L' inutilizzo del cedro

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
alexios
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da alexios » mer 23 mar 2016, 21:38

Elitista2 ha scritto:Attenzione però a non invertire l'onere della prova.
E' chi sostiene che il cedro perda in parte le sue caratteristiche sonico-fisiche a dover dimostrare questa asserzione.
Non certo coloro che usano con soddisfazione chitarre con il top in cedro (tra cui Ramirez della seconda metà degli anni sessanta o Fleta più o meno coeve, dal suono notoriamente eccezionale) a dover dimostrare che ciò non accade!
E' una constatazione che io ho fatto con l'esperienza
Anche su strumenti costruiti da me
In genere una chitarra con il piano in abete, se ben costruita. migliora col tempo.
Una chitarra col top in cedro, anche se ben costruita, a volte, ripeto a volte perche' non c'e' una regola fissa, perde molto delle sue belle caratteristiche.
C'e' anche da dire che i due legni si comportano in modo diverso.
La chitarra nuova col top in abete fatica ad aprirsi e a raggiungere la piena maturita' delle sue possibilita' mentre una chitarra col top in cedro e' gia' ad un buon 80% delle sue possibilita', e si, migliora, ma molto meno dell'abete.
Se e' vero quello che dice Russell sulle Dammann presumo che Ramirez e anche Fleta avessero un segreto per far durare piu' a lungo il cedro!
(Ringrazio Benedetto per questa notizia...non sapevo di questo fatto)

Off topic... ma nemmeno tanto
Sono stato sabato pomeriggio alla mostra di liuteria organizzata dal duo Curciotti-Di Coste e ho notato...o meglio non ho notato nemmeno una chitarra in cedro...
Correggetemi se sbaglio
:bye:
La qualita' non ha fretta...

Benedetto
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Benedetto » gio 24 mar 2016, 09:16

Si intrecciano due temi.
In questo momento l'abete in effetti sembra essere il materiale più richiesto nelle chitarre di liuteria e fascia alta. In generale noto un ritorno della liuteria tradizionale e del modello Torres / Hauser.
Non so se questo avvenga per moda o in risposta ai lunghi anni in cui il mercato voleva prevalentemente Ramirez in cedro o chitarre molto moderne e Hauser se lo filavano in pochi. Penso di sì.
Il mercato è un pendolo.

Lo stesso può dirsi per il cedro. Al momento patisce le critiche dirette a una certa liuteria a cui viene associato, ma è senz'altro un materiale nobile, utilizzato dai concertisti più famosi (Russel, Barrueco, Williams, Segovia) e impiegato da liutai iconici (Friederich, Fleta, Dammann, Smallman).

Il tema dell'invecchiamento del cedro è già stato affrontato molte volte.
Sembra abbastanza assodato che il cedro invecchia peggio, per quanto la cosa ha margini molto variabili a seconda della tavola e della tecnica costruttiva. Ma se stiamo al materiale, è meno durevole.
Basta usare la funzione "cerca", lasciando ad altri contesti la fase istruttoria.
L'invecchiamento della membrana ne cambierà (pian pianino) le prestazioni, prima maturando il suono, poi gradualmente chiudendolo.
La cosa sarà più evidente se il piano è sottile e la chitarra ha una costruzione leggera.
Venendo agli eccessi: nelle Smallman di solito il suono vira al nasale, nelle Dammann diventa "boomy" e perde botta e potenza.
Anche l'abete invecchia, ma gli anelli di crescita (molto rigidi nell'abete) garantiscono la flessibilità della tavola molto più a lungo. In altri termini, la medesima rigidità che rallentava l'apertura dello strumento nei suoi primi anni di vita torna buona negli anni a seguire.
Non è una bocciatura del cedro (che per altro non mi piace proprio).
La mia è una bocciatura delle chitarre a membrana sottile in cedro se uno ha a cuore la durata nel tempo.

Roberto Tomasi
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Roberto Tomasi » gio 24 mar 2016, 11:10

alexios ha scritto:
Elitista2 ha scritto:Attenzione però a non invertire l'onere della prova.
E' chi sostiene che il cedro perda in parte le sue caratteristiche sonico-fisiche a dover dimostrare questa asserzione.
Non certo coloro che usano con soddisfazione chitarre con il top in cedro (tra cui Ramirez della seconda metà degli anni sessanta o Fleta più o meno coeve, dal suono notoriamente eccezionale) a dover dimostrare che ciò non accade!
E' una constatazione che io ho fatto con l'esperienza
Anche su strumenti costruiti da me
In genere una chitarra con il piano in abete, se ben costruita. migliora col tempo.
Una chitarra col top in cedro, anche se ben costruita, a volte, ripeto a volte perche' non c'e' una regola fissa, perde molto delle sue belle caratteristiche.
C'e' anche da dire che i due legni si comportano in modo diverso.
La chitarra nuova col top in abete fatica ad aprirsi e a raggiungere la piena maturita' delle sue possibilita' mentre una chitarra col top in cedro e' gia' ad un buon 80% delle sue possibilita', e si, migliora, ma molto meno dell'abete.
Se e' vero quello che dice Russell sulle Dammann presumo che Ramirez e anche Fleta avessero un segreto per far durare piu' a lungo il cedro!
(Ringrazio Benedetto per questa notizia...non sapevo di questo fatto)


I segreti sono due:conoscere il cedro e saperlo usare.
Ho sempre sostenuto che in italia queste due componenti sono assenti.
Anni fa un noto rivenditore di legnami per liuteria mi chiese perchè non comperassi mai tavole di cedro nonostante le avesse stagionate più di dieci anni.
Si offese quando gli risposi che non mi piaceva il suo cedro, rispondendomi piccatamente:" le ha guardate tutte?".
Come si offendono altri quando affermo che tra i vari Bernabè, Contreras Ramirez , Fleta, tutte le chitarre flamenco, ed i liutai nostrani c'è un abisso .
Ultima riprova un paio di mesi fa a Barcelona da Gabriel.
La "riprova " non ha bisogno d conferma naturalmente, nel mondo e nel mercato è una cosa nota e senza dubbi.
Qui invece, proliferano i conoscitori sopraffini che sono al di sopra di tutto e tutti, strumenti , concertisti, liutai etc.
Purtroppo per loro e per grande fortuna dello strumento, la realtà è un'altra. :D

Un saluto a tutti ed uno particolare ad Alexios,rara voce competente, misurata ed intelligente.

P.S.
Se qualcuno si recasse a Madrid in pieno centro in calle Segovia,ha aperto una fantastica tienda Contreras, con Vicky che si occupa di tutto.
http://www.manuelcontreras.com/galeria.php
alla fine parlano le chitarre

alexios
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da alexios » gio 24 mar 2016, 12:19

Un saluto anche a te Carpintero, anche se spesso non siamo d'accordo ( o e' meglio dire...a volte?)
Il mondo e' bello proprio perche' siamo tutti diversi :D
:bye: :bye: :bye:
ciao a tutti
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Benedetto » gio 24 mar 2016, 15:48

Non c'è dubbio che le Fleta, Friederich e Dammann siano strumenti eccelsi come molti strumenti di scuola Ramirez.
Non è mia intenzione metterlo in dubbio in alcun modo.
Tuttavia il mio gusto personale va ad un altro tipo di strumento e preferisco il transitorio d'attacco e la definizione della nota che normalmente è propria di strumenti con tavola in abete.

Tra le cose buone che vanno riconosciute a Ramirez c'è quella di aver formato molti eccellenti liutai ed avere tenuto il livello alto a Madrid.
Ho qui con me una chitarra Manzanero/tavola in abete/ che ha molti numeri.

alessandro lienzo
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da alessandro lienzo » gio 24 mar 2016, 16:15

Non sono sicuro, ma la chitarra di Zontini con piano in cedro mi sembrava piuttosto fine di tavola e mi sembrava mancasse corpo sui cantini; può essere che mi sbagli ma ho notato che una tavola in cedro più spessa renda meglio.
Piccola esperienza personale.
È indubbio però che fleta sia un grande liutaio, probabilmente sarebbe stato capace di tirare uno strumento superiore a molti di quelli che circolano anche con tavola di bassa qualità.
alessandro C.

Roberto Tomasi
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Roberto Tomasi » gio 24 mar 2016, 21:24

alessandro lienzo ha scritto:Non sono sicuro, ma la chitarra di Zontini con piano in cedro mi sembrava piuttosto fine di tavola e mi sembrava mancasse corpo sui cantini; può essere che mi sbagli ma ho notato che una tavola in cedro più spessa renda meglio.
Piccola esperienza personale.
È indubbio però che fleta sia un grande liutaio, probabilmente sarebbe stato capace di tirare uno strumento superiore a molti di quelli che circolano anche con tavola di bassa qualità.
E' indubbio che ad un grande liutaio non passa nemmeno per la testa di sentirsi "più bravo del legno". Le tavole di bassa qualità le scarta. Non spende 220 ore per gonfiare il petto ,mostrare i muscoli e dirsi che ha ottenuto uno strumento buono da un carciofo, dato che sa benissimo che non è possibile.
Naturalamente( e non è così scontato) bisogna sapere come si fa a riconoscere una tavola buona da un carciofo...
Lo stesso per fondi e fasce, dalbergie vs le "carciofate" da frutta.
Lo stesso, ma qui l'etica mi impedisce di fare nomi pubblicamente, per quel che riguarda i manici.
Ho letto spesso di alcuni che si sbrodolano addosso parlando della presunta importanza del manico e poi riempiono gli ordini dei rivenditori oltr'alpe di manici già pronti... cedro del Brasile e non cedrella.
Una bella differenza..o no? stagionato nel forno...o no? Che sfortuna essere lì nel momento preciso scegliendo Rio a colpi di 1200 euro al set e vedere sul bancone , per caso s'intende, detti ordini... :D :D . Viaggiare ed essere figli del mondo aiuta a capire....
E cosa fanno gli amatori o gli incompetenti? Si sdilinquiscono di fronte a tutte quelle parole " così competenti"...Certo quando costoro pubblicano su facebook o altrove,fotografie aperte dei loro strumenti i poveri amatori non riconoscono a prima vista il tacco della lavorazione a macchina ed altri dettagli. Almeno..magari..arrotondarlo o cambiargli la forma...Ha Ha. E' vero ,non è assolutamente necessario tanto i tonti di turno si sono bevuti le parole così suggestive...
Peccato che sfortuna vuole che il carpintero riconosca a prima vista detti manici e più sfortuna ancora ci fossero gli ordini sul bancone proprio in quel momento ... :lol:

Mi permetto di rispondere qui a Benedetto intorno a Felix.
Prediligeva tavole "papel a fumar", quindi se ci sono dei numeri ne mancano obbligatoriamente altri. Leggasi sustain, corpo del suono , sovracuti senza esitazioni e diesis con cadute "Immorali" sui cantini.
Capisco che la attragga... Non usava il cedro...per mia fortuna. :D Mi regalò un sacco di tavole primissimi anni 60 che sono uno spettacolo.
Detto questo era e resta una persona meravigliosa!
Come diceva Pablo era troppo ancorato a certi pregiudizi duri a morire tipici dei liutai del suo periodo. Duri a morire anche oggi a quanto vedo ultimamente.
Anche qui per fortuna della chitarra e dei chitarristi in generale , Grandi Concertisti( non "pasticceri" :wink: " parrocchiani" o suonatori del festival dell'unità) e mercato fanno giustizia sommaria.
Il resto sono chiacchiere da amatori e da bar.

Un saluto a tutti con affetto sincero e buona continuazione.
alla fine parlano le chitarre

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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da davidemooo » gio 24 mar 2016, 21:52

Dopo due mesi di calma piatta il forum si sta vivacizzando! Bentornato al Carpintero!!! :bye:
La sapienza è con i modesti!

Benedetto
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Benedetto » gio 24 mar 2016, 21:55

Roberto Tomasi ha scritto: Mi permetto di rispondere qui a Benedetto intorno a Felix.
Prediligeva tavole "papel a fumar", quindi se ci sono dei numeri ne mancano obbligatoriamente altri. Leggasi sustain, corpo del suono , sovracuti senza esitazioni e diesis con cadute "Immorali" sui cantini.
Capisco che la attragga... Non usava il cedro...per mia fortuna. :D Mi regalò un sacco di tavole primissimi anni 60 che sono uno spettacolo.
Detto questo era e resta una persona meravigliosa!
Come diceva Pablo era troppo ancorato a certi pregiudizi duri a morire tipici dei liutai del suo periodo. Duri a morire anche oggi a quanto vedo ultimamente.
Questa chitarra è del 2002 (è fatta da Felix, non da Ivan) e quantomeno su questa posso esprimere un giudizio sicuro: suona con un attacco un po' flamenco, ma la nota ha decisamente molto corpo ( rotonda ma con sovracuti taglienti) sustain non eccelso ma senz'altro nella norma ed adeguato.
Pulitissima la costruzione, eccellenti i materiali, voce di qualità: se cade su qualche nota lo fa con stile.
Felix si è ricavato un suo spazio più tradizionale (rispetto a Contreras e Bernabè, anch'essi fuoriuscti da Ramirez), più vicino ad Arcangel Fernandez (che peraltro vendeva anche le sue chitarre e quelle di Manuel Caceres nel suo negozio prima di commissionare a vita la sua opera ai Giapponesi).
Imparagonabile a Fleta, Contreras e Ramirez, d'accordo. Nemmeno Arcangel o Lopez Nieto lo sono, ma a mio giudizio hanno prodotto strumenti estremamente raffinati e pur sempre validi per gente come me e chi se ne diletti per l'uso parrocchiale e d'animazione politica.

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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da alessandro lienzo » gio 24 mar 2016, 22:45

Perdonatemi, ma questi sovracuti che sono?
Sto imparando a dire mi piace/non mi piace ma fatico ancora a dare i nomi ad alcune caratteristiche del suono
alessandro C.

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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da alessandro lienzo » gio 24 mar 2016, 22:53

Della liuteria ispanica ancora non posso commentare ma ho provato due ramirez manuel con fondo in cipresso a dir poco inqualificabile: a confronto la terz scelta è 10 volte più bella. Eppure erano e sono gli strumenti più belli che ho provato fino ad ora.
Da appassionato di storia tendo a considerare anche le Chitarre come un tutt'uno con l'ambiente in cui vengono costruite ed il periodo storico, ritengo perciò che anche con materiali brutti alcuni liutai grandi abbiamo realizzato degli strumenti bellissimi ed eccezionali. Se poi i vari fleta e ramirez avessero il meglio del meglio è una fortuna.
Non era lei che raccontava, Roberto, della tavola di ultima scelta usata per sbaglio in taller ramirez? era lei se non ricordo male che diceva che suonava benissimo quello strumento e fu usato da segovia per alcuni mesi..
alessandro C.

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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Roberto Tomasi » ven 25 mar 2016, 03:01

Benedetto ha scritto:
Roberto Tomasi ha scritto: Mi permetto di rispondere qui a Benedetto intorno a Felix.
Prediligeva tavole "papel a fumar", quindi se ci sono dei numeri ne mancano obbligatoriamente altri. Leggasi sustain, corpo del suono , sovracuti senza esitazioni e diesis con cadute "Immorali" sui cantini.
Capisco che la attragga... Non usava il cedro...per mia fortuna. :D Mi regalò un sacco di tavole primissimi anni 60 che sono uno spettacolo.
Detto questo era e resta una persona meravigliosa!
Come diceva Pablo era troppo ancorato a certi pregiudizi duri a morire tipici dei liutai del suo periodo. Duri a morire anche oggi a quanto vedo ultimamente.
Questa chitarra è del 2002 (è fatta da Felix, non da Ivan) e quantomeno su questa posso esprimere un giudizio sicuro: suona con un attacco un po' flamenco, ma la nota ha decisamente molto corpo ( rotonda ma con sovracuti taglienti) sustain non eccelso ma senz'altro nella norma ed adeguato.
Pulitissima la costruzione, eccellenti i materiali, voce di qualità: se cade su qualche nota lo fa con stile.
Felix si è ricavato un suo spazio più tradizionale (rispetto a Contreras e Bernabè, anch'essi fuoriuscti da Ramirez), più vicino ad Arcangel Fernandez (che peraltro vendeva anche le sue chitarre e quelle di Manuel Caceres nel suo negozio prima di commissionare a vita la sua opera ai Giapponesi).
Imparagonabile a Fleta, Contreras e Ramirez, d'accordo. Nemmeno Arcangel o Lopez Nieto lo sono, ma a mio giudizio hanno prodotto strumenti estremamente raffinati e pur sempre validi per gente come me e chi se ne diletti per l'uso parrocchiale e d'animazione politica.
A risposta molto cortese e garbata tento di fare altrettanto:

Condivido in pieno l'attacco flamenco.Felix aveva un debole per quegli strumenti.
Sovracuti ed acuti taglienti,pure. in spagnolo si dice chillones, stridenti, che identifica meglio quel tipo di suono. Amato appunto dal popolo flamenco.
Pulitissima la costruzione...ci mancherebbe altro! Felix fu uno di quelli che mi insegnarono trucchi vari per costruire mosaici insieme ad AM.
Vicino ad Arcangel... dissento in pieno. Niente a che vedere un suono con l'altro così pure come le personalità, e tutto il resto. Zenith e Nadir.

Non ho mai sentito ne visto che in Ave Maria si vendessero strumenti di Caceres. Ho visto invece , e spesso, Manuel rifinire le tastiere per Arcangel e fargli lavoretti vari, prima e dopo l'epoca Takeshi, prima e dopo la morte del figlio di Barbero, Marcelino anche lui. Grandissimo liutaio di una dolcezza infinita , sempre silenzioso e triste, con l'ombra della morte che lo accompagnava. Una gravissima perdita.
Fu lui a darmi le prime dritte in molti pomeriggi passati insieme, intorno a come debba essere costruito un diapason,uso corretto della garlopa compreso ,insieme a misure delle chitarre del padre e misure di quelle di Arcangel con spiegazioni varie dello stesso Arcangel tra una partita al mus ed un'altra.
Conservo ancora gelosamente le varie plantillas piene di misure che mi fece Arcangel con la spiegazione dello spessore dell'abanico e quali parti della tavola spessorare meno e quali di più ,compresi i perchè ed i percome. Nonostante tutto ciò, lasciatemi inorgoglire di non averne mai fatto uso e di non aver mai permesso a nessuno di copiarle. Chi copia non arriva da nessuna parte e lo trovo oltretutto immorale , deludente e noioso.
I miei occhi conservano ancora il ricordo dei legni spettacolari,( fasce e fondi) mai tuttavia come quelli che aveva Felix.
Uno dei più belli strumenti classici di Arcangel, a mio modesto avviso è quello di Maria Esther Guzman, grande chitarrista.
In un altra puntata vi racconterò come quando e perchè Arcangel decise di diventare liutaio.Sappiate intanto che era un concertista flamenco ed anche tra i più bravi e promettenti dell'epoca.
A Caceres debbo e gliene sono ancora grato, due copie gentilmente realizzate per me della "regla de tres puntos" ,una de mango y otra de diapason, in uso fin da Manuel Ramirez per poter fare una tastiera decente.

Gli strumenti di Marcelino Lopez non hanno niente ma proprio niente a che vedere ne con Arcangel ne con Felix e tanto meno con la scuola madrilena.
Di "raffinato" hanno solo il mobile, ( a me come a molti non piace nemmeno questo, anche se si riconosce la grande abilità manuale)la loro voce è come quella del loro creatore :lol: :lol: E se non avete mai sentito Marcelino parlare non potete farvi un'idea precisa... :)

Colgo l'occasione per ringraziare davidemoo del bentornato ma si tratta solo di un'apparizione fugace.

Risaluto tutti con rinnovato affetto
Robertino più carpintero che mai.
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Carmine Nobile
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Carmine Nobile » ven 25 mar 2016, 04:54

Due settimane fa, nel taller di Andres Dominguez a Triana ho provato una chitarra con tavola, fondo, fasce e manico in cedro.
Suonava bene, bella potente, macho!
Il sig. Andres dice che trova molta soddisfazione a lavorare con il cedro.

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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Benedetto » ven 25 mar 2016, 09:44

Ringrazio Roberto Tomasi per le informazioni ed aneddoti di prima mano, sempre molto interessanti.
Mi permetto un paio di considazioni a latere.
Ho studiato e ricavato un piano preciso di una chitarra flamenco di Manuel Caceres e di una Arcangel di quarant'anni prima. È essenzialmente la stessa chitarra alla virgola (a parte il suono).
Manuel stesso scrive nel suo sito (ed è per questo che lo si legge in giro) di aver lavorato in bottega da Arcangel dal 1997 fino alla chiusura. Quanto sopra fa presumere costruisse chitarre, non solo tastiere.
Mi sembra strano facesse solo parti, anche perché è abbastanza nota la prassi di lavorare a cottimo in quelle latitudini: peraltro lo stesso Caceres inizia a lavorare utilizzando parti che qualcuno ha già sgrossato e preparato per lui (manici pre-fresati, ma non roba da Madinter).
Comunque prendo atto di quel che dice Roberto, visto che non ho mai messo piede nel suo laboratorio. L'occhio coglie molto di più di quanto non veicoli la parola.
Peraltro il lavoro di Caceres sulla tastiera, nella chitarra che conosco bene, era preciso ma non impeccabile, andando a compensare un angolo del manico un po' eccessivo per una flamenco.
La plantilla è sempre la stessa dai tempi di Barbero: una plantilla di Santos del '37, la stessa che utilizza Romanillos.
Chitarre con doming praticamente nullo.
Il suono è diverso da quello di Felix: per nulla stridente (quello di Felix lo direi "tagliente", con molta proiezione), rotondo su bassi e acuti, attacco comunque un po' flamenco ma con una nota più ferma e profonda. Però se guardiamo alla costruzione, le similarità con Felix tornano evidenti.
Parlavo di nicchie simili nel contesto madrileno, non di parità di suono: chitarre che hanno lo stesso tipo di estimatori (tra cui il mio cliente che le ha entrambe) e che sono molto "Madrid" prima della rivoluzione di Ramirez III. Hanno fascino.
Mai provata una Andres Dominguez, anche se è un costruttore molto interessante nell'ambito flamenco.
Mi piacerebbe saperne di più.
Di recente sono un po' precluso per le chitarre andaluse (mi piace moltissimo la costruzione e il timbro, ma non la leggerezza del piano, che forza la mano destra a una cavata frustrante in contesti concertistici).

Roberto Tomasi
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Re: L' inutilizzo del cedro

Messaggio da Roberto Tomasi » ven 25 mar 2016, 11:33

Gentile Benedetto,

De visu:Manuel non lo ho mai visto rifinire tastiere nel senso prepararle, dare loro angolazione montarle o altro. Solo limare i tasti. Mai comunque per chitarre flamenco. Arcangel erano già molti anni che si rifiutava categoricamente e senza eccezione alcuna di fare chitarre flamenco, cosa nota a tutti quanti a Madrid e fuori Madrid.Lo avrebbero strapagato per una flamenco ma lui era inflessibile.
Sono sicuro del fatto che Caceres non costruisse chitarre per Arcangel.
Ho sempre visto soltanto Marcelo ed Arcangel ( che lavorava con una lentezza esasperante :) ) toccare il legno. Quando succedeva tutto questo,le saracinesche del taller erano già abbassate da tempo in quel di Ave Maria. Nessuno poteva entrare se non ben conosciuto e la risposta agli estranei, dietro lo spiraglio del portone semiaperto... era sempre la stessa:"Non si accettano ordini,qui tutto è già venduto", già prima dell'era Takeshi.
Mi raccontava lo stesso Arcangel...sempre giocando al mus...ja ...che avrebbe voluto smettere da anni ma che quando andò in Giappone, lo accolsero e trattarono come un re. Il dopo lo conoscono tutti :)
Soleva dire, scherzando con fare sornione, che i suoi strumenti non fossero straordinari ma i suoi clienti sì :) .
Conduce vita beata alle canarie.

I manici di cui lei parla certamente non sono targa madinter o Barber.
Li preparano i Tezanos e sono semplicemente splendidi,bisogna finirli e dare la forma al piede, solo sgrossato.
Di solito, per commissioni regolari, hanno frese personali per ogni liutaio.Per la cabeza intendo.
Non costano poco...120 euro l'uno e bisogna portare il legno. Li valgono senz'altro tutti.

Per le chitarre andaluse...sfonda una porta aperta. Lo ho sempre affermato pubblicamente e senza alcuna remora.
Non mi piacciono per niente . D'accordissimo sulla cavata e... su tutto il resto. :)

Una sola parola intorno a Romanillos.
Pablo:"Tiene la fama menos justificada entre todos".
Ancora prima di conoscere Pablo convenivo.
Anche se indebita visto che si trattava di abete vs cedro, ebbi modo di comparare la prima volta nel mezzo anni 70 circa, una Romanillos fresca di acquisto e decantata "alle stelle" con la mia Fleta.
Il proprietario della Romanillos, dopo la prova la vendette. Davvero davvero non c'era storia.
Nel corso degli anni e quando impazzii diventando liutaio :) ne ho provate parecchie. Nessuna mai mi ha detto niente e sono ancor più d'accordo con Pablo.

Un saluto cordiale
Robertino el carpintero
alla fine parlano le chitarre

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