Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
LUCA.P
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da LUCA.P » dom 25 mar 2018, 15:36

Da un pò di tempo suono spesso con un'Halambra con tavola armonica in cedro , quando riprendo con la Yamaha gc30 in abete, mi accorgo della differenza dei bassi e per quanto mi piaccia indubbiamente lo stesso ,l'apprezzo di meno.
Forse non è neanche una questione di volume sonoro, ma proprio una caratteristica delle Yamaha in abete; l'aver una dinamica così poco espressiva sui bassi .
In altre marche in abete probabilmente la differenza di profondità e bellezza sui bassi suppongo sia meno avvertibile, altrimenti non mi spiego il perché molti preferiscano la tavola armonica in abete rispetto al cedro.
Non credo possa servire più di tanto montare delle corde particolari.
Oltretutto, mi rendo conto che suonandola di meno non permetto all'abete di dare il meglio di se.

Vincenzo Di Guida
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » dom 25 mar 2018, 16:28

Per mera curiosità, a quale modello Alhambra ti riferisci?

Te lo chiedo perché in passato ho provato svariate 7P prima di trovarne una davvero soddisfacente (ovviamente, sempre in relazione alla gamma dello strumento).

Secondo la mia esperienza le Alhambra sono qualitativamente meno costanti delle Yamaha (che sono più neutre) ma sicuramente più emozionanti (se trovi quella buona).
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da LUCA.P » dom 25 mar 2018, 18:20

Non ho mai provato chitarre di liuteria artigianale ... solo chitarre medio basse, per cui non posso fare paragoni precisi e mi baso solo sulle mie che sono queste 2 :
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » dom 25 mar 2018, 21:07

Non ho mai provato delle Alhambra Luthier per cui non posso esprimere giudizi.

In generale posso dire che, limitatamente alle chitarre industriali di alta gamma, quelle che io classifico come di liuteria industriale, alcuni strumenti delle produzioni più recenti hanno molto volume ma poco dettaglio. Forse ciò é in virtù di quanto chiede il mercato, anche per le dimensioni degli auditori, per cui si vogliono chitarre che suonano forte, salvo poi riscontrare che sono più cacofoniche rispetto a strumenti con meno voce ma più intellegibili (come quelli di solo pochi anni fa).

Ho invece provato alcune chitarre di liuteria artigianale e, devo dirti, che hanno il loro fascino e la loro valenza, soprattutto in termini di personalità, rispetto ai prodotti industriali.

Liutai come Tacchi, Scandurra, Marseglia, hanno costruito e costruiscono vere e proprie opere d’arte. Naturalmente i prezzi sono conseguenti ed è altrettanto ovvio che ci sono anche liutai più economici ma la loro produzione può esssere qualitativamente più altalenante.

Non ti nascondo che assieme a cose egregie mi sono capitate pure chitarre con note lupo che, secondo me, non dovrebbero esserci in strumenti il cui costo é comunque di qualche migliaio di euro per cui, a mio avviso a maggior ragione di quanto già non si dica per qualsiasi chitarra, ogni strumento fa storia a sé.
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da LUCA.P » lun 26 mar 2018, 12:31

Per come suono io, intendo il mio grado di abilità e il mio orecchio da principiante intermedio ,le mie due chitarre suonano benino. Fra l'altro ( come ho già scritto più volte) riverniciandole a gommalacca suonano più aperte e vibranti.
Forse come dicevo la Yamaha per quanto risuoni meglio a gommalacca difetta nella sonorità dei bassi, ovviamente ci si accorge di questa caratteristica dell'abete ( che secondo me in Yamaha è molto evidente) si si suona anche con una buona chitarra in cedro .
Certamente chi usa solo Yamaha abete si abitua e se non sente altro gli va più che bene.
Tuttavia per quel che posso dire io, con un buon cedro ti si apre una varietà di suoni più appaganti. Forse anche con una Yamaha in cedro di fascia alta...io ho provato solo quelle scarse in laminato in cui i bassi erano si più accentuati ,ma veramente al minimo della bellezza, ecco la mia prima Yamaha da studio in laminato con tavola in cedro anno 1980 .Oggi le chitarre di quella categoria spero siano migliorate
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da satorarepo » mar 27 mar 2018, 01:42

La G225 era in abete. Non sono sicuro se laminato o no (fonti discordanti) ma abete.

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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da satorarepo » mar 27 mar 2018, 01:48

E magari facessero chitarre per principianti così ora....poi ognuno ha i suoi gusti, affetta il prosciutto con il coltello che vuole e ci beve il vino che preferisce. Anche quello in brick. E ha ragione lui.

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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » ven 30 mar 2018, 22:39

Buonasera.
La Yamaha G225 mi consta avesse il top in abete laminato (e, naturalmente, in laminato era anche la cassa).
Tuttavia la qualità, da considerare in ragione del target dello strumento, era buona.
Per quanto attinente i bassi, ho paura che la cassa in laminato, dalle tavole molto più frenate e meno libere di vibrare rispetto a una in massello, non consente un adeguato rafforzamento delle vibrazioni di bassa frequenza. Dunque credo sia un limite proprio inerente l’economicita dello strumento.
A questo si aggiunge che il discorso timbrico per le Yamaha è sempre stato indirizzato verso un neutro sostanziale: parlando di chitarre industriali, certo le Alhambra e, soprattutto, le Raimundo sono più particolari (ma qualcuno potrebbe non apprezzare il loro diverso carattere trovandolo meno equilibrato che quello delle Yamaha).
Comunque parliamo di chitarre di fascia medio bassa e, una volta che lo strumento é intonato e non buzza, ogni discorso ulteriore in verità é un po’ uno sproloquio inutile.
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da LUCA.P » dom 01 apr 2018, 13:31

Ho sempre creduto fosse in cedro, attualmente l'ho data a mia nipote e non posso verificare ,ma mi fido di voi, e vi ringrazio dell'informazione . Anche se non è molto importante ,appena mi sarà possibile( non so quando) farò foto più ravvicinate e magari da dentro la buca tramite il celluare.

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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » lun 02 apr 2018, 08:57

Molto bene. Sarà interessante vedere anche dall’interno questa chitarra.
Per quanto mi riguarda ho una Yamaha G245S-II (top in abete massello e cassa in palissandro laminato) a cui recentemente ho sostituito le meccaniche (quelle originali di queste serie sono un po’ deboli e a me non piacciono proprio con quei pomelli a farfalla....) e le ho regalato un set di corde D’Addario pro-arte high tension.
Ha l’aria lievemente vissuta (beh, ha più di trent’anni!) con qualche piccolo segno di unghie sul top ormai ambrato dal tempo, ma a me piace così.
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da LUCA.P » dom 08 apr 2018, 12:18

:D :) Quando ti sarà possibile fotografa la tua chitarra Vincenzo, così ce la mostri!
Augurandomi che tu abbia compreso ( data che sei tornato a sapone e lamette per raderti ) la procedurai nel caricare le foto qui!

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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » dom 08 apr 2018, 22:16

Eh, hai ragione: chissà se riesco a caricarle..... :lol: .
E, in effetti, non mi le fa caricare dall’iPad. Mi dice che le estensioni (jpeg) non sono permesse..... (possibile?).
Mi sa che davvero sono incapace. Vedrò di rimediare in settimana dal pc
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » dom 08 apr 2018, 23:18

Riuscito (ma che fatica....)!

Ecco le foto della mia G245S-II
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » dom 08 apr 2018, 23:22

Tieni presente che ora ho fatto alcuni lavoretti (tra cui eliminare quegli orrendi bottoni metallici per la tracolla che aveva messo il “posteggiatore”, ossia il chitarrista che allieta i tavoli al ristorante, a cui l’ho “scippata” per pochi euro), ho cambiato le meccaniche (quelle di serie non sono un granché), ho pulito la tastiera e lucidato i frets, regolato l’action (ora è perfetta) e messo una muta di corde high tension.
Devo dire che é una chitarra dal manico che per spessore é impegnativo (rispetto ai canoni d’oggi) e che non é certamente una chitarra da concerto (ma ha comunque il top in abete massello).
Nonostante non sia una chitarra di liuteria ha il suo fascino e suona bene come chitarra amatoriale da studio.
Io la tengo sullo stand allo studio sempre pronta per 5 minuti di esercizio.
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Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da LUCA.P » lun 09 apr 2018, 13:24

Molto bella , hai fatto bene a migliorarla togliendo gli inutili bottoni cinghia !
Il manico sarà come quello della mia g225 un poco più grosso rispetto alla gc30 ,ma si suona comunque alla grande.

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