solchi su tavola armonica chitarra classica

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
mozzanino

Re: solchi su tavola armonica chitarra classica

Messaggio da mozzanino » sab 17 nov 2012, 08:42

Ciao Marco, lo strumento ha 40/50 anni. Il ponte ho dovuto cambiarlo in quanto l'originale si stava staccando e si era torto. Sono di Genova anch'io. Se ne hai voglia potremmo incontrarci. Sarei curioso di vedere il risultato dei tuoi trattamenti sulla tua chitarra.
Saluti

Marco B.
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Re: solchi su tavola armonica chitarra classica

Messaggio da Marco B. » sab 17 nov 2012, 12:34

Certo , ultimamente ho avuto un pò di casini, ma ci sentiamo . A presto.

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Ruggero D'Elia
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Re: solchi su tavola armonica chitarra classica

Messaggio da Ruggero D'Elia » dom 18 nov 2012, 14:09

salvatore catania ha scritto:Spero per te che non abbia mangiato troppo spessore, perchè quei solchi lì non vanno via con la carta fine, a naso bisogna rasierare e poi usare le grane fini. Se non c'è abbastanza legno rischi di brutto e comunque lo strumento non sarà più quello. Per la prossima volta: la vernice si riprende, si ritocca, si ravviva. Ci stava una cartata leggera ma non portare tutto a legno.
vernice si riprende, si ritocca, si ravviva.
Salvatore, gentilmente, puoi spiegare meglio in dettaglio il procedimento? :merci: , cosa vuol dire rasierare?
E' una bella faticaccia leggere post interessanti, da ignoranti!!!!!!!!!!!!!
Grazie per la pazienza!
:bye:
Ruggero

Echi

Re: solchi su tavola armonica chitarra classica

Messaggio da Echi » dom 18 nov 2012, 15:45

Grattare la tavola con la rasiera. La rasiera é uno strumento essenziale in liuteria: consta di un rettangolo d'acciaio poco flessibile che ha una particolare affilatura ai lati, a creare una minuscola "bava" tagliente.
Spingendola contro la tavola, esercitando una pressione coi pollici al centro della rasiera stessa, puoi grattare la vernice quasi sbucciandola.
Il problema é che l'affilatura convenzionale e la sua flessibilitá non si prestano all'uso sui legni teneri in quanto tendono a strappare il legno e creare dei solchi.
In ogni caso, per produrre dei canali così regolari, la rasiera doveva avere un dentino, o chi l'usava ci dava di spigolo.

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masa
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Re: solchi su tavola armonica chitarra classica

Messaggio da masa » dom 18 nov 2012, 16:50

Stranamente la rasiera asporta di più la parte della vena.
Quando costruisco violini la uso apposta per avere questo effetto, e la vernice (ad olio tirata col dito) si deposita di più nei solchi, cosi la venatura viene evidenziata. Ad ogni caso non riempio completamente, mi piace l’espressione organica. Nel caso di una chitarra d’epoca, secondo me poteva avere leggermente quest’aspetto.
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
Masahiro Matsuno

Echi

Re: solchi su tavola armonica chitarra classica

Messaggio da Echi » dom 18 nov 2012, 17:36

É dovuto alla forte differenza di consistenza tra vena e pasta: la vena dell'abete fa più resistenza, e quindi viene tagliata ( per quanto non sempre con pulizia), mentre l'altra parte si comprime come farebbe una spugna, salvo venir di tanto in tanto strappata.
Per l'abete vai un po' meglio con una rasiera rigida (molto) affilata a 90.

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Ruggero D'Elia
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Re: solchi su tavola armonica chitarra classica

Messaggio da Ruggero D'Elia » dom 18 nov 2012, 18:08

Grazie sia a Echi che masa per la spiegazione dettagliata riguardante la rasiera.

Mi interessa conoscere ora come si interviene sulla venice >la vernice si riprende, si ritocca, si ravviva<.
:merci:

Libero
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Re: solchi su tavola armonica chitarra classica

Messaggio da Libero » ven 21 giu 2019, 15:30

Scusate se mi intrometto e la mia impreparazione.
Mi inserisco in merito al dubbio sull'autenticità del ponticello, che mostra un sistema a doppio foro per il fissaggio di ogni corda, tecnica che ho sempre creduta di recente liuteria.
Se coeva al tempo di costruzione di questa Chitarra, poiché ho una Crucianelli, concittadina di pari età, sarei tentato di approntarla sulla mia, per l'improbabile capacità di apprezzarne la tenuissima migliore risposta delle corde.
Quanto alla questione dei solchi, per quelli presenti sulla mia, un liutaio di Roma ha consigliato di provvedere a limitarne numero e dimensione portando il piano a legno con leggera scartavetratura, colmando piccoli solchi residui con micro interventi di stucchi a base epossidica.
Vale la pena intervenire su chitarre "vecchie" e meno blasonate?
La mia è una Crucianelli del 1968, di forma classica Torres, diapason 650, leggerissima (1,2 Kg circa), piano in cedro, con legno ad alta densità, manico largo al capotasto 52,30 mm, sottilissimo (17,45 mm al capotasto; 22,30 al nono); volume più o meno pari a una Contreras C4 (1994), maltrattata come un'amante troppo docile, che oggi apprezzo e ammiro di profondo amore. Già affidata a un liutaio di Roma per la mautenzione della tastiera, rasata e ritastata, attende un mio intervento sull'estetica e sulla eventuale sostituzione delle ruote dentate ratio 1:14 un po' logorate, ma introvabili, al pari delle eccellenti meccaniche a lira di passo 39 mm e manopole in madreperla, mentre i rulli di resina dura e a testa quadrata, sono pressochè perfetti.
Vale la pena, dicevo? Quanto valgono gli affetti?

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