Fleta difficili da suonare?

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
Jamirox
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Fleta difficili da suonare?

Messaggio da Jamirox » lun 01 ott 2018, 17:54

Salve, da una qualche parte ho letto che la chitarra in questione sarebbe difficile da suonare e precisamente dovrebbe essere una questione di tasti /tastiera, lo stesso Fleta avrebbe detto che sono chitarre per professionisti e quindi con una tecnica perfetta della mano sinistra. A voi risulta? Grazie..

Jamirox
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da Jamirox » gio 04 ott 2018, 16:48

Nessuno? Certo che non sono molto diffuse! Grazie cmq.

babbey
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da babbey » mar 09 ott 2018, 07:59

ne ho provata una molti anni fa presso un noto liutaio modenese; l'ho trovata adatta a mani esperte e molto decise, quindi non a me ...

Jamirox
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da Jamirox » mar 09 ott 2018, 08:20

Ciao intendi dura da suonare? Hai percepito una qualità oltre la media? Grazie

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Gabriele Gobbo
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da Gabriele Gobbo » mar 09 ott 2018, 09:39

La stessa corda, con lo stesso diapason avrà la stessa tensione su qualsiasi chitarra. Se l'action è normale, richiederà alla mano sinistra più o meno la stessa difficoltà di qualunque chitarra normale, con le dovute differenze (relativamente piccole) per la bombatura del manico e la scelta dei fret.
Diverso potrebbe essere il discorso per la mano destra. Ogni chitarra ha una risposta diversa, a volte anche molto diversa dalle altre e ricavarne un buon suono potrebbe essere più o meno difficoltoso. Ma qui si parla di mano sinistra, e la cosa mi torna poco.
Vorrei essere libero, libero come un uomo ... (G. Gaber)

lucky13
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da lucky13 » mar 09 ott 2018, 18:45

Personalmente ritengo che la eventuale difficoltà insita nella Fleta, come in moltissime chitarre di quel periodo storico, sia legata al fatto che lo strumento per esprimere la sua migliore sonorità necessita che il suono sia,per così dire,cavato dallo strumento stesso. Ciò equivale a dire che le dita devono più o meno intensamente a seconda dei casi trascinare le corde con un movimento che può vagamente ricordare lo strofinare di un archetto di violino.Uno dei punti cardine che determina in generale la bellezza di un suono è che il suono non sia generato completamente all' attacco,ma che si formi a poco a poco.Anche in uno strumento come il pianoforte dove sembrerebbe impossibile ottenere questo risultato,in realtà attraverso apposita tecnica si riesce ad ottenere una formazione graduale del suono.Quindi le chitarre di quel periodo si comportavano in linea di massima secondo consolidate regole musicali di buon gusto. E' intuibile che quando la mano destra del chitarrista trascina la corda anche la mano sinistra è coinvolta.Pertanto a parità di assetto una chitarra su cui ci sforziamo di cavare il suono sarà sicuramente più impegnativa di una chitarra su cui ci limitiamo a pizzicare le corde. In realtà questo concetto di
impegnativo è alquanto vago in quanto non può prescindere da uno studio tecnico rivolto a realizzare l' obiettivo, Se un chitarrista ha una reale indipendenza delle dita,o perchè sia naturalmente dotato o perchè acquisisce il risultato attraverso uno studio mirato,qualsiasi strumento,purchè ben settato, è abbastanza facilmente suonabile.
Per quanto io sia un grandissimo estimatore del suono Fleta, non penso che sia l' unica chitarra con cui è possibile raggiungere queste raffinatezze timbriche.Basti pensare a Segovia e a Parkening che raggiungevano con la Ramirez comunque un eccelso livello timbrico.Questo fatto potrebbe essere una ulteriore testimonianza di quanto sia responsabile nella resa di uno strumento una corretta tecnica musicale.

chico
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da chico » mer 10 ott 2018, 07:59

lucky13 ha scritto:
mar 09 ott 2018, 18:45
Personalmente ritengo che la eventuale difficoltà insita nella Fleta, come in moltissime chitarre di quel periodo storico, sia legata al fatto che lo strumento per esprimere la sua migliore sonorità necessita che il suono sia,per così dire,cavato dallo strumento stesso. Ciò equivale a dire che le dita devono più o meno intensamente a seconda dei casi trascinare le corde con un movimento che può vagamente ricordare lo strofinare di un archetto di violino.Uno dei punti cardine che determina in generale la bellezza di un suono è che il suono non sia generato completamente all' attacco,ma che si formi a poco a poco.Anche in uno strumento come il pianoforte dove sembrerebbe impossibile ottenere questo risultato,in realtà attraverso apposita tecnica si riesce ad ottenere una formazione graduale del suono.Quindi le chitarre di quel periodo si comportavano in linea di massima secondo consolidate regole musicali di buon gusto. E' intuibile che quando la mano destra del chitarrista trascina la corda anche la mano sinistra è coinvolta.Pertanto a parità di assetto una chitarra su cui ci sforziamo di cavare il suono sarà sicuramente più impegnativa di una chitarra su cui ci limitiamo a pizzicare le corde. In realtà questo concetto di
impegnativo è alquanto vago in quanto non può prescindere da uno studio tecnico rivolto a realizzare l' obiettivo, Se un chitarrista ha una reale indipendenza delle dita,o perchè sia naturalmente dotato o perchè acquisisce il risultato attraverso uno studio mirato,qualsiasi strumento,purchè ben settato, è abbastanza facilmente suonabile.
Per quanto io sia un grandissimo estimatore del suono Fleta, non penso che sia l' unica chitarra con cui è possibile raggiungere queste raffinatezze timbriche.Basti pensare a Segovia e a Parkening che raggiungevano con la Ramirez comunque un eccelso livello timbrico.Questo fatto potrebbe essere una ulteriore testimonianza di quanto sia responsabile nella resa di uno strumento una corretta tecnica musicale.
Non ho mai provato una FLETA , quindi non posso dire niente al riguardo .... Però l'intervento di Luchy13 lo trovo perfettamente esaustivo . Saluti chico.

davidemooo
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da davidemooo » mer 10 ott 2018, 12:32

lucky13 ha scritto:
mar 09 ott 2018, 18:45
Personalmente ritengo che la eventuale difficoltà insita nella Fleta, come in moltissime chitarre di quel periodo storico, sia legata al fatto che lo strumento per esprimere la sua migliore sonorità necessita che il suono sia,per così dire,cavato dallo strumento stesso. Ciò equivale a dire che le dita devono più o meno intensamente a seconda dei casi trascinare le corde con un movimento che può vagamente ricordare lo strofinare di un archetto di violino.Uno dei punti cardine che determina in generale la bellezza di un suono è che il suono non sia generato completamente all' attacco,ma che si formi a poco a poco.Anche in uno strumento come il pianoforte dove sembrerebbe impossibile ottenere questo risultato,in realtà attraverso apposita tecnica si riesce ad ottenere una formazione graduale del suono.Quindi le chitarre di quel periodo si comportavano in linea di massima secondo consolidate regole musicali di buon gusto. E' intuibile che quando la mano destra del chitarrista trascina la corda anche la mano sinistra è coinvolta.Pertanto a parità di assetto una chitarra su cui ci sforziamo di cavare il suono sarà sicuramente più impegnativa di una chitarra su cui ci limitiamo a pizzicare le corde. In realtà questo concetto di
impegnativo è alquanto vago in quanto non può prescindere da uno studio tecnico rivolto a realizzare l' obiettivo, Se un chitarrista ha una reale indipendenza delle dita,o perchè sia naturalmente dotato o perchè acquisisce il risultato attraverso uno studio mirato,qualsiasi strumento,purchè ben settato, è abbastanza facilmente suonabile.
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Benedetto
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da Benedetto » ven 12 ott 2018, 14:37

Detto semplice, ci sono chitarre che richiedono una competenza tecnica supplementare per rendere al meglio.
Per esempio si sente dire diffusamente che le Romanillos siano chitarre che vanno capite e suonate in un certo modo per rendere al meglio, altrimenti non perdonano. Lo stesso discorso si può applicare ad altri strumenti noti. Nondimeno non è forse questo il caso di Fleta.
Distinguerei il problema in due: da un lato ci sono senz’altro strumenti più “espressivi” di altri che offrono molto controllo sull’emissione e modulazione del suono a patto di saperlo sfruttare.
Dall’altro, c‘è anche il caso di strumenti pesanti, costruiti con fasce e fondo rigidi che richiedono una mano destra forte ed un attacco deciso. Questo mi sembra più il caso di Fleta, ma non ne posseggo una per dirlo con certezza.
Daniel Friederich ha scritto che costruisce strumenti con fondo più o meno rigido per assecondare questa variante stilistica dell’esecutore.

lucky13
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da lucky13 » ven 12 ott 2018, 18:44

Ciao Benedetto, nella speranza che il disturbatore seriale ci consenta di poter parlare, approfitto del tuo intervento per chiarire quanto ho cercato di esprimere precedentemente. Io ritengo che per poter capire la natura dello strumento chitarra non si può prescindere da uno sguardo complessivo sulla musica in generale e sugli altri strumenti creati dall' essere umano. Per tutto il periodo della polifonia fino a Bach non era molto importante che uno strumento fosse particolarmente espressivo. La bellezza musicale era data dall' intreccio sonoro delle voci,una bellezza un po' ascetica,se così si può dire.A questo ideale sonoro corrispondevano strumenti come il liuto,il clavicembalo,la viola da gamba,che possono sembrare alquanto freddi a noi ascoltatori moderni,ma che in realtà servivano splendidamente allo scopo.Basterebbe pensare ad una fuga dove è importantissimo percepire la simmetria delle voci,che sarebbe completamente vanificata da una esecuzione dal carattere romantico.Successivamente la musica ha imboccato altre strade e quando Segovia ha dato il via alla rinascita della chitarra doveva tener conto di un ascoltatore abituato all' ascolto di altro tipo di musica,dove l' intensità emotiva del suono aveva un ruolo importante.Per poter realizzare questo scopo cosa doveva fare?
La chitarra non è uno strumento a fiato dove c'è la possibilita di graduare l' emissione del fiato,nè è uno strumento ad arco dove tramite l'archetto puoi fare una regolazione fine del suono.Però alcune cose si possono fare. Si può per esempio fare un vibrato specialmente nelle posizioni più avanzate della tastiera e si può ,molto sottilmente graduare l'emissione sonora.Se ascoltiamo attentamente le esecuzioni di Segovia,notiamo come riuscisse a sfruttare in maniera splendida queste possibilità.Ovviamente lo strumento doveva assecondare tutto questo.Ora è chiaro che uno strumento dalla emissione sonora estremamente veloce ti dà una grande mano da un punto di vista tecnico,ma d'altro canto rende quasi impossibile quel tipo di sonorità.Ovviamente con uno strumento dall'emissione più controllata c' è bisogno di uno studio impegnativo e rigoroso,ma se un violinista ha bisogno di anni prima di emettere suoni ragionevolmente intonati ed un pianista dedica tanto tempo alla tecnica,perchè il chitarrista,che comunque aspira ad una dignità similare a quella degli altri strumenti,se la dovrebbe cavare con poco impegno?Purtroppo lo strumento chitarra da un punto di vista didattico è molto giovane e quello che dovrebbe essere la quintessenza dell' insegnamento,ovvero la ricerca ed il controllo del suono,è completamente trascurato.Negli ultimi anni si è pensato molto a rendere la vita più semplice al chitarrista creando strumenti di facile utilizzo,che possono favorire una sorta di virtuosismo.Tutto questo,a mio parere,a scapito della bellezza dello strumento.Mi accorgo che sono inevitabilmente attratto dalle chitarre del passato.Mi accorgo anche che riesco ad apprezzare alcuni autori che potrebbero molto dignitosamente far parte del repertorio solo se suonati su un certo tipo di chitarra(tipo il Paganini di Pavel Steidl).
Proprio oggi mi è capitato di sentire un chitarrista che non conoscevo assolutamente e sono rimasto colpito dal suono della chitarra per poi scoprire che la chitarra in oggetto era una Enrique Garcia del 1911.Tutto questo non vuol dire necessariamente che dobbiamo suonare solo chitarre del passato(anche se riterrei molto interessante una ricerca in proposito),però auspicherei da parte dei liutai contemporanei una maggiore consapevolezza nei confronti di questo straordinario patrimonio culturale,spesso misconosciuto.

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setras
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da setras » ven 12 ott 2018, 23:22

Il "disturbatore seriale" non si batte :mrgreen:
Non è mica vero che i Pianisti studia il suono più dei chitarristi
Quanta gente c'è in giro col suono di Gilels ?
Zero
Violinisti alla Grumiaux ?
Non pervenuti
La chitarra è lo strumento più ostico per la realizzazione di un buon suono...ci sta miliardi di incognite a cominciare dalle unghie per finire alle corde vecchie :mrgreen:
Al confronto un Piano è un giochetto :mrgreen:
Cià

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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da lucky13 » sab 13 ott 2018, 10:36

Ciao Setras,è un piacere sentirti. In piena forma e in tutto lo splendore dei tuoi lapidari aforismi.
Sicuramente i nomi che hai citato sono quelli di grandissimi interpreti e non posso che concordare con te sulla loro straordinaria qualità.Parimenti concordo assolutamente sulla grande difficoltà nella realizzazione di un buon suono chitarristico e sullo strenuo impegno e dedizione necessaria per tentare di avvicinarsi a questo risultato.Io ci provo a volte con qualche risultato,a volte meno.
Ma va bene così.
A proposito,se ti avanza una Fleta,tienimi presente.
Non fa niente se è faticosa.

davidemooo
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da davidemooo » sab 13 ott 2018, 21:26

Ma voi capite quando parla Setras? :roll:
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Massimo Di Coste
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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da Massimo Di Coste » dom 14 ott 2018, 07:05

Ho avuto modo di assistere all'incatenatura di una copia Fleta. Basta vedere lo spessore delle catene (se non ricordo male sono anche in numero maggiore rispetto, ad esempio, ad una Torres) per capire il perchè siano più ostiche da suonare! quanto più l'incatenatura interna è spessa quanto più la tavola sarà rigida...ed è chiaro che una tavola rigida sia più ostica da far vibrare rispetto ad una tavola più leggera. Da qui si comprende il perchè le Fleta (ma non solo loro) siano strumenti che richiedano un maggior impegno (o bravura) da parte del chitarrista. Alla fine sono anche gusti, perchè è altrettanto chiaro che questi strumenti hanno un suono molto particolare.
Ciaoooo :bye:
Signore dammi il sole nelle fredde giornate d'inverno, l'ombra nei caldi giorni d'estate, e una chitarra.....
(preghiera andalusa)

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Re: Fleta difficili da suonare?

Messaggio da davidemooo » ven 19 ott 2018, 16:09

Proprio oggi essendo a Ginevra in vacanza, mi sono recato da Vincenti Guitars ed ho chiesto di provare una delle tre Fleta che hanno in vendita. Abete ed india. 1988. Nulla da dire, splendido strumento. Suono molto potente, ottimo sostegno e molti armonici. Suono affascinante, sicuramente grazie all'età del legno, nel complesso chitarra abbastanza difficile da suonare, manico piuttosto alto, timbro molto poco modulabile, forse complice le odiate corde in carbonio che montava....25000 franchi.. classico chitarrone da concerto.
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