, dal momento che omessi il "mio", dopo "ben"). Si tratta di una scena di gelosia di un amante che pensa che la sua amata può avere uno o più altri amanti e rimprovera la amata. La scena si sarebbe svolta nel seguente modo:

L'amante comincia a fare una profonda manifestazione della persona amata, che si conclude con un carattere interrogativo: ti amo con passione, ma mi ami tu lo stesso che io? (battute 1 a 4). Ripetizione.

La amata risponde in un modo un po 'frivolo e giocoso (battute 6-7) e dicendo qualcosa del tipo, "Lasciami tranquilla, fastidioso".

Poi comincia un litigio amoroso: la voce profonda è l'amante geloso e l'acuta la amata incostante (battuta 8-10). L'amante supplica invano (battuta 11) di cesa¡sare la discusione, ma questa torna (12-13). Il brano finisce con le peggiori presagi dell'amante geloso, disperato per non vedere la loro lealtà ricambiata dalla amata volubile (battute 14-15). Speriamo che non terminare la questione in un caso di violenza di genere ... :lol:
8. Versione come al solito molto personale, con qualche imperfezione tecnica nella parte centrale
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Jesús Morote » lun 03 apr 2017, 20:25

Paolo Barbagli ha scritto:Nessuna critica, Jesus ? Sei diventato buono ?
Siamo in Quaresma e mi era pentito dei miei peccati :(

Ma... mi fai cadere di nouvo nella tentazione :evil:

Ci sono qualche errori di misura.

-La seconda parte della battuta 3 (le semicrome) è manifestamente più lenta che la precedente, e non si giustifica per un rallentando.

-Seconda parte della battuta 6: l'accordo lo hai fatto senza punto; solo dura una semiminima.

-Similare nell'accordo di minime della battuta 10; non hai fatto il punto e dura solo una minima.

-la seconda parte della battuta 14 la hai misurato male: hai fatto tre crome e non una semiminima e due crome.

Il carattere che hai dato al brano è un po' diverso di quello che ho spiegato dinanzi. Non si sente la tensione della lotta fra gli amanti nè la minaccia latente.

E basta. Fuori, tentatore... Farò penitenza...
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Paolo Barbagli » lun 03 apr 2017, 22:12

Jesús Morote ha scritto:
Paolo Barbagli ha scritto:Nessuna critica, Jesus ? Sei diventato buono ?
Siamo in Quaresma e mi era pentito dei miei peccati :(

Ma... mi fai cadere di nouvo nella tentazione :evil:

Ci sono qualche errori di misura.

-La seconda parte della battuta 3 (le semicrome) è manifestamente più lenta che la precedente, e non si giustifica per un rallentando.

-Seconda parte della battuta 6: l'accordo lo hai fatto senza punto; solo dura una semiminima.

-Similare nell'accordo di minime della battuta 10; non hai fatto il punto e dura solo una minima.

-la seconda parte della battuta 14 la hai misurato male: hai fatto tre crome e non una semiminima e due crome.

Il carattere che hai dato al brano è un po' diverso di quello che ho spiegato dinanzi. Non si sente la tensione della lotta fra gli amanti nè la minaccia latente.

E basta. Fuori, tentatore... Farò penitenza...
Adesso ti riconosco
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Re: D04 Lezione di chitarra classica 08

Messaggio da Jesús Morote » lun 03 apr 2017, 22:54

Non mi tentare, Paolo.

Ti lascio un regalo di Pasqua. Questa è, per me, la più bella marcia delle processioni pasquali in Spagna.

L'immagine è quella della Madonna della Carità di Siviglia. Il suo inno è "Caridad del Guadalquivir", il fiume di Siviglia. Qui si vede il ritiro della imagine nella sua sede, alla riva del Guadalquivir, dopo il suo giro per la città di Siviglia.

https://www.youtube.com/watch?v=_BrU1I8rysw
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