Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 386
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » lun 11 set 2017, 19:38

Si, può essere. Non sto dicendo che la GC3x non sono buone chitarre.

Resta il fatto che secondo me, e ribadisco che è un parere personale, è un po' contorto voler acquistare una chitarra già sapendo che, ancora intonsa, si vuole sverniciare e riverniciare in gommalacca quando se ne può già direttamente acquistarne una che nasce già verniciata in tale modo.

Dicendolo in altro modo credo che con i soldi chiesti per una GC32, aggiungendo anche il costo della successiva opera del liutaio, mi tolgo lo sfizio di farmene costruire artigianalmente una scegliendo ogni singolo legno e ogni singolo componente che voglio.

Chiaramente se uno ha una vecchia GC dall'aspetto vissuto e vuole restaurarla allora, anche secondo me, varrebbe la pena.

Meglio ancora se uno avesse la manualità e la competenza di farlo in proprio!
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

emilio
Messaggi: 114
Iscritto il: gio 20 ago 2015, 21:11
Località: Venezia

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da emilio » mar 12 set 2017, 13:47

Ho una vecchia Yamaha G130-A del 1974, che attualmente non uso.
E' possibile tentare la riverniciatura in gomma lanca facendo da soli?
Dove si possono trovare consigli in proposito?
Sarebbe un esperimento interessante...

Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 386
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » mar 12 set 2017, 14:28

Premesso che non sono un liutaio e che, anzi, non faccio quasi mai lavoretti manuali (tipo bricolage etc. etc.) penso che una chitarra economica come la G130A sia ideale per fare pratica anche se, non essendo la chitarra in massello, non vibrerà di più solo perché cambi vernice.
Il legno laminato, infatti, è un legno fatto a strati incollati tra loro e questo comunque smorza le vibrazioni.

Ecco, infatti, le specifiche della tua chitarra:

SPECIFICATIONS: G130A

Year(s) Sold:..........................1969-76
Original MSRP(US$):.................$119.50
Top:....................................Spruce
Back / Sides:.........................Zebrawood
Neck:..................................Nato
Fingerboard:.........................Indian Rosewood
Bridge:................................Indian Rosewood
Color(s):..............................Natural
String Length:.......................658mm
Notes:................................Top may be Pine

A leggere tali caratteristiche, non avresti un rilevante incremento della qualità del suono in quanto anche la tavola armonica, da cui dipende per massima parte la qualità sonora di una chitarra, dovrebbe (e sottolineo dovrebbe) essere in laminato.
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

LUCA.P
Messaggi: 365
Iscritto il: lun 25 feb 2013, 12:02

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da LUCA.P » mer 29 nov 2017, 09:44

Domando scusa perché avevo riattivato la discussione portando però fuori tema con la yamaha acustica .Alla fine ho copioincollato rimosso e trasportato il mio post su Art Cafè.

Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 386
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » sab 20 gen 2018, 15:10

Non c’è problema (ovviamente).
Tra le altre cose, rileggendo il mio stesso post a distanza di qualche tempo, mi accorgo che non ho menzionato un imprecisato numero di modelli Yamaha che invece si trovano ancora e per i quali può valere la pena l’acquisto.
Dunque, il tuo intervento, anche se non inerente una Yamaha classica ma acustica, è comunque servito a riportare l’argomento all’attenzione mia e di tutti.
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

LUCA.P
Messaggi: 365
Iscritto il: lun 25 feb 2013, 12:02

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da LUCA.P » mer 24 gen 2018, 13:59

La mia Yamaha GC 30 con tavola in abete la sto usando poco.
Ultimamente per paura di stressare la tavola, ho sempre montato delle corde normali.
Mi son fatto un'idea precisa ...purtroppo questo tipo di chitarra rende poco con le normal tension.
Oltretutto il fatto di suonarla meno è proprio una conseguenza dovuta alla mancanza di risonanza che non invoglia l'orecchio.
Al prossimo cambio rimonto le hard tension, e non mi farò più paranoie inutili.

Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 386
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » mar 06 feb 2018, 10:02

Luca buongiorno.
Oltre alla poca risonanza che ti lamenti devo dirti che le Yamaha GC30 sono del periodo in cui la vernice si opacizzava presentando degli antiestetici aloni biancastri (dovuti, si dice, ad umidità). Nei modelli successivi il problema pare sia stato risolto.
Parliamo quindi di una chitarra di svariati anni fa.
La GC30, infatti, é la mamma della GC31 e la nonna della GC32 (che é il modello attualmente in produzione).
Ho provato lungamente la GC31 (ricordo montava corde Aquila) e devo dirti che non ho riscontrato la sensazione di poca resa che tu riferisci per la GC30.
E il modello attuale, la GC32, pur avendolo provato poco, mi sembra ancora più sonoro !
So che alla Yamaha hanno cambiato qualcosa ma servirebbe l’opinione di un liutaio (mi pare tu costruisci chitarre o sbaglio?) per capire davvero come siano riusciti a ottenere via via una chitarra maggiormente sonora partendo dalla GC30.
Diciamo pure che la GC30, a dispetto del nome (GC sta per Grand Concert), é una discreta chitarra da studio ma nulla di piú.
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

alessandro lienzo

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da alessandro lienzo » mar 06 feb 2018, 16:23

Purtroppo le chitarre industriali, cosiddette, risentono del problema spessori.
Un liutaio ha più facilità di adeguare gli spessori alla tavola e scendere anche a 2 mm o meno.
Una fabbrica deve evitare, visto che lo strumento deve viaggiare ed adattarsi ai vari climi. Di conseguenza: vernice più spessa, spessori maggiori, colle viniliche, prefetto standardizzato a prescindere dalla 'madera que se Trabaja'

Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 386
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » mar 06 feb 2018, 16:50

Perfettamente d'accordo con Alessandro.
Le chitarre industriali, anche quelle di liuteria industriale (come dico io considerando le custom shop) devono avere il pregio della robustezza e della ripetibilità dello strumento. In una parola, è proprio nell'essenza del concetto di controllo qualità che risulta la difficoltà a ottenere uno strumento davvero superlativo.
Certo, suoneranno bene per un amatore come me (anche oltre le mie capacità.....) ma sicuramente non con la personalità dello strumento di liuteria.
Semmai le chitarre industriali dovrebbero avere il pregio della costanza della qualità. Ma anche questo non sempre è vero e dipende dal marchio.
Racconto sempre che per trovare una Alhambra 7P che mi piacesse, ne ho dovuto testare ben tre....
Ho una chitarra costruita da un giovane liutaio che per come ha saputo rendere la tavola diafana, addirittura prende la deformazione delle linee degli sforzi che vi sono in essa dovuti al tiraggio delle corde.
E che sonorità....!
Poi, però, è anche vero che chi si improvvisa liutaio talvolta assembla strumenti dalle sonorità sbilanciate e ai neofiti si racconta la balla che si tratta di personalità dello strumento.
Non è semplice fare il liutaio. Serve inclinazione, passione e decenni di esperienza per capire dove assottigliare di mezzo mm qua o lasciare più spessore là....
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

alessandro lienzo

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da alessandro lienzo » mar 06 feb 2018, 19:52

Verissimo Vincenzo, verissimo.
Si gioca tutto nel range di pochi decimi..
Gli strumenti di fabbrica sono ottimi per chi studia e non ha ancora una idea chiara.
Il passaggio alla liuteria però, anche con i dovuti errori, fa crescere tanto.

Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 386
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » mer 07 feb 2018, 09:05

Nuovamente concordo ma non per i principianti assoluti.
Sicuramente il fatto di confrontarsi con un liutaio fa crescere ma è comunque necessario avere almeno un paio di anni di studio un po’ serio dello strumento alle spalle sennò non si riescono a comprendere talune differenze.
A mio avviso non è che uno va e spende 1000 euro (non credo si riesca a spendere meno, neppure andando dal liutaio amatore che costruisce in salotto) se neppure conosce come si accorda una chitarra.
In questi casi, a mio avviso, credo sia meglio spendere 3-400 euro per una bella Yamaha della serie CG (o una Alhambra di pari costo) e investire in lezioni da un maestro che spendere 1000 euro e fare da autodidatti.
La ricchezza timbrica dello strumento all’inizio non è così importante rispetto a una corretta impostazione tecnica del chitarrista in erba.
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

Alessandro Giovanni Frassi

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Alessandro Giovanni Frassi » dom 18 mar 2018, 17:14

Ma scusate, la mia CG - 130 A come si colloca?
Ultima modifica di Alessandro Giovanni Frassi il lun 19 mar 2018, 12:55, modificato 1 volta in totale.

Balaju
Messaggi: 825
Iscritto il: lun 12 set 2011, 20:12

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Balaju » lun 19 mar 2018, 12:41

Milonga del Ángel ha scritto:
dom 18 mar 2018, 17:14
Ma scusate la mia CG - 130 A come si colloca?
In ordine crecente e semplificando al massimo:
Yamaha serie CG = serie economica da studio (va più o meno dalla CG-40 alla CG-192, seguite o meno da una A)
Yamaha serie GC (Gran Concert) = serie di pregio

La tua CG-130 è perciò circa a metà tra quelle della serie economica.
Balaju
Ultima modifica di Balaju il sab 24 mar 2018, 22:45, modificato 2 volte in totale.

Alessandro Giovanni Frassi

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Alessandro Giovanni Frassi » lun 19 mar 2018, 12:54

Grazie.

Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 386
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » sab 24 mar 2018, 17:03

Cercherò di spiegare meglio quanto in estrema sintesi ti ha detto Balaju.

La serie CG attualmente é costituita da strumenti con cassa in laminato ma top in massello (fa eccezione solo il modello CG102 che é interamente in laminato). Le tastiere sono in palissandro nei modelli bassi di questo segmento ma in ebano in quelli di qualità maggiore.
Tale segmento si colloca tra la economica serie C (a cui appartiene la C40) che sono costruite completamente in laminato (compreso il top) e con tastiera immancabilmente in palissandro, e la serie GC che invece sono interamente in massello.

Negli anni addietro non era così e la tua, pur iniziando con le lettere CG, ha purtroppo il top in laminato e la tastiera in palissandro.
Ecco, infatti, le specifiche esatte del tuo modello:

Top: spruce
Back and sides: nato
Neck: nato
Fingerboard and bridge: indian rosewood
Tuning machine: gold

Dunque, secondo una consolidata tradizione, non esssendo riportata la parolina magica “Solid”, si intende che il top é in abete laminato mentre fianchi e fondo sono in nato (una specie di mogano economico) ancora laminato.
Altro elemento che indica l’economicità del tuo strumento é la tastiera in palissandro.

La tua chitarra, pertanto, appartenente alla fascia economica del listino Yamaha dell’epoca (oggi popolata dalle C40, C70, C80, che sono chitarre entry level).

Ciò, in ogni caso, non significa che non suoni bene (anzi, certamente suona meglio delle Yamaha entry level di oggi) e infatti la chitarra Yamaha di oggi che, secondo me, più si avvicina alla tua é la CG102 (che costa intorno ai 180euro).

Insomma, hai tra le mani una chitarra economica ma dignitosissima per iniziare lo studio dello strumento (o perfetta come chitarra da spiaggia) ma se invece la vuoi vendere, come mi pare di aver capito guardando nella sezione del mercatino, non aspettarti chissà che (ma direi che già lo sai in quanto il prezzo che chiedi, se lo strumento davvero non ha botte o altri danni, é corretto).
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

Torna a “Liutai, luthiers”