action ramirez primera

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
torres66
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action ramirez primera

Messaggio da torres66 » mar 16 mag 2017, 08:55

Buongiorno agli amici del forum.
Ho rilevato una Ramirez di prima classe a cui è stato limato l' osso del ponte per renderla più ' suonabile'.
Volendo ripristinare la situazione iniziale in modo da rispettare in pieno il progetto costruttivo di Ramirez, che dimensioni dovrebbe avere il nuovo osso? o meglio, quanto dovrebbe essere l' action al dodicesimo tasto?
Grazie agli esperti e appassionati che vorranno rispondermi
La chitarra è un'orchestra vista col cannocchiale al contrario (Segovia)

roby
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Re: action ramirez primera

Messaggio da roby » mar 16 mag 2017, 10:21

La mia è del 1976 (forse è ceduto un po il manico) è di 6mm :? :bye:

Luca Celidoni
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Re: action ramirez primera

Messaggio da Luca Celidoni » mar 16 mag 2017, 10:57

Il documento della mia (2000, especiàl) consiglia al XII tasto 4,5 mm sul basso e 3 mm sul cantino. La mia (diapason 664) è 3.75 sul basso e 2.50 sul cantino. Un po' bassina ma abito sul mare e ho un'umidità relativa nella custodia che se va bene è 65%/70%...
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Felix
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Re: action ramirez primera

Messaggio da Felix » mar 16 mag 2017, 19:07

La mia Ramirez di 1^ classe, anno 1981, diapason 664, acquistata direttamente a Madrid nella storica sede di Conception Jeronima, all’uscita di fabbrica presentava una action netta di 5,5 e 4,5 mm, rispettivamente al mi grave e al mi cantino. Questi valori per l’epoca e per il tipo di chitarra erano considerati normali. Al giorno d’oggi sono ritenuti eccessivi, almeno così mi pare.
Tramite un intervento neanche tanto banale (dato che ha coinvolto non solo l’ossicino ma anche il ponticello) eseguito da un liutaio valido ed esperto, l’action è stata portata a 4,3 e 3,3 mm.
Naturalmente la Ramirez è diventata più docile con minimo degrado delle qualità acustiche.
Però, chitarra difficile era e chitarra difficile è rimasta e personalmente, con il senno del poi, non credo di aver fatto bene ad alterare il sottile equilibrio dei parametri di progetto.

torres66
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Re: action ramirez primera

Messaggio da torres66 » mar 16 mag 2017, 21:03

La mia è del 79....provero' a portare l' action a a 5.5 e 4.5....se ramirez l' ha progettata così, così deve essere, secondo me...grazie
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alessandro lienzo
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Re: action ramirez primera

Messaggio da alessandro lienzo » mar 16 mag 2017, 23:20

È un po' tanto, io non rischierei una tendinite pur di suonare come il progetto prevede.
La primera era una chitarra progettiata per Segovia, ma le mani di Segovia non sono le nostre!
alessandro C.

Elitista2
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Re: action ramirez primera

Messaggio da Elitista2 » mer 17 mag 2017, 11:06

Esatto. È privo di senso suonare su di una chitarra con action così alta, a meno che non si abbiano dei tendini di acciaio! È cosa triste pensare di farsi male per avere (ammesso che sia davvero così) un pizzico di volume in più.
Possiedo un modello Elite a cui ho abbassato molto leggermente l'osso del ponticello, avendo cura però di mantenerne la curvatura originale, cioè il rapporto di altezza fra le varie corde. Capotasto immutato perché perfetto. Essendo una 650 riesco ad avere una suonabilita' molto simile alle migliori chitarre da concerto, tipo le Kohno maestro. Il suono a fronte della piccolissima rettifica non è mutato di una virgola e rimane sempre quello classico di un progetto Ramirez traditional in cedro, con corde Augustine. Insomma grosso modo sonorità ben note e entrate nell'immaginario collettivo grazie a molti dischi.
Concludo dicendo che prima del leggero abbassamento dell'osso, con corde spesse la mano si affaticava un po' e alla fine suonavo peggio.

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Felix
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Re: action ramirez primera

Messaggio da Felix » mer 17 mag 2017, 11:50

Le Ramirez di 1^ classe anche a parità di anno di fabbricazione non erano perfettamente identiche, cosa normale trattandosi di processi costruttivi semi-artigianali con vari officiales che lavoravano nella bottega madrilena.
José III nel suo libro ‘Parlando di Chitarre’ assicura tuttavia che nessuna primera era mai stata messa sul mercato senza essere prima passata per le sue mani e sottoposta al suo severo controllo di qualità. Questo per dire che, essendo il prezzo fisso, le eventuali differenze di volume, di tipo di suono, proiezione, ecc. si bilanciavano e non incidevano sul valore complessivo di ogni singolo strumento. La scelta finale dipendeva poi dai gusti dell’acquirente.
Anche l’action non mi sembra fosse esattamente la stessa per tutte le chitarre, pure vicine come numero di serie. In ogni caso si trattava di valori elevati che arrivavano in qualche caso anche a superare i 6 mm al mi grave. Probabilmente per qualche esemplare si riscontravano valori meno esasperati ma se ci si orientava verso Ramirez si sapeva a cosa si andava incontro.
Non tutti avevano le mani di Segovia, però negli anni ’70 e ’80 quelle chitarre si vendevano molto e riscuotevano successo universale non solo fra i concertisti e fra i maestri, ma anche fra i comuni appassionati che potevano permettersi un acquisto impegnativo: servivano sei mesi di prenotazione per poter ritirare una primera direttamente nella bottega di don José III.
Non so se la frequenza di tendinite è stata maggiore per quelle generazioni di chitarristi. Potrebbe essere un interessante argomento di discussione.

alessandro lienzo
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Re: action ramirez primera

Messaggio da alessandro lienzo » mer 17 mag 2017, 11:52

Concordo con te elitista.
Nei miei strumenti, quando mi prende la scimmia, vedo di modificare questi parametri per tenerli più bassi possibile, che poi con una tecnica adeguata si riesce a non far sentire ronzii minimi.
Un diapason maggiorata costa qualche fatica in più (possiedo sia una 650 mm sia una 660) ed un action adeguata mi permette di eseguire qualsiasi pezzo, anche il famoso spaccamani di Sor.
Ci sono anche chitarristi a cui piace avere un rapporto molto fisico con lo strumento, ma ho personalmente molto timore di contrarre la tendinite.
Inoltre a dispetto di una piccolissima perdita di volume dello strumento, a volte davvero minimo, la chitarra ne guadagna in dolcezza ed armoniche nuove, dovuto al diverso agire dell'effetto leva.
alessandro C.

Elitista2
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Re: action ramirez primera

Messaggio da Elitista2 » mer 17 mag 2017, 14:53

Si, ho notato anche io quello che descrive Lienzo. Il suono sembra più dolce all'abbassarsi dell'action.
Sarebbe interessante se qualcuno descrivesse in maniera precisa questo aspetto: in poche parole si crea un triangolo con un lato costituito dal telo delle corde, l'altro dalla tastiera e il terzo dallo spazio compreso tra tavola e punto di appoggio delle corde sull'osso del ponticello. Il vertice è il capotasto.
Cambiando l'angolo che si forma al capotasto tramite l'agire sull'osso del ponte , come si influenza il suono? Spero di non essere o.t., dal momento che si parla di questa cosa in riferimento alla Ramirez, ma è pur sempre applicabile a tutte le chitarre.
Grazie in anticipo per eventuali chiarimenti.

Benedetto
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Re: action ramirez primera

Messaggio da Benedetto » mer 17 mag 2017, 23:19

A mio parere il discorso da fare è che la tecnica si è evoluta parecchio dai tempi di Segovia.
Parallelamente alla tecnica, si è evoluta anche l'offerta di chitarre più facili, capaci di rendere lo stesso volume o proiezione di una Ramírez senza richiedere una cavata poderosa.
Un' action di 5.5 mm è in linea di massima eccessiva oggigiorno.

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