Mano destra "segoviana"

Ahi! Ahi! Posture ed ergonomia del Chitarrista.
Questa sezione è dedicata alla discussione relativa ai dolori alle braccia, alle mani alla schiena che spesso affliggoni i chitarristi.
Marcoz

Mano destra "segoviana"

Messaggio da Marcoz » sab 03 dic 2016, 11:57

Ciao a tutti...
sono nuovo del mondo della chitarra classica (quindi non ancora educato al timbro, tecnica ect ect)
Al momento sto lavorando molto sulla impostazione della mano destra (tramite arpeggi p, i,m,a a corde vuote, o con 2 max 3 note).
Il mio lavoro consiste nel posizionare la mano molto perpendicolare alle corde, alla Segovia per interderci e noto che tendo a scivolare verso sx specialmente suonando il re con il pollice.
Ho letto molte "scuole di pensiero" sulla mano dx, ma penso che iniziando si debba essere il più classici possibili.
Voi che ne pensate?

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Daniele Lazzari
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da Daniele Lazzari » lun 05 dic 2016, 11:01

Penso che la tecnica chitarristica abbia fatto passi da gigante. Con tutto il rispetto per l'artista, la personalità, il carisma etc.. Segovia rappresenta il passato.
Daniele Lazzari

"Gli strumenti sono isole più o meno grandi, più o meno belle ma, l'importante è l'oceano, l'importante è la musica!"(A.Segovia)
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da Roberto Marcotti » mer 14 dic 2016, 12:38

Diciamo che "la mano alla..." non è un buon faro per orientarsi. Sarebbe appunto più utile analizzare il rapporto causa-effetto tra le angolazioni del polso. articolazione delle dita, forma e lunghezza dell unghie e suoni prodotti; sempre tenendo conto dell'ergonomia che rispetta e asseconda la nostra conformazione fisica. E comunque studiare Segovia e successivamente i chitarristi che sono venuti successivamente e segnato un'epoca attraverso la lente dell'evoluzione tecnica è molto utile e arricchente.
Ciao

notarius
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da notarius » ven 23 dic 2016, 22:11

Non sono un maestro, ma mi sento di dire che mentre per quanto riguarda la mano sinistra vi è una notevole uniformità di impostazione tra i chitarristi classici, la mano destra presenta invece molte variabili, anche tra gli interpreti migliori.
Se confronti l'impostazione della destra di (ad esempio) Russell noti che è molto diversa da quella di Giuffredi, che a sua volta è completamente diversa da quella di Diaz e così via. La mano destra è per me la più problematica ed è sempre stato così: se esamini i metodi dell'Ottocento vedrai che Sor non aveva la stessa impostazione di Giuliani e Tarrega a sua volta era diverso dai primi due. Credo dipenda anche dalla conformazione fisica di ciascuno, dalla lunghezza delle dita, dal tipo di unghia, dalla lunghezza delle unghie, etc. Per questo non credo esista una sola impostazione corretta ma più di una.
Maurizio Viani

Marcoz

Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da Marcoz » mar 31 gen 2017, 20:40

grazie a tutti delle risposte...devo dire che al momento la posizione piu rilassata e quella detta banalmente alla segovia..comunque troppo presto adesso per dire la mia sull argomento...
Notarius sei di Treviso?
io sono un trevigiano a Parigi..eh eh

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Hobbit_74
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da Hobbit_74 » mer 01 feb 2017, 09:50

Ci sono degli ottimi video su youtube del maestro Curciotti che parlano dell'impostazione dello strumento, mano destra ecc. te li consiglio vivamente.
Per quanto riguarda la posizione alla "Segovia" è ormai noto che sia piuttosto innaturale e porti delle tensioni alla mano destra
oggi c'è maggiore attenzione all'ergonomia e alla assunzione di una posizione che sia la più naturale possibile parametrata alla lunghezza degli arti, altezza della persona, dimensioni delle mani e delle unghie.
Buona musica.

alessandro lienzo

Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da alessandro lienzo » mer 01 feb 2017, 10:51

Buongiorno,
Ho rivisto meglio dei video di Segovia per rinfrescare la memoria:
In alcuni casi noto il braccio destro che poggia sullo strumento all'attacco tra braccio e avambraccio e la mano è fatta scivolare un pó verso il basso con il polso parallelo alle corde, altre volte soprattutto quando diventa più anziano il maestro questa torsione del polso è accentuata ancor più.
Noto anche che la moda di oggi porta ad appogiare il braccio sullo strumento partendo da metà avambraccio.. io ci ho provato ma mi sembra infastidisca i tendini che poi dovranno articolare la mano. (Ovviamente un pensiero soggettivo e al di là di tecnicismi medici che non conosco).
Altro argomento è il polso lasciato cadere parallelo alle corde, come segovia e bream per intenderci; io utilizzo questa impostazione per alcuni motivi che proverò a spiegare:
Le dita che attaccano con unghia piena e dritta le corde quasi parallele ad esse permettono allo strumento di rispondere a pieno sulla gamma armonica.
Ho suonato per alcuni mesi con il polso che seguiva la linea dell'avambraccio e ne usciva un suono più corposo sicuramente ma medioso è povero di armoniche.
Altro fattore importante, a me sembra che dopo aver imbracciato lo struejnto il polso tenda a scendere naturalmente per effetto gravitazionale, tenerlo dritto ed in asse al braccio invece richiede una certa energia.
Confrontandomi con altri chitarristi della stessa "scuola" e non ne è venuto fuori che i problemi alla mano destra sono stati maggiori in chi seguiva l'impostazione polso che segue la retta del braccio.
Ovviamente ogni Tecnica va NECESSARIANENTE abbinata ad esercizi di rilassatezza. Le note devono fluire quanto più rilassate possibili e naturali.
Se parliamo di Naturalezza, in genere, suonare è una cosa molto ma molto innaturale!
Saluti

Emanuele:Supino
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da Emanuele:Supino » gio 21 mar 2019, 18:04

Da principiante mi senti di dar ragione al signor Daniele Lazzari.. Segovia rappresenta il passato e ciò non significa non dover prendere esempio e iniziare studiando appunto dal Passato. Ritornando alla postura della. Mano destra.. Credo che la postura perpendicolare generi una tensione che può causare(dipende anche dalla predisposizione del soggetto in questione ) eventuali problemi di tendinite.E utile a mio parere provare ad appoggiare tutte le dita su ogni corda con la. Massima naturalezza così come anche la posizione del. Polso deve essere posizionata in base alla. Comodità che. Percepite nel. Mettere la mano destra sulle corde. Solo sperimentando varie posizioni potrete stabilire quale sia la più congeniale. Voi cosa ne pensate!?

Romano Salvatore
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da Romano Salvatore » gio 10 ott 2019, 10:59

Sembra comunque essere sempre un problema soggettivo.

pippowitz
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da pippowitz » sab 12 ott 2019, 11:53

Emanuele:Supino ha scritto:
gio 21 mar 2019, 18:04
(...)
Solo sperimentando varie posizioni potrete stabilire quale sia la più congeniale. Voi cosa ne pensate!?
Beh, dipende da cosa intendiamo per "sperimentare". Se non sei abituato a suonare con la mano cadente, alla Segovia, e "sperimenti" la posizione per un paio d'ore o anche per mezza giornata probabilmente ti sembrerà una completa assurdità e lascerai perdere perché, se non ci sei abituato, non riuscirai a fare praticamente nulla. Diverso il discorso invece se tieni duro e ti ci impegni almeno per qualche settimana...
Viceversa credo che passare dall'impostazione segoviana ad un tocco più trasversale sulle corde sia più semplice, o perlomeno questa è la mia sensazione.
Indubbiamente l'estetica segoviana e molte delle sue scelte interpretative sono oggi discutibili... ma forse lo erano già ai suoi tempi. Se invece la tecnica segoviana rappresenti il passato non saprei dire, forse è solo un'idea che ci piace pensare... a me questo tipo di impostazione ha risolto alcuni problemi senza crearmene altri, il che è già un risultato. Certamente non è un tecnica adatta per ottenere un certo tipo di suono che oggi piace molto. Ma non è detto che sia poi il suono migliore: in queste cose, come si sa, si va un po' a gusti. Ma facciamo attenzione a non confondere il gusto che oggi va per la maggiore con la Verità...

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Gabriele Gobbo
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da Gabriele Gobbo » sab 12 ott 2019, 12:58

L'angolo di incidenza dell'unghia rispetto alla corda, seppur senza cambiare zona di attacco, verso il manico o verso il ponticello, produce risultati timbrici diversi. Dunque mi chiedo, da eterno dilettante qual sono e senza mai la pretesa di saperla più lunga di coloro che giustamente vantano studi accademici e professione: ma perché non provare a sfruttare tutte queste possibilità, a seconda del brano che si va ad eseguire o della sezione o del momento interpretativo, utilizzando appieno tutte le possibilità dello strumento? Nessuno suona con il polso ingessato in una posizione fissa ed invariabile e allora mi chiedo, ingenuamente, ma qual'è il problema?
Vorrei essere libero, libero come un uomo... (G. Gaber)

pippowitz
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da pippowitz » dom 13 ott 2019, 09:30

Gabriele Gobbo ha scritto:
sab 12 ott 2019, 12:58
(...)
Nessuno suona con il polso ingessato in una posizione fissa ed invariabile (...)
Ma proprio nessuno nessuno? Barrueco per esempio non è uno che sposti molto la mano destra, usa la dinamica più che il timbro per creare varietà (oddìo, non è che poi ne crei molta...) e non pochi si regolano allo stesso modo.
Gabriele Gobbo ha scritto:
sab 12 ott 2019, 12:58
(...)
Nessuno suona con il polso ingessato in una posizione fissa ed invariabile e allora mi chiedo, ingenuamente, ma qual'è il problema?
Un problema può essere la velocità: è già abbastanza impegnativo trovare il modo di andar veloci tenendo la mano destra sempre nello stesso modo, figuriamoci usando impostazioni diverse.
Poi sono da considerare la scarsa musicalità di alcuni musicisti (forse più di quanti non si creda) i quali, non avvertendo la necessità di variare il suono cercano unicamente un suono "figo" col quale presumono di poter fare tutto. Come se fossero attori e pretendessero di usare lo stesso tono di voce per recitare sia Sofocle che Garinei e Giovannini. E in questo sono assecondati dalle giurie dei concorsi, che tendono sempre (per pararsi il c**o) a premiare chi sbaglia di meno, facendo passare in second'ordine timbro, capacità di fraseggiare e altre simili inezie. Tizio ha sbagliato una nota, suonava più forte e andava più veloce di Caio che ne ha sbagliate tre e quindi è più bravo e vince lui. E vediamo chi ha il coraggio di contestare il verdetto... ovvviamente in questo contesto paga di più una tecnica "all purpose", anche se poi il pubblico dorme. Ma tanto ormai concerti di chitarra (all'infuori dei festival chitarrstici, dove il 90% del pubblico la pensa nello stesso modo degli interpreti) non se ne fanno quasi più, quindi chissene...
Poi c'è da considerare che, all'interno di una stessa impostazione della mano destra sono comunque possibili notevoli variazioni timbriche e dinamiche, per chi le voglia cercare, e quindi è possibile che non si avverta la necessità di andare oltre.
E ancora c'è da dire che suonare con il polso molto angolato potrebbe dare qualche problema (il solito tunnel carpale) a chi è di ossatura minuta e portarla/lo ad escludere per questo motivo la tecnica segoviana, anche perché chi ha ossatura minuta ha anche di solito dita (e perciò unghie) piccole e sentirà perciò il bisogno di un attacco più angolato sulle corde.
Inoltre si è anche un po' condizionati dallo strumento che si ha in mano, che ci porta a preferire un tipo di tecnica perché suona meglio utilizzando quella.

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Gabriele Gobbo
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da Gabriele Gobbo » lun 14 ott 2019, 21:22

pippowitz ha scritto:
dom 13 ott 2019, 09:30
Gabriele Gobbo ha scritto:
sab 12 ott 2019, 12:58
(...)
Nessuno suona con il polso ingessato in una posizione fissa ed invariabile (...)
Ma proprio nessuno nessuno? Barrueco per esempio non è uno che sposti molto la mano destra, usa la dinamica più che il timbro per creare varietà (oddìo, non è che poi ne crei molta...) e non pochi si regolano allo stesso modo.
Gabriele Gobbo ha scritto:
sab 12 ott 2019, 12:58
(...)
Nessuno suona con il polso ingessato in una posizione fissa ed invariabile e allora mi chiedo, ingenuamente, ma qual'è il problema?
Un problema può essere la velocità: è già abbastanza impegnativo trovare il modo di andar veloci tenendo la mano destra sempre nello stesso modo, figuriamoci usando impostazioni diverse.
Poi sono da considerare la scarsa musicalità di alcuni musicisti (forse più di quanti non si creda) i quali, non avvertendo la necessità di variare il suono cercano unicamente un suono "figo" col quale presumono di poter fare tutto. Come se fossero attori e pretendessero di usare lo stesso tono di voce per recitare sia Sofocle che Garinei e Giovannini. E in questo sono assecondati dalle giurie dei concorsi, che tendono sempre (per pararsi il c**o) a premiare chi sbaglia di meno, facendo passare in second'ordine timbro, capacità di fraseggiare e altre simili inezie. Tizio ha sbagliato una nota, suonava più forte e andava più veloce di Caio che ne ha sbagliate tre e quindi è più bravo e vince lui. E vediamo chi ha il coraggio di contestare il verdetto... ovvviamente in questo contesto paga di più una tecnica "all purpose", anche se poi il pubblico dorme. Ma tanto ormai concerti di chitarra (all'infuori dei festival chitarrstici, dove il 90% del pubblico la pensa nello stesso modo degli interpreti) non se ne fanno quasi più, quindi chissene...
Poi c'è da considerare che, all'interno di una stessa impostazione della mano destra sono comunque possibili notevoli variazioni timbriche e dinamiche, per chi le voglia cercare, e quindi è possibile che non si avverta la necessità di andare oltre.
E ancora c'è da dire che suonare con il polso molto angolato potrebbe dare qualche problema (il solito tunnel carpale) a chi è di ossatura minuta e portarla/lo ad escludere per questo motivo la tecnica segoviana, anche perché chi ha ossatura minuta ha anche di solito dita (e perciò unghie) piccole e sentirà perciò il bisogno di un attacco più angolato sulle corde.
Inoltre si è anche un po' condizionati dallo strumento che si ha in mano, che ci porta a preferire un tipo di tecnica perché suona meglio utilizzando quella.
La mia è evidentemente una ingenuità, lo sospettavo e ne ho infine la conferma. Certo mi sento fortunato a non dover inseguire velocità e perfezione per soddisfare la giuria di un concorso, per il quale occorre lavorare mesi... come minimo. Non sarò certo mai all'altezza di questi fenomeni che possono eseguire trenta volte lo stesso brano esattamente nello stesso modo, che è condizione per non sbagliare mai, forse. Ma forse è meglio sentire trenta volte un disco, che di sicuro è sempre uguale e non sbaglia mai. Ci gioco, con la chitarra. Per gioco mi piace provare a fare diversamente ogni volta (e non è mai quella buona da registrare). Tuttavia ad appassionarmi è pur sempre la musica (che non riesco mai a suonare come vorrei, per limiti certamente miei) ma mi diverte cercare, anche se non sono più giovane. La differenza è di sicuro questa: io ci gioco, quegli altri ci devono, o provano a camparci. Capisco che è molto diverso.
Vorrei essere libero, libero come un uomo... (G. Gaber)

pippowitz
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Re: Mano destra "segoviana"

Messaggio da pippowitz » mar 15 ott 2019, 09:10

Gabriele Gobbo ha scritto:
lun 14 ott 2019, 21:22
(...)
Tuttavia ad appassionarmi è pur sempre la musica (che non riesco mai a suonare come vorrei, per limiti certamente miei) ma mi diverte cercare, anche se non sono più giovane. La differenza è di sicuro questa: io ci gioco, quegli altri ci devono, o provano a camparci. Capisco che è molto diverso.
Anche quelli che provano a camparci, suonando la chitarra, se non affrontano questi problemi con una certa larghezza di vedute poi durano poco, come concertisti. In realtà i grandi non annoiano, quando li ascolti. E' ben vero che ognuno si è scelto alcune soluzioni tecniche preferite, ma lo hanno fatto in vista di certi risultati musicali, e non per risparmiare fatica o per vincere concorsi. Pepe Romero in un'intervista di parecchi anni fa ha detto che i concorsi non dovrebbero esistere perché la competizione divide e non fa bene alla musica. Io sono dello stesso parere ma in genere non vado in giro a dirlo perché sarei tacciato di invidia nei confronti di chi i concorsi li ha fatti e li ha vinti. Ma a Pepe Romero non credo si possa fare la stessa accusa...

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