Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Liuteria per chitarra classica. Come scegliere una chitarra. Il mercato, le applicazioni varie.
pippowitz
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Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da pippowitz » ven 23 ago 2019, 09:54

Chi ha in mente di comprarsi una chitarra scopre presto che trovando un buon usato può risparmiare (a volte anche parecchio) oppure portarsi a casa una chitarra di qualità superiore, a parità di spesa, rispetto a una chitarra nuova. Tuttavia una chitarra usata potrebbe avere dei difetti non immediatamente percepibili, a volte tali da farci pentire dell'acquisto. Inoltre spesso, trattandosi di vendite tra privati, non c'è nessuna garanzia. Tuttavia una chitarra usata può essere un ottimo acquisto.
Però bisogna sapere cosa controllare e in che modo, al momento dell'acquisto, e ho pensato che potrebbe essere utile raccogliere suggerimenti in un'unica discussione.
Naturalmente sono chiamati in causa soprattutto i liutai, che in queste cose la sanno più lunga...

Faccio un elenco delle cose che ritengo importanti da controllare:

Deformazioni del legno (soprattutto del manico e della tastiera)
Scollature
Crepe
Usura della tastiera, soprattutto delle sbarrette
Funzionamento delle meccaniche
Gravi difetti della vernice (piccoli graffi e ammaccature sono praticamente inevitabili in uno strumento usato)

Ai prossimi post spiegare come controllare queste cose (ed eventualmente altre che mi siano sfuggite).

pippowitz
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Re: Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da pippowitz » ven 23 ago 2019, 18:45

SCOLLATURE

Non sono sempre facili da individuare e spesso non ci si pensa, ma possono essere un bel problemino. Quella più frequente nelle chitarre economiche (soprattutto in quelle molto economiche) è la scollatura del ponte, che tende a staccarsi per la trazione delle corde. Non è difficile accorgersene, basta guardare se il ponticello è sollevato. Naturalmente si può rimediare ma bisogna valutare il valore dello strumento: non si può risolvere semplicemente mettendo un po' di colla sotto e pressando. Ci si può provare ma i risultati potrebbero non essere soddisfacenti. E comunque per mettere le parti in pressa avrete bisogno di morsetti speciali che lavorano attraverso la buca. Per fare un lavoro ben fatto occorre scollare il ponte, pulire per benino la colla vecchia e reincollare con la massima precisione (altrimenti la chitarra sarà stonata). Fatto quello occorrerà poi forse anche settare nuovamente l'action lavorando o rifacendo la selletta del ponte. Insomma il fai da te non è molto consigliabile, e capite che se stiamo parlando di una chitarra economica potrebbe anche non valer la pena di portarla da un liutaio, e sarà meglio evitare l'acquisto. Si può invece pensare ad una riparazione nel caso di una chitarra di un certo pregio, il cui valore giustifichi l'intervento. Certo è però che in questo caso, se il ponte è parzialmente (o del tutto) scollato, non potrete avere una chiara idea della vera voce della chitarra. A meno di non essere davvero competenti in materia di liuteria e saper fare una valutazione realistica dello strumento in questi casi credo sia meglio dire al proprietario di farla riparare e che dell'eventuale acquisto se ne riparlerà dopo.
Le scollature interne alla cassa, cioè delle catene di fondo, tavola o fasce sono meno evidenti, difficilmente si possono vedere, sono in genere visibili solo se di grave entità. Oltre a causare problemi strutturali possono provocare ronzii tali da rendere la chitarra praticamente insuonabile. E, attenzione attenzione, non è detto che lo facciano sempre, magari succede solo in certe condizioni di umidità o temperatura, e quindi potreste non vederle (ovviamente, sono dentro la cassa) e non accorgervene provando la chitarra. Sto parlando delle scollature parziali delle catene o dei raggi del ventaglio. Succede che la colla impiegata per una di queste parti tenga ancora in qualche punto ma non dappertutto (ovviamente se la scollatura fosse totale le parti in questione si staccherebbero). Le parti libere vibrano quando si suona e producono ronzii. Queste scollature potrebbero anche essere presenti e non creare problemi nell'immediato ma solo in seguito. E in questo caso il venditore potrebbe benissimo non essersene accorto.
Per verificare se ci siano problemi di questo tipo si può tamburellare leggermente con una nocca su tutta l'area della cassa e del fondo, e magari pure sulle fasce (certi strumenti hanno piccole catene anche lì). Se c'è qualche parte che si sta scollando lì si sente un suono caratteristico, più risonante del solito "toc toc" che dovreste sentire negli altri punti.
Anche questo tipo di scollature si può riparare, ma come al solito bisogna valutare se ne vale la pena, tenendo in considerazione anche il punto in cui si dovrà intervenire: se il punto da reincollare è vicino alla buca sarà possibile lavorarci attraverso la buca stessa, e la riparazione potrebbe anche essere semplice e veloce. In altri casi potrebbe essere molto difficile lavorare in quel modo o anche impossibile: se a scollare dovesse essere per esempio una catenina di quelle che chiudono il ventaglio vicino allo zocchetto, lontanissime dalla buca, per lavorare in quel punto potrebbe essere necessario aprire la cassa della chitarra (a meno di essere in grado di addestrare un criceto che possa entrare e nella cassa e fare lui il lavoro). Non è una faccenda né semplice né veloce. Se poi la chitarra ha una vernice sintetica aprire la cassa significa creare dei segni sulla vernice che non si potranno più togliere del tutto. Insomma potrebbe essere un intervento impegnativo e anche in questo caso in genere è meglio che ci pensi il venditore.
Altri tipi di scollature sono meno comuni. Capita che si scolli o si fessuri il tacco, ma in quel caso la cosa sarebbe ben visibile, come anche nel caso di scollature della tavola o del fondo. Anche in questi casi la riparazione potrebbe essere abbastanza laboriosa. Ma sono comunque difetti evidenti che non sono di solito presenti in chitarre propose in vendita.
Da tener presente questo: le scollature si verificano perché l'incollaggio è stato fatto male o perché lo strumento è stato esposto ad umidità eccessiva o perché ci sono tensioni strutturali: alcune parti si sono leggermente deformate. Una singola scollatura di una catena potrebbe anche non voler dir nulla, potrebbe anche essere un semplice difetto nell'incollaggio, e una volta riparata non dare più nessun problema, ma se le parti che hanno scollato sono due o tre questo significa che ci si può aspettare che il problema si ripresenti in altri punti.
Secondo me in caso di scollature se non si è davvero competenti al punto da capire bene cosa si ha davanti, in genere è meglio rinunciare all'acquisto, soprattutto se parliamo di strumenti di fascia bassa o media, dei quali, con un po' di pazienza, sarà possibile trovare con facilità un altro esemplare in migliori condizioni.
Naturalmente le cose cambiano nel caso di chitarre molto vecchie, diciamo oltre i 50 anni. In quei casi si fanno ragionamenti diversi, si tratta di strumenti da restaurare e che per questo necessitano a volte di interventi piuttosto complessi, bisogna valutare cosa fare e se ne valga la pena o meno, in relazione al valore della chitarra. Ovviamente in una chitarra molto vecchia il fatto che la colla vecchia non tenga più non è certo un caso raro. Ma allora non stiamo parlando più di strumenti usati ma di altro.

pippowitz
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Re: Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da pippowitz » sab 24 ago 2019, 10:08

DEFORMAZIONI

Col tempo il legno può deformarsi. Se è ben stagionato non dovrebbe farlo, ma capita di vedere chitarre più o meno "storte". In genere non basta la sola trazione delle corde a deformare in maniera evidente una chitarra, anche se ovviamente aiuta e dopo decenni sicuramente qualche effetto lo farà.
Nelle chitarre non troppo anziane (diciamo meno di 15 anni) le deformazioni sono dovute più che altro alla imperfetta stagionatura del legno. Perché una chitarra sia ben suonabile occorre che le sbarrette della tastiera abbiano il giusto allineamento e che l'action sia giusta. Un primo controllo si può fare ad occhio, osservando la tastiera in tutta la sua lunghezza, guardando dalla paletta... avete mai visto come fanno i falegnami per vedere se un listello è dritto, quando lo puntano in avanti e lo guardano come se fosse la canna di un fucile quando si prende la mira? Ecco, in quel modo lì. Se ci sono deformazioni importanti in quel modo saltano subito all'occhio. Le sbarrette devono essere ben allineate, andamenti serpentiformi non sono ammessi nel modo più assoluto. In realtà però il profilo dei tasti non deve seguire una retta ma deve avere una leggerissima curvatura verso l'interno: una tastiera a posto è leggermente concava, e quella curva che potrete vedere non è segno di cedimento del manico sotto la trazione delle corde ma è fisiologica. Ma stiamo parlando di pochi decimi di millimetro. Si può controllare in questo modo: se premete la sesta corda contemporaneamente al primo e al 13° tasto la corda non dovrà toccare tutti i tasti intermedi ma sarà, a mezza strada, leggermente distanziata dalle creste dei tasti. Questa distanza può variare a seconda del progetto seguito dal costruttore, ma deve essere non più di qualche decimo di millimetro, mezzo millimetro è già troppo, e per la prima corda sarà ancora meno. Insomma la tastiera deve essere quasi piatta, leggerissimamente concava nel senso della lunghezza. Se è convessa non ci siamo proprio. Se il manico è deformato e la tastiera non è a posto ve ne accorgerete anche suonando: in alcune zone le note tenderanno a "friggere" mentre in altre no. Ma attenzione: se tutte le note friggono allo stesso modo la tastiera potrebbe anche essere in ordine, e invece essere l'action a essere regolata male. E se invece solo alcune note friggono e quelle vicine no allora potrebbero essere le sbarrette a non essere in ordine, e ve ne potete accorgere facilmente osservandole.
Come al solito a questi difetti si può in genere rimediare, ma come al solito c'è da capire se ne valga la pena. Nel caso di piccole deformazioni si possono far rettificare le sbarrette, nel caso di storture più importanti bisognerebbe togliere tutte le sbarrette, rettificare il legno della tastiera, rimettere sbarrette nuove, rettificarle, risettare l'action... un lavoro piuttosto impegnativo, si fa su strumenti di un certo valore. Una chitarra di fascia media con deformazioni visibili del manico credo sia meglio lasciarla perdere, ne troverete altre in ordine. Diverso il caso del consumo delle sbarrette. Se non è esagerato si può anche farle rettificare. Ma stiamo sempre parlando di un lavoretto di un certo costo, qualche ora di lavoro per un liutaio. Insomma vale la pena se la chitarra vi piace davvero molto e se il prezzo è davvero conveniente.
Altro problema è la deformazione di tutta la struttura, o della cassa. Col tempo è quasi inevitabile che, per effetto della trazione delle corde, tutta la struttura della chitarra si deformi un pochino. In genere ce ne accorgiamo perché l'action diventa eccessiva e occorre abbassare la selletta del ponticello. Niente di drammatico, si fa normalmente nelle chitarre anzianotte. Però attenzione: l'action di una chitarra classica sta normalmente sui 2/3mm per la prima corda al 12°tasto e non più di 5mm per la sesta. Verificate che le misure siano più o meno quelle. Se la chitarra che avete davanti ha un'action superiore probabilmente occorrerà ridurla. Osservate la selletta del ponte: quanto sporge dal legno? Sarà possibile abbassarla fino al punto giusto? Tenete presente che per ridurre di mezzo millimetro l'action al 12° tasto bisogna togliere ben un millimetro dalla selletta del ponte. Quindi se l'action della chitarra che state considerando ha bisogno di essere ridotta ma non c'è più possibilità di ridurre la selletta del ponte lasciate perdere quella chitarra. Anche in questo caso ci sono dei rimedi, ma meglio non avere questo problema. Particolarmente se la chitarra è piuttosto giovane: se dopo pochi anni presenta già quel problema probabilmente si aggraverà in futuro: meglio lasciar perdere.

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Re: Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da pippowitz » sab 24 ago 2019, 12:53

USURA DELLA TASTIERA

I problemi possono venire dall'usura delle sbarrette: con l'uso le sommità delle sbarrette si ammaccano e si consumano là dove la corda viene appoggiata. Tanto più velocemente quanto più è scadente la tecnica del chitarrista, ma questo conta poco, quel che importa è che il consumo è ovviamente maggiore nei punti relativi alle note usate più di frequente. Lì si crea un piccolo solco sulla sbarretta, la corda si appoggia più in basso di quel che dovrebbe, quando viene suonata tocca la sbarretta successiva (che magari non è altrettanto rovinata) e sentiamo un suono sporco: la chitarra "frigge".
Si può ovviamente rimediare, sostanzialmente in due modi: se le corde sono poco infossate è possibile rettificare tutte le sbarrette, abbassandole un po', per ricreare il giusto allineamento, riarrotondarle e rilucidarle. Se invece il consumo di alcune sbarrette è notevole occorrerà anche sostituirle prima di procedere alla rettifica delle sbarrette. In entrambi i casi è un lavoro che impiegherà qualche ora di tempo ad un liutaio, e che quindi avrà un certo costo. Da valutare come al solito se ne valga la pena. Sicuramente si fa su strumenti di un certo pregio, su quelli economici in genere non ne vale la pena. A volte per ovviare al problema descritto si tenta di rimediare in modo più semplice aumentando l'action: la chitarra non frigge più ( o frigge di meno), ma diventa decisamente più scomoda, più "dura" per la mano sinistra.
Quindi anche se la chitarra non frigge è sempre bene verificare in che condizioni siano le sbarrette, specialmente quelle dei primi tasti. Se ci sono solchi evidenti prima o poi la tastiera dovrà essere rimessa a posto: ve ne accorgerete subito se tenterete di ridurre l'action per rendere lo strumento più comodo: se la tastiera non è in ordine riducendo l'action alcune note inizieranno a suonar male.
A volte capita anche di trovare il legno della tastiera consumato nei tasti corrispondenti alle note più usate: evidentemente il precedente proprietario si dimenticava di tagliarsi le unghie della mano sinistra. Questo difetto di per sé non è grave: i solchi si possono stuccare oppure anche lasciare come sono: saranno antiestetici ma di per sé non sono un problema. Però in genere questo problema è associato a quello descritto in precedenza...
E' bene anche controllare se la rettifica della tastiera sia già stata fatta in passato: ve ne accorgerete perché le sbarrette saranno più basse di quelle che potreste trovare su una chitarra nuova. A molti (me compreso) non piace suonare su una chitarra con sbarrette troppo basse, per cui meglio pensarci prima dell'acquisto e non dopo. Inoltre se le sbarrette oltre che basse fossero anche usurate questo significa che non sarà forse possibile rettificarle nuovamente e andranno invece sostituite. Intervento sempre possibile ma più costoso.
La conclusione è la solita: se la tastiera non è a posto forse è meglio cercare un'altra chitarra, a meno che quella lì non vi piaccia davvero molto e che il prezzo richiesto sia compatibile con le riparazioni da fare. Se si tratta di una chitarra economica lasciatela perdere: ce ne sono in giro tante...

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Re: Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da pippowitz » sab 24 ago 2019, 13:06

CREPE

Qui parliamo di chitarre usate, non di chitarre antiche da restaurare, quindi crepe non ce ne devono essere. In una chitarra che abbia meno di venti anni una crepa indica o che il legno non era ben stagionato e di taglio giusto, oppure che l'assemblaggio è stato fatto in condizioni di temperatura e umidità sbagliate. Questo sta a significare che dopo che avrete sistemato la crepa che avete trovato (le crepe si possono ovviamente riparare) potrebbero aprirsene delle altre. Quindi meglio lasciar perdere.
Oltre alle crepe evidenti ce ne potrebbero essere di meno visibili: controllate la vernice e se notate delle righe, delle minuscole incrinature nel senso della venatura del legno provate a spingere delicatamente su quella zona, per vedere se si tratta solo di un difetto della vernice o se il legno sottostante si muove.
I punti dove più facilmente partono delle crepe sono la tavola (specie vicino e dietro al ponticello e di fianco alla tastiera), il fondo, il tacco e le fasce. Queste sono le zone da controllare.
Ovviamente su strumenti più vecchi di 50 anni qualche crepa è quasi inevitabile, e non è segno di scarsa qualità dello strumento, ma qui non stiamo parlando di restauro... c'è la stessa differenza che c'è tra un'auto usata e un'auto d'epoca...

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Re: Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da pippowitz » sab 24 ago 2019, 17:53

MECCANICHE

Le meccaniche devono girare senza intoppi, senza troppa fatica, senza fare strani rumori e senza avere gioco. E naturalmente devono tenere l'accordatura. Se non è così i problemi possono essere due: meccaniche di scarsa qualità o deteriorate oppure montate male.
Se girando una chiavetta sentite che la resistenza che oppone cambia mentre il rullo gira questo significa che l'ingranaggio è di scarsa qualità.
Nel primo caso si possono in genere sostituire con una spesa tutto sommato modesta: tra i 50 e i 100 euro si trovano meccaniche valide. Nel caso invece siano state montate male il rischio è che il problema si ripresenti, magari dopo qualche tempo, anche dopo aver sostituito le meccaniche: i fori nel legno della paletta nei quali sono inseriti i rulli dove si avvolgono le corde devono essere fatti con una certa precisione, altrimenti le meccaniche lavoreranno male e col tempo si rovineranno nuovamente.
Quando le meccaniche non vanno bene non è semplice capire quale dei due casi si sia verificato. E' bene osservare come sono inseriti i rulli nei fori del legno e che questi ultimi siano precisi, senza troppo gioco. D'altra parte le meccaniche montate su strumenti molto economici a volte possono essere di qualità discutibile.
Se si è ragionevolmente certi che il problema stia nella qualità scadente delle meccaniche e non nella lavorazione grossolana dei fori nella paletta, se il suono una chitarra piace molto e lo strumento è in ordine per tutto il resto allora non è il caso di farsi scoraggiare da una coppia di meccaniche scadenti. Le potete sostituire da soli, se avete un po' di manualità, oppure farle cambiare da un liutaio. In entrambi i casi la spesa sarà contenuta. Naturalmente bisogna che il venditore vi faccia uno sconto adatto.
Se si sentono scricchiolii "legnosi" quando si girano le chiavette di una chitarra un po' anziana è possibile che basti lubrificare le sedi dei rulli con paraffina o grafite, e anche questo è un lavoretto semplice che, volendo, si può fare da soli.
Se avete in mente di comprare una chitarra degli anni '70 o più vecchia e le meccaniche hanno problemi verificate la distanza tra i rulli dove si avvolgono le corde. Praticamente in tutte le meccaniche che si producono oggi questa distanza è di 35mm, mentre in passato esistevano anche meccaniche con passi diversi, per esempio per le vecchie Kohno montano meccaniche con passo di circa 40mm. Nel caso siano da sostituire sappiate che queste meccaniche sono un po' più difficili da trovare.

clarghi
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Re: Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da clarghi » dom 25 ago 2019, 09:29

Grazie delle dritte!

pippowitz
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Re: Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da pippowitz » dom 25 ago 2019, 09:54

VERNICE

Una chitarra usata ha probabilmente subito piccoli urti che hanno lasciato qualche segno sulla vernice. Parlo di segni piuttosto superficiali (graffi) e di piccole dimensioni (segni di urto di qualche millimetro). In genere non c'è da preoccuparsi, non influiscono sul suono e se ritenerli accettabili o meno dipende dal gusto personale. Personalmente se una chitarra ha un suono che mi piace sono disposto a passare sopra a qualche segno di urto.
Se invece ci sono segni di urto maggiori è bene verificare che l'urto in questione non abbia fatto altri danni: crepe o scollature. Vale quanto detto in precedenza: se la chitarra vi sembra sia stata troppo maltrattata e avete qualche dubbio lasciate perdere l'acquisto: le riparazioni importanti da fare internamente alla cassa sono in genere una rogna che preferisco evitare (naturalmente ricordo che stiamo sempre parlando di chitarre usate e non di chitarre vecchie e pregevoli, che valga la pena di restaurare).
Le vernici usate per le chitarre sono di vario tipo, non mi dilungo perché non sono particolarmente esperto, ma grossomodo possiamo dire che le chitarre più economiche hanno una vernice di tipo sintetico mentre quelle di liuteria sono verniciate con vernici a spirito variamente composte, a base di gommalacca. Esiste anche la verniciatura ad olio, che non conosco bene. Ogni tipo di verniciatura ha pregi e difetti. Le vernici sintetiche sono più robuste e si graffiano meno facilmente e non hanno bisogno di manutenzione, quelle a base di gommalacca invece sono più delicate e ogni tanto vanno rinfrescate. Tuttavia i piccoli segni superficiali possono essere eliminati completamente nelle vernici a spirito, facendo ripassare la verniciatura, mentre è quasi impossibile eliminarli dalle vernici sintetiche. Inoltre c'è consenso quasi unanime sul fatto che le chitarre verniciate a spirito suonino meglio, il che spiega perché gli strumenti da concerto siano in genere verniciati in questo modo (con importanti eccezioni: la maggior parte delle Ramirez e delle Kohno, per esempio, hanno vernice sintetica). Il tipo di vernice è naturalmente da valutare al momento dell'acquisto: se cercate una chitarra "da battaglia" lasciate perdere la gommalacca.
Oltre ai piccoli segni la vernice potrebbe presentare delle piccole crepe, o essere sollevata in qualche punto. Tenete presente quanto detto sopra: se si tratta di vernice sintetica a questi difetti in genere non si potrà rimediare facilmente, e vi dovrete tenere la chitarra così com'è, a meno di riverniciarla completamente, ma sarebbe un'operazione piuttosto laboriosa e quindi consigliabile solo su strumenti di un certo pregio.
Se la chitarra che avrete comprato ha una vernice sintetica e presenta piccoli segni di urto è bene sigillarli mettendoci sopra una minuscola goccia di una qualsiasi vernice trasparente, per impedire che l'umidità possa infiltrarsi in quel punto: dopo qualche tempo il legno sottostante potrebbe scurirsi in modo antiestetico. Idem se la verniciatura è a base di gommalacca, ma in questo caso converrà andare da un liutaio per evitare di fare pasticci.
Ultima modifica di pippowitz il dom 25 ago 2019, 12:42, modificato 1 volta in totale.

pippowitz
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Re: Comprare una chitarra classica usata. Cosa controllare

Messaggio da pippowitz » dom 25 ago 2019, 12:28

SELLETTE ED ACTION

Quando si prova una chitarra naturalmente si dà molta importanza alla comodità, che dipende da parecchi fattori. Uno di questi (ma non il solo, attenzione!) è la corretta regolazione delle sellette. Se le corde della chitarra che state provando hanno un'altezza eccessiva sulla tastiera ovviamente la chitarra vi risulterà scomoda. Non è però escluso, specialmente se si tratta di una chitarra economica, che non si possa rendere la chitarra più comoda, e anche di parecchio, intervenendo sulle sellette. Il problema è che a volte questo è possibile e a volte no, e non è semplicissimo capirlo. Questo è uno dei motivi per cui se non si è molto esperti sarebbe sempre ben farsi aiutare da qualcuno più competente nella scelta di una chitarra, specie se usata.
Come avrete capito è possibile imbattersi in un'ottima chitarra e scartarla perché troppo scomoda, mentre il problema di quello strumento potrebbe magari essere risolto in modo abbastanza semplice sistemando le sellette... ma è altrettando possibile credere che la chitarra che abbiamo in mano possa essere resa più comoda modificando le sellette e poi accorgersi in seguito che le cose non stanno affatto così...
Quindi che fare? I consigli che posso dare sono questi:
- se notate che le note di primi 3/4 tasti sono particolarmente scomode e pure i barré nei primi tasti lo sono osservate l'altezza delle corde sopra la prima sbarretta, poi premete una corda al primo tasto e, tenendola premuta, osservate l'altezza della corda sopra il secondo tasto. Se l'altezza delle corde libere è molto superiore a quella che avete visto premendo la corda al primo tasto questo significa che la selletta della paletta tiene le corde troppo alte. E' un difetto comune a molte chitarre economiche, e una volta sistemata la selletta suonare nelle prime posizioni sarà più facile. Quanto più facile? Ovviamente non potremo saperlo prima di aver sistemato la faccenda...
- controllate l'action, misurando la distanza tra la sommità della 12° sbarretta e le corde. Per una chitarra classica dovreste rilevare una misura tra i 2 e i 3 millimetri per la prima corda e tra i 3,5 e i 5 millimetri per la sesta, più o meno. Se rilevate misure superiori l'action è eccessiva e la chitarra sarà scomoda. Ma si potrà rimediare? Osservate la selletta del ponte: quanto sporge dal legno? Sarà possibile abbassarla fino al punto giusto? Tenete presente che per ridurre di mezzo millimetro l'action al 12° tasto bisogna togliere ben un millimetro dalla selletta del ponte. A volte questo non è possibile: l'ossicino è già a filo legno e le corde sono ancora alte... chitarra da scartare.
Può invece darsi che si possa effettivamente ridurre l'action. Ma cosa succederà dopo che l'avremo fatto? Se il manico non è deformato e la tastiera è in ordine avrete risolto il problema, ma se non è così potreste ritrovarvi uno strumento insuonabile perché molte note tenderanno a friggere... Siete in grado i valutare se la tastiera è a posto? In questi casi, specialmente se quella che state valutando è una chitarra economica, se non siete convinti lasciate perdere, ne troverete un'altra messa meglio... se invece è uno strumento di un certo pregio e vi piace fatelo vedere a un liutaio.
Può viceversa capitare che una chitarra abbia parecchie note che "friggono", e che questo sia dovuto ad un'action troppo ridotta. Vale il discorso già fatto: forse sostituendo la selletta del ponticello ed aumentando l'action il problema si potrebbe risolvere, sempre però a condizione che la tastiera sia in ordine... nel dubbio, come diceva Totò, desisti...
A volte succede che una chitarra ci risulti scomoda per via dell'eccessiva larghezza del manico e della tastiera. C'è però da capire se quel che ci da veramente fastidio sia davvero questa eccessiva larghezza o non piuttosto una eccessiva spaziatura tra le corde. In genere il vero problema è la spaziatura delle corde, e si può ridurre sostituendo la selletta della paletta con un'altra con la nostra spaziatura preferita. A volte basta ridurre la distanza tra la prima e la sesta corda di uno o due millimetri per avere la sensazione di aver in mano un'altra chitarra. Ne sanno qualcosa i proprietari delle Ramirez Clase Primera e delle vecchie Kohno...
Se invece il manico è troppo stretto e le corde troppo ravvicinate c'è ben poco da fare: si può provare ad aumentare la spaziatura ma bisogna valutare quanto spazio c'è sul manico: la prima e la sesta corda potrebbero andare a finire molto vicine al bordo della tastiera e suonando vi potrebbe capitare di tirarle fuori dalla tastiera, per cui una chitarra col manico che vi va stretto in genere è da scartare.

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