Piegatura fasce: impresa difficile

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
Albe76
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Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Albe76 » mer 20 gen 2016, 22:47

Oggi mi sono cimentato con la piegatura di una delle due fasce. Che stress! :chaud: :chaud:
Non è stato per niente facile. Ci ho messo un sacco di tempo ed il risultato non mi ha soddisfatto molto. :?
Avevo sagomato le fasce in palissandro: 2 mm di spessore, larghezza 96. Ho utilizzato un ferro piegafasce artigianale riscaldato da un phon per sverniciare.
Primo problema: nonostante procedessi con cautela (e sobbalzassi ai vari scricchiolii ... ), non sono riuscito ad evitare alcune smagliature del legno. :evil: Qualcuna all'interno e qualcuna purtroppo all'esterno: come si vede in foto. Non sono estese, per fortuna. Come conviene che le tratti? Le levigo via? Rimetto a posto le fibre con della colla? Non è facile mettere in pressione la fascia curva.
Secondo problema: la forma non è venuta proprio perfetta. Dopo la piegatura ho messo tutto in pressione in una forma autocostruita: come si vede in foto,la fascia non aderisce completamente. Smonto tutto e provo a piegare meglio domani? Lascio così e adatto la fascia alla forma della plantilla quando la posiziono sulla solera?
Grazie anticipato per i vostri consigli!
:bye:
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Pietro
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Pietro » gio 21 gen 2016, 12:05

Dunque: più che consigliare vorrei proporre una panoramica tratta da vari autori aggiungendo alla fine la mia personale esperienza: se si tratta di impresa difficile o meno lo si considererà alla fine.

1 - Sloane propende per la "bollitura" nell'apposita vasca da lui stesso costruita prima della piegatura.
2 - Courtnall elenca tre sistemi che vanno dall'immersione in acqua calda e messa in stampo alla leggera spugnatura prima di piegare passando per una mezzoretta di bagnatura. Non mi sembra di aver visto la piegatura a secco ma può essermi sfuggita... con il francese non me la cavo proprio benissimo.
3 - Quaderno 11 scuola di liuteria Cremona... premesso che li si fa riferimento a tutto riconducendo sempre agli strumenti ad arco (vedi il piegare le fasce con un ferro per violoncello) la procedura prevede la spugnatura nella zona da piegare prima di lavorarla con il ferro caldo.
4 - Marco Cavedon nel suo testo Compagna chitarra consiglia di lasciare il legno per una mezzoretta a bagnomaria prima di procedere alla piegatura a caldo.
Mia modesta esperienza per questa pratica: partire con la piega principale dell'ansa in quanto più impegnativa di quella dei due lobi che si piegheranno dopo aver ottenuto quella dell'ansa stessa.
Bagnare o meno... ho visto che dipende molto anche dal legno e che pure i mobilieri si regolano di volta in volta. Piegare direttamente a secco riesce come riesce anche dopo la bagnatura (confesso che la "bollitura" non la ho mai provata) ma con legni chiari come il pioppo cipressino marezzato che ho recentemente utilizzato per la chitarra romantica ho visto che una mezzoretta in acqua non fa male e evita le bruciature se incautamente si indugia sul ferro caldo.
Rotture comunque non ne ho mai avute, basta che la pressione sul legno sia adeguata e segua il naturale adeguamento alla piega senza forzare la mano.
Il palissandro si piega bene anche senza bagnature come pure il mogano ma al limite inumidire la superfice con una spugna dalla parte che il legno poggia sul piegafasce evita quelle bruciature che una volta ottenute sono antiestetiche; passi per i due lobi dove saranno all'interno della cassa ma le anse con il segno del ferro sono veramente brutte.
Genericamente quindi propendo per il sistema Cavedon in Compagna chitarra. Metto le fasce già calibrate a bagnomaria, fisso il piegafasce e inserisco la spina, libero il banco e preparo la forma e la controforma, nel frattempo il piegafasce è già a giusto calore e piego la prima fascia partendo dall'ansa centrale, piego la seconda e metto il tutto in forma; tra l'altro così vedo bene quando la fascia è ben piegata dal colore che cambia man mano che il legno asciuga. L'operazione in totale non dura più di una mezzoretta.
Torno un paio di giorni dopo (anche di più... tanto in questi casi la fretta è sempre cattiva consigliera) e proseguo con le altre fasi di lavorazione.
Altre fonti scritte ci sono di sicuro ma sinceramente non le conosco o al momento mi sfuggono ma penso che sia come sempre l'esperienza in questi casi a fare testo maggiormente. In tal senso come raccomando sempre di provare su dei pezzi di scarto la vernice consiglio pure di fare lo stesso con le piegature che sono una parte importante della lavorazione di uno strumento.
Per l'attrezzo per piegare le fasce mi limito alla semplice citazione visto che ne abbiamo più volte parlato in vari punti del forum e ne abbiamo esaminati sia di autocostruiti che di quelli normalmente in commercio.

Se può essere utile...

Cordialità - Pietro -

Albe76
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Albe76 » gio 21 gen 2016, 14:12

Grazie Pietro! Molto esauriente!
Io comunque non ho piegato "a secco": ho bagnato il legno prima e inumidito frequentissimamente con acqua durante la piegatura, usando uno spruzzino.

alexios
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da alexios » gio 21 gen 2016, 20:11

Pietro ha scritto: Metto le fasce già calibrate a bagnomaria, fisso il piegafasce e inserisco la spina, libero il banco e preparo la forma e la controforma, nel frattempo il piegafasce è già a giusto calore e piego la prima fascia partendo dall'ansa centrale, piego la seconda e metto il tutto in forma; tra l'altro così vedo bene quando la fascia è ben piegata dal colore che cambia man mano che il legno asciuga.
E' piu' o meno come faccio io
Le fasce di palissandro le lascio a mollo...il piu' possibile
L'indiano lo lascio a 2 mm, se togli qualche decimo (cioe' 1,8 mm pr esempio) la piegatura sara' piu' facile. E piu' rapida.
Parti dall'ansa centrale e metti sempre tra la fascia e il ferro un pezzo di impiallicciatura ben bagnata per evitare bruciature che difficilmente poi togli.
Io non uso forma, ma un semplice disegno su un pannello di formica.Quindi lascio le fasce libere e dopo qualche giorno, se necessario, faccio qualche ritocco.
Inportante e' il piegafasce, secondo me; e' meglio averne uno professionale (per la lavorazione sopra descritta) ,
quelli artigianali spesso non sviluppano una adeguata temperatura, e non sono, ovviamente, regolabili.
So che non sono economici, ma ce ne sono di cinesi in vendita che sono ottimi e non troppo cari.
E vale la pena averlo.
Buon lavoro!!!
:bye: :bye:
La qualita' non ha fretta...

alessandro lienzo
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da alessandro lienzo » gio 21 gen 2016, 21:53

Io ho utilizzato una forma in ferro con dei morsetti specifici collocati sopra, con un bruciatore ed una bombola di gas, le fasce si piegano in poco tempo, in più idratando bene non biscotta nulla.
Il problema è maneggiare il bruciatore, non va tenuto sempre sotto... Peró é estremamente facile ed economico
alessandro C.

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Pietro
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Pietro » dom 24 gen 2016, 22:55

alexios ha scritto:...E' piu' o meno come faccio io...
Le fasce di palissandro le lascio a mollo...il piu' possibile
...Parti dall'ansa centrale e metti sempre tra la fascia e il ferro un pezzo di impiallicciatura ben bagnata per evitare bruciature che difficilmente poi togli...
...Io non uso forma, ma un semplice disegno su un pannello di formica...
...Inportante e' il piegafasce...
Vedo solo ora questo post... e anche oggi ho imparato qualcosa: non avevo mai utilizzato il pezzo di piallaccio tra il ferro e la fascia da piegare perché non ne avevo mai avuto bisogno... ma siccome mai dire mai quello che oggi riesce scontato non è detto che lo sia sempre... lo terrò in considerazione.
Per la bagnatura però bisogna tenere conto che tanti legni lasciano il colore, attenzione quindi a che piallaccio si usa. Le sfumature di colore sono belle nei quadri dei macchiaioli, sulle fasce delle chitarre molto meno.
A parte questa piccola avvertenza vedo che come procedimento di piegatura ha molto in comune, ho menzionato la forma e la controforma in quanto Albe 76 la ha postata ma spesso vado pure io a mano libera in quanto non posso di certo fare la forma e la controforma per ogni chitarra che faccio: basta guardare nel forum... tutte ben diverse tra di loro... e la prossima lo sarà ancora di più.
Concordo con l'importanza di un buon piegafasce, l'importante è che sia funzionale; artigianale o professionale che sia deve funzionare ed essere sicuro, il mio penso lo conosciate già, lo avevo costruito per prova oltre trent'anni fa ripromettendomi di costruirne uno migliore ma siccome non mi ha mai tradito... uso ancora quello. posto una foto:
piegafascie 1(509x480).jpg
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alexios
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da alexios » lun 25 gen 2016, 12:20

Pietro ha scritto:
alexios ha scritto:
Vedo solo ora questo post... e anche oggi ho imparato qualcosa: non avevo mai utilizzato il pezzo di piallaccio tra il ferro e la fascia da piegare perché non ne avevo mai avuto bisogno... ma siccome mai dire mai quello che oggi riesce scontato non è detto che lo sia sempre... lo terrò in considerazione.
P
Beh, si, ...davo per scontato che uso un pezzo di acero....di certo non un padouk
Molto bello il tuo piegafasce, che la le giuste curve per non impazzirsi troppo con uno a sezione rotonda!
:bye:
La qualita' non ha fretta...

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Pietro
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Pietro » lun 25 gen 2016, 17:07

Ed è universale in quanto va bene anche per le fasce dei violini... aggiungo che c'è anche chi lo ha copiato e si è trovato bene.

Cordialità - Pietro -

Albe76
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Albe76 » lun 25 gen 2016, 22:05

Grazie a tutti delle risposte! Pietro, una domanda sul tuo piegafasce "artigianale": basta mettere a contatto col ferro una resistenza da forno? Che temperatura deve sviluppare? Come la collego alla presa di corrente? Ne avevo già parlato in passato, ma non avendo dimestichezza con le cose elettriche non mi sono ancora attentato ad andare a chiedere aiuto per l'installazione al mio elettricista!
Allego di nuovo anche io il mio ferro piegafasce, che per ora ho usato con un phon sverniciatore e che potrei provare con una fiamma a gas, sempre per sverniciare, ma che ho paura scaldi troppo. Proverò a schiacciarlo un po' nella morsa perché effettivamente ora che l'ho provato mi sono reso conto che avrei bisogno di una curva un po' più secca, meno rotonda, come in effetti il ferro di Pietro ha.
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Liuteria d'insieme » mer 27 gen 2016, 00:43

Quando mi ero costruito il mio avevo usato, se nonricordo male, una resistenza da scaldabgno sui 600/800W. Il tubo l'ho riempito di sabbia per avere una maggiore inerzia termica: ci mette di più a scaldarsi ma anche se bagni un po' la temperatura regge bene. Per la temperatura non l'ho mai misurata, l'acqua deve saltare, per cui ben sopra i 100 gradi ma non saprei bene. Comunque se aggiungi una sonda termostatica infilata nella sabbia ma a contatto con la superficie poi puoi regolare la temperatura, la parte elettrica non è difficile.

Marco
Stefano Zanderighi, Marco Golinelli - Liuteria d'insieme - Milano

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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da JuriRisso » mer 27 gen 2016, 08:10

buongiorno a tutti,
proprio ieri ho parlato con un liutaio di Genova Don Pilarz e mi ha suggerito un trucchetto che vorrei riproporvi: utilizzare sulla fascia da piegare una striscetta di circa 8 x 25 di rame: La fascia quindi preme sul piegafasce non con le mani ma con una pressione più uniforme data dalla fascetta.
Mi ha anche suggerito di interporre tra la fascia e la striscia di rame un pezzo di carta paglia (quella gialla) inumidita in modo da idratare il legno in fase di piegatura e grazie alla fascia si forma del vapore che non scappa subito ma adempie alla sua funzione.....

Direi che è economico e indolore come metodo....

Mi viene in mente che quando batto le milanesi, per non bucarle utilizzo un pezzo di plastica alimentare che interpongo tra la carne e il batticarne. Le milanesi non si rompono perche la pressione viene distribuita meglio.....

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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Franco.I » mer 27 gen 2016, 22:15

Per Albe 76
Ritengo le indicazioni di Pietro molto valide.Io aggiungo che personalmente preferisco,come ho già avuto modo di ribadire in altra occasione,piegare in piena libertà senza utilizzo di forma e controforma poichè lo ritengo anche se in apparenza non si direbbe ,un sistema più semplice e che ti da più libertà.Ti consiglierei invece di non "raffazzonare" alla buona il piegafasce poichè per ottenere risultati è indispensabile che sia efficiente,anche se è possibile costruirselo artigianalmente.Importante è che sia dotato di termostato che ti dia la possibilità di variare la temperatura e questo complica un poco le cose.Io ne sto usando uno costruito da un mio carissimo amico da 15 anni e funziona ancora a meraviglia del quale non so però darti precisi dettagli per la costruzione.E' Partito comunque da un fornello elettrico che ha poi trasformato nel modo che puoi vedere e il risultato è eccellente.
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Pietro » sab 30 gen 2016, 11:49

Albe76 ha scritto:Grazie a tutti delle risposte! Pietro, una domanda sul tuo piegafasce "artigianale": basta mettere a contatto col ferro una resistenza da forno? Che temperatura deve sviluppare? Come la collego alla presa di corrente?
Prima di tutto la resistenza che ho usato è quella da ferro da stiro piatta da 600 W. Penso che ora non ne facciano più ma quella che c'è montata nel mio aggeggio non è mai stata cambiata e ne ho un paio di scorta.
Le resistenze alternative comunque ci sono basta che siano predisposte per lavorare in ario e non in acqua altrimenti brucerebbero subito-
Per il termostato... in un primo tempo lo avevo inserito ma poi lo tolsi in quanto lo lasciavo sempre al massimo perchè per me era quella la temperatura ideale per lavorare.
Vista la foto di quello sempre autocostruito di Fortebraccio... meglio il suo, anche come sicurezza, forse (dalla figura non capisco bene e se sbaglio chiedo venia) se fosse stato ovale invece di tondo avrebbe avuto anche la possibilità di una curva stretta in grado di piegare anche le fascie dei violini.
Per comperarne uno... di certo si va sul sicuro e al Cremonafiere ne ho visti che non erano male e costavano il giusto, dipende da quanto uno lo usa e da quello che si intende fare.

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Cristiano Cuomo
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Cristiano Cuomo » sab 06 feb 2016, 13:50

L'attrezzatura fa a volte la differenza

Questo è il mio a mano

E' stato scelto l'alluminio per la facilità di riscaldamento e
l'anticorrosione


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Pietro
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Re: Piegatura fasce: impresa difficile

Messaggio da Pietro » sab 06 feb 2016, 15:21

Si presenta veramente molto bene.
Per la fonte di calore come funziona visto che non sono presenti ne cavi elettrici e nemmeno allacciamenti per fornelli a gas e pistole termiche?
L'alluminio è effettivamente uno dei migliori conduttori di calore e anche come anticorrosione non è male.

Cordialità - Pietro -

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