Ignacio Fleta su mercatino musicale

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torres66
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da torres66 » mer 17 giu 2015, 15:10

Cari amici, un ultimo intervento (sennò la discussione diventa sterile) e poi mi taccio. Uno strumento musicale può essere considerato uno strumento o un pezzo d'antiquariato. In quest'ultima ipotesi certi prezzi li potrei pure capire ( in un certo giro e con certe regole ). Ma questo non vale certamente per i discendenti di illustri liutai che ti fanno pure aspettare un decennio per una ciambella che potrebbe venir fuori senza il buco. :casque:
La chitarra è un'orchestra vista col cannocchiale al contrario (Segovia)

Elitista2
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Elitista2 » mer 17 giu 2015, 17:04

Mi trovo assolutamente d'accordo sul fatto che ordinare una chitarra da un liutaio e attenderla 10 anni o di anche di più è una cosa che rasenta il ridicolo. Verissimo anche che il risultato, entro certi limiti, non è assicurato.
Ho sempre sostenuto e sosterrò ancora sino a che qualcuno non mi convinca con buone argomentazioni del contrario che ci sarebbe bisogno di più negozi dedicati alle chitarre classiche già fatte e belle pronte per l'acquisto. Di liuteria da 20000 euro sino a quelle più economiche c.d. industriali (definizione peraltro inaccettabile, meglio sarebbe dire artigianali a catena di montaggio). In California, si diceva in altro argomento, c'è Guitar Salon International. E' chiaro che gli americani ci sanno fare molto più di noi negli affari.
I liutai si dovrebbero mettere in testa che la concorrenza fa bene. Non si possono creare rendite geografiche, di posizione, di nome. C'è una mistica del liutaio santone che ci riporta ad altri secoli passati. Con 4-5 grandi centri a livello nazionale si potrebbero acquistare chitarre di liuteria provenienti da liutai ubicati in tutto il paese. E ci sarebbe la concorrenza, così si toccherebbe veramente con mano se il liutaio decano che costruisce e vende ad es. a 10000 è davvero più bravo a realizzare strumenti ben suonanti e ben costruiti rispetto ad un giovane, ad esempio. Nessuna polemica, ma credo che questa mistica del liutaio ubicato nel paesino sperduto dal quale andare ad acquistare nella giornata di plenilunio e amenità varie, dovrebbe anche un po' passare. La concorrenza fa bene. E bisogna aumentare i consumi per rilanciare un settore come quello della chitarra classica. Potremmo constatare se sempre e comunque, come alcuni affermano (a torto a mio avviso), una chitarra di liuteria costruita dal pur bravo liutaio sotto casa è all'altezza ad es. di una Ramirez da concerto.
Saluti

torres66
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da torres66 » mer 17 giu 2015, 23:37

Che bello un guitar salon anche in Italia... :roll:
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Pasquale Mamone

Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Pasquale Mamone » mer 17 giu 2015, 23:43

Il problema dei liutai giovani e poco conosciuti è che talvolta rappresentano un pericolo per lo status quo... :cafe:

torres66
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da torres66 » mer 17 giu 2015, 23:51

Infatti poi bisognerebbe dire addio a certe cifre assurde..... :ouioui:
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Carmine Nobile
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Carmine Nobile » gio 18 giu 2015, 15:14

Elitista2 ha scritto:Mi trovo assolutamente d'accordo sul fatto che ordinare una chitarra da un liutaio e attenderla 10 anni o di anche di più è una cosa che rasenta il ridicolo. Verissimo anche che il risultato, entro certi limiti, non è assicurato.
Ho sempre sostenuto e sosterrò ancora sino a che qualcuno non mi convinca con buone argomentazioni del contrario che ci sarebbe bisogno di più negozi dedicati alle chitarre classiche già fatte e belle pronte per l'acquisto. Di liuteria da 20000 euro sino a quelle più economiche c.d. industriali (definizione peraltro inaccettabile, meglio sarebbe dire artigianali a catena di montaggio). In California, si diceva in altro argomento, c'è Guitar Salon International. E' chiaro che gli americani ci sanno fare molto più di noi negli affari.
I liutai si dovrebbero mettere in testa che la concorrenza fa bene. Non si possono creare rendite geografiche, di posizione, di nome. C'è una mistica del liutaio santone che ci riporta ad altri secoli passati. Con 4-5 grandi centri a livello nazionale si potrebbero acquistare chitarre di liuteria provenienti da liutai ubicati in tutto il paese. E ci sarebbe la concorrenza, così si toccherebbe veramente con mano se il liutaio decano che costruisce e vende ad es. a 10000 è davvero più bravo a realizzare strumenti ben suonanti e ben costruiti rispetto ad un giovane, ad esempio. Nessuna polemica, ma credo che questa mistica del liutaio ubicato nel paesino sperduto dal quale andare ad acquistare nella giornata di plenilunio e amenità varie, dovrebbe anche un po' passare. La concorrenza fa bene. E bisogna aumentare i consumi per rilanciare un settore come quello della chitarra classica. Potremmo constatare se sempre e comunque, come alcuni affermano (a torto a mio avviso), una chitarra di liuteria costruita dal pur bravo liutaio sotto casa è all'altezza ad es. di una Ramirez da concerto.
Saluti
Scusi, di grazia, ma lei con chi concorre visto che decanta tanto le proprietà taumaturgiche del libero mercato?

Elitista2
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Elitista2 » gio 18 giu 2015, 22:18

nucho2000 ha scritto:
Elitista2 ha scritto:Mi trovo assolutamente d'accordo sul fatto che ordinare una chitarra da un liutaio e attenderla 10 anni o di anche di più è una cosa che rasenta il ridicolo. Verissimo anche che il risultato, entro certi limiti, non è assicurato.
Ho sempre sostenuto e sosterrò ancora sino a che qualcuno non mi convinca con buone argomentazioni del contrario che ci sarebbe bisogno di più negozi dedicati alle chitarre classiche già fatte e belle pronte per l'acquisto. Di liuteria da 20000 euro sino a quelle più economiche c.d. industriali (definizione peraltro inaccettabile, meglio sarebbe dire artigianali a catena di montaggio). In California, si diceva in altro argomento, c'è Guitar Salon International. E' chiaro che gli americani ci sanno fare molto più di noi negli affari.
I liutai si dovrebbero mettere in testa che la concorrenza fa bene. Non si possono creare rendite geografiche, di posizione, di nome. C'è una mistica del liutaio santone che ci riporta ad altri secoli passati. Con 4-5 grandi centri a livello nazionale si potrebbero acquistare chitarre di liuteria provenienti da liutai ubicati in tutto il paese. E ci sarebbe la concorrenza, così si toccherebbe veramente con mano se il liutaio decano che costruisce e vende ad es. a 10000 è davvero più bravo a realizzare strumenti ben suonanti e ben costruiti rispetto ad un giovane, ad esempio. Nessuna polemica, ma credo che questa mistica del liutaio ubicato nel paesino sperduto dal quale andare ad acquistare nella giornata di plenilunio e amenità varie, dovrebbe anche un po' passare. La concorrenza fa bene. E bisogna aumentare i consumi per rilanciare un settore come quello della chitarra classica. Potremmo constatare se sempre e comunque, come alcuni affermano (a torto a mio avviso), una chitarra di liuteria costruita dal pur bravo liutaio sotto casa è all'altezza ad es. di una Ramirez da concerto.
Saluti
Scusi, di grazia, ma lei con chi concorre visto che decanta tanto le proprietà taumaturgiche del libero mercato?
La domanda che mi pone non è molto chiara, ma, andando ad intuito, le rispondo che non sono un commerciante di chitarre e neppure un liutaio. Dunque "concorro", come dice, con i consumatori (leggasi appassionati, amatori o professionisti che vorrebbero vedere, toccare, confrontare e provare tante chitarre, di liuteria e non, prima dell'acquisto).

Pasquale Mamone

Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Pasquale Mamone » ven 19 giu 2015, 09:58

Elitista2 ha scritto:
nucho2000 ha scritto:
Scusi, di grazia, ma lei con chi concorre visto che decanta tanto le proprietà taumaturgiche del libero mercato?
La domanda che mi pone non è molto chiara, ma, andando ad intuito, le rispondo che non sono un commerciante di chitarre e neppure un liutaio. Dunque "concorro", come dice, con i consumatori (leggasi appassionati, amatori o professionisti che vorrebbero vedere, toccare, confrontare e provare tante chitarre, di liuteria e non, prima dell'acquisto).
Concordo pienamente con Elitista2.
Magari ci fosse la possibilità di provare più chitarre, industriali o di liuteria, senza dover ordinare al buio una chitarra che non si sa se piacerà.
Aspettare poi 10 anni per uno strumento è da folli.

In questo modo si alimenta il mercato dell'usato. Per carità, niente in contrario, io stesso ho acquistato non una ma due chitarre usate.
Se ci fosse una seria concorrenza, questa farebbe da calmieratrice dei prezzi e offrirebbe all'utente finale (che poi è quello che tira fuori i soldi) la possibilità di una più ampia gamma di scelta.

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Carmine Nobile
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Carmine Nobile » ven 19 giu 2015, 11:36

@elitista
Io sono un lavoratore autonomo che lavora in regime di totale concorrenza, no regole, no mutua, no ferie, no tredicesima, la pensione: un miraggio!
Se non lavoro sono uccelli per diabetici, la corsa è sempre al ribasso, altro che status quo, non è un bel vivere glielo assicuro.
Quindi, quando leggo interventi ideologici come il suo mi chiedo che lavoro faccia, tutto qui.

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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Elitista2 » ven 19 giu 2015, 12:04

nucho2000 ha scritto:@elitista
Io sono un lavoratore autonomo che lavora in regime di totale concorrenza, no regole, no mutua, no ferie, no tredicesima, la pensione: un miraggio!
Se non lavoro sono uccelli per diabetici, la corsa è sempre al ribasso, altro che status quo, non è un bel vivere glielo assicuro.
Quindi, quando leggo interventi ideologici come il suo mi chiedo che lavoro faccia, tutto qui.

Rispondo brevemente ma volentieri all' off topic. Guardi, la capisco e non la invidio. Anche io anni fa avrei potuto intraprendere la strada del libero professionismo, ma vista l'aria che tirava e toccate con mano altre opportunità, ho desistito senza grossi rimpianti. Detto questo le ricordo però che il lavoro autonomo è un settore eterogeneo, c'è chi non arriva alla fine del mese come si suol dire e qualche notaio o avvocato che fanno milioni di euro come reddito annuale. E se questo succede a vote è proprio perché manca la concorrenza e ci sono rendite di posizione (caso eclatante quello dei notai).
D'altro canto le posso dire, da dipendente pubblico (insegnante di ruolo), che i grattacapi non mancano in ogni settore e che se anche fossi nominato miglior insegnante dell'anno, ciò non cambierebbe minimamente il mio reddito da lavoro. Il merito, alla base della concorrenza, era e resta un miraggio nel settore pubblico. Stia bene

torres66
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da torres66 » ven 19 giu 2015, 12:51

Si, però in questo forum si dovrebbe parlere di chitarre..anche se comprendo che di questi tempi i problemi economici fanno apparire l'argomento un vezzo..e solidarizzo con chi è in difficoltà o non riceve le giuste gratificazioni professionali.
La chitarra è un'orchestra vista col cannocchiale al contrario (Segovia)

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Carmine Nobile
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Carmine Nobile » ven 19 giu 2015, 19:40

La problematica dei prezzi e' vecchia come il capitalismo, e' inevitabile il discorso politico. E poi siamo al bar, o no?

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Gabriele Gobbo
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da Gabriele Gobbo » ven 19 giu 2015, 21:44

nucho2000 ha scritto:La problematica dei prezzi e' vecchia come il capitalismo, e' inevitabile il discorso politico. E poi siamo al bar, o no?
no.
Vorrei essere libero, libero come un uomo ... (G. Gaber)

torres66
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da torres66 » ven 19 giu 2015, 23:29

No, siamo in un forum in cui si discute di chitarre..il bar ce l'ho vicino casa e non mi interessa.
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Re: Ignacio Fleta su mercatino musicale

Messaggio da holden1 » sab 20 giu 2015, 00:16

Questa discussione non la capisco, ma davvero vogliamo lamentarci della "mancata concorrenza nel settore liuteria"?

Non vorrei fare del facile qualunquismo, ma anche io, da lavoratore autonomo, con reddito già da fame, vessato da una pressione fiscale oltre il 50%...
Zero socialità, zero pensione, zero di tutto... solo pagare.
Costretto alla fine ad emigrare, dopo aver resistito per anni e aver visto "rendite di posizione" talmente sfacciate, volgari e clamorose, che quelle dei liutai (quand'anche ci fossero!) non mi verrebbero in mente nemmeno, davvero, nelle chiacchierate "da bar"!

E poi, sinceramente, dove le vedete queste "rendite"?
Se il "liutaio-santone" sulla montagna non vi aggrada, quale legge vi impedisce di andare da un altro più giovane che pratica prezzi più ragionevoli?

Qui a Parigi nel c.d. "quartiere dei liutai" (se ci capitate andateci) Rue de Rome - Rue de Costantinopole, in un solo giorno potete provare chitarre di 20 e più liutai diversi (dunque la concorrenza c'e'); eppure i "grossi nomi" continuano a vendere a certi prezzi e i nomi "piccoli" ad altri.
I più blasonati (un certo "P..." e un tale "C...") vendono i loro strumenti da concerto a molte, molte migliaia di euro... e lunghe liste di attesa.
Tra l'altro, a me ignorante, non è che il suono di questi strumenti abbia fatto gridare al miracolo...

La Fleta costa troppo, puo darsi.
Meno comunque di certe Ducati, meno di una utilitaria qualunque ben accessoriata e addirittura meno di molti Rolex che non ti suonano di sicuro la Ciaccona di Bach, tutt'al più segnano l'ora, comunque meno bene del mio Swatch rimediato sulla Baia a 7 euro e 50 centesimi.

M.
- Parlez-vous française?
- Preferisco di no.
[Arturo Benedetti Michelangeli]

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