Tilman Hoppstock - Works for Guitar

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giovanniA
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Tilman Hoppstock - Works for Guitar

Messaggio da giovanniA » gio 08 ago 2019, 15:28

Uscito quest'anno per la storica label tedesca Christophorus, il CD comprende i pezzi per chitarra composti ed eseguiti dal tedesco Tilman Hoppstock, e non fatevi ingannare dall'altro nome che compare in copertina, quello del presunto Allan Willcocks (presunte date biografiche: 1869-1956): compositore mai esistito dietro al quale si è celato per alcuni anni lo stesso Hoppstock, forse per dare libero sfogo alla sua vena impressionistica, ma ormai la burla è stata ampiamente smascherata.

Si parte con i 12 impressionistic sketches for guitar: brevi pezzi, durano all'incirca un minuto, caratterizzati da uno stile eclettico, con alcuni titoli che si rifanno alla natura (li traduco in italiano: Colline luminose, Nei campi, Burrasca, Cielo, ecc.). Il 12 non è un numero a caso, specialmente in musica: sono 12 i Préludes per pianoforte di Debussy (libro 1 e 2), sono 12 gli Études per pianoforte sempre di Debussy, e se è per questo anche i 12 Studi per chitarra di Villa-Lobos (e molto altro ancora).

Tanto per ribadire il concetto, il brano successivo si intitola 12 miniature preludes e di nuovo ci troviamo di fronte a frammenti poco più lunghi di un minuto, che proseguono nel filone eclettico dei precedenti Schizzi introducendo qualche aspetto a volte meditativo e riflessivo (O mort, poussière d'étoiles, The Handmaid's Dreams), altrove più mosso e irruente (The Waters Fall, ecc.) con frequenti richiami idilliaci o bucolici (Le matin au bord de l'eau, Moonlight landscape).

Insomma, il signor Debussy è un mito per il nostro (o un’icona, come dicono i post-moderni odierni), tanto che il terzo lavoro del cd cita il francese senza mezzi termini: le Variations on a Theme of Debussy sono un pezzo più compatto, dieci minuti la durata, e si tratta di variazioni sul brano Des pas sur la neige (dai Préludes, libro 1, n.6). Se in Debussy le indicazioni espressive dicevano già tutto (Triste et lent; Ce rythme doit avoir la valeur sonore d'un fond de paysage triste et glacé; expressif et douloureux, ecc.), qui nei momenti più riusciti Hoppstock dà una nuova veste sonora al tema, che di variazione in variazione si trasforma in pezzo colorato, brioso, vivace, ecc.

Ma attenzione: torna il numero 12, questa volta materializzato nei 12 Studies for guitar, in cui prosegue il descrittivismo programmatico dei titoli (Salici piangenti, Brezza estiva, Tramonto luminoso, ecc.) ma dove i pezzi hanno un carattere più tecnico e in certi casi virtuosistico, com’è naturale per una serie di studi. E qui non manca il secondo nume tutelare dell'impressionismo in musica, cioè Ravel, di cui Hoppstock offre una trascrizione di Le gibet, il lugubre, bellissimo secondo brano della suite per pianoforte "Gaspard de la nuit". :!:

Conclude la raccolta la Suite transcendent per quartetto di chitarre, un brano di 10 minuti suddiviso in 5 brevi movimenti tendenzialmente veloci, con l'eccezione del penultimo movimento di carattere riflessivo e tutto basato sui suoni armonici.

In conclusione si può affermare che questo è un cd da non perdere: per la qualità dell'esecuzione, per la personalità dell'autore, per la comunicativa stessa della musica nel complesso accessibile nonostante il linguaggio musicale sia avveduto e non banale, né disposto a facili concessioni. Per dirla con due ossimori: Hoppstock suona questi pezzi con razionale passione, con misurato abbandono. :wink:

Sito di Hoppstock, per chi vuole approfondire:
www.t-hoppstock.de
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