Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 474
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » sab 01 giu 2019, 09:32

Indubbiamente i cinesi non fanno solo paccottiglia, prova è che nel paese del drago costruiscono non solo telefonini per conto di importanti marchi americani, ma anche navicelle e stazioni spaziali.
Tuttavia è altrettanto indubbio che molti marchi di chitarre classiche economiche producono in Cina e anche la Yamaha, di cui specificatamente si parla in questo thread, non ha delocalizzato in Cina il Custom Shop, ossia l’atelier in cui si costruiscono i modelli di maggiore pregio (dalla GC32 in sù), ma ha preferito far rimanere tale produzione migliore in Giappone sposrandomin Cina solo la produzione dei modelli meno pregiati della classe GC, quelli da studio (la classe CG) e quelli davvero entry level, ossia da battaglia, della classe C.
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

Balaju
Messaggi: 977
Iscritto il: lun 12 set 2011, 20:12

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Balaju » sab 01 giu 2019, 13:40

Ho sempre combattuto i pregiudizi sui prodotti cinesi, ma dopo aver visto questo video ho avuto la conferma dell’altissima professionalità degli operai di una fabbrica (inglese ma delocalizzata in Cina) di strumenti ad arco come la Stentor.

La loro forza è la specializzazione; ogni operaio produce sempre lo stesso pezzo, ma così facendo ne produce giornalmente un numero ben superiore a quanto un liutaio non ne possa produrre in un anno.

La lavorazione, erroneamente creduta “di fabbrica”, è invece completamente manuale, proprio come quella di un liutaio. Anzi, a volte è anche molto più manuale, visto che ci sono liutai nostrani che, per loro stessa ammissione, utilizzano semilavorati prodotti automaticamente da macchine a controllo numerico.



Balaju

Vincenzo Di Guida
Allievo dei corsi in linea
Messaggi: 474
Iscritto il: gio 29 gen 2015, 20:18

Re: Breve storia delle chitarre classiche Yamaha

Messaggio da Vincenzo Di Guida » dom 02 giu 2019, 15:45

Il fatto è che c’è differenza tra operaio e liutaio.
In particolare l’operaio, specie di una catena di montaggio, fa sempre la stessa cosa sotto direttive altrui e anche se è bravissimo nel suo piccolo compito non ha la visione d’insieme.
Un artigiano come un liutaio è invece responsabile e ha il controllo della costruzione dello strumento dall’inizio alla fine.
In effetti la vera differenza tra uno strumento industriale è uno di liuteria è proprio questa e non certo il fatto che si usino macchine a controllo numerico piuttosto che attrezzi manuali.
Anzi, direi che proprio le macchine a controllo numerico consentono di dare una maggiore costanza in qualità alle produzioni più economiche. Chi ricorda come facessero pena e come fossero incostanti le produzioni di chitarre entry level di trenta anni fa rispetto a quelle odierne forse mi darà ragione.
Naturalmente ciò non esclude che ci siano isole felici come forse è l’azienda di violini cui fa riferimento il video (non conosco il mondo dei violini e dunque mi fido delle tue parole).
Ho cominciato trent'anni fa tagliando la barba col rasoio elettrico e suonando l'elettrica.
Ora mi rado con sapone e lamette e suono la classica.
Se continuo così nella prossima vita farò la barba con scaglie di selce e suonerò la lira....

Torna a “Liutai, luthiers”