Studiare lentamente è sempre utile???

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Danilo Fornasari
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Studiare lentamente è sempre utile???

Messaggio da Danilo Fornasari » ven 12 lug 2019, 13:36

Ragazzi vi propongo un vecchio messaggio del M.° Gilardino risalente al 2005 (pag.65) in cui da una interessantissima opinione sulla non sempre convenienza nello studiare lentamente. Anzi, afferma, alla fine è controproducente perché i movimenti lenti delle dita sono diversi da quelli veloci e … alla fine...si impara un pezzo diverso.
Gradirei un parere di tutti voi e anche, se possibile, dei maestri.
Grazie e pace e chitarra a tutti.

Angelo Gilardino ha scritto:
gio 01 dic 2005, 08:41
luky46 ha scritto:
Questi sono i tre passaggi che sto cercando di attuare:
1) lettura delle semplici note e loro posizione sulla tastiera
Si. La lettura va tuttavia effettuata in diversi "sensi", cioè per linee (prima la melodia e poi l'armonia se si tratta di un pezzo melodico; oppure ogni voce singola se si tratta di un pezzo contrappuntistico), e fino a quando il decorso di ogni linea non è stato imparato (al punto da poterlo cantare e/o suonare) non bisogna fare altri passi; poi, la divisione in "unità" (frasi, mezze frasi, incisi) di ciascuna linea; poi, il "montaggio verticale", cioè l'apprendimento del totale, e la sua diteggiatura chitarristica (a conclusione del processo, non all'inizio).

2) esecuzione lentissima del pezzo con il suo ritmo
3) mettere il metronomo ed incominciare piano piano tacca dopo tacca eseguendo tutto il brano giorno dopo giorno annotando sul bordo della pagina la tacca eseguita e riprendendo il giorno seguente.
Studiare lentamente va bene nella fase iniziale, ma non bisogna sopravvalutare questo tipo di studio - sopravvalutazione che era tipica delle scuole pianistiche di mezzo secolo fa, e che oggi è stata ridimensionata. Il pericolo dello studio lento è duplice: quello di un fissaggio alla mente di un carattere musicale errato, essendo il tempo giusto un parametro essenziale di tale carattere; e, strumentalmente, quello dell'impiego di tipi di movimenti che, possibili ed efficaci nell'esecuzione lenta, diventano poi inservibili all'atto dell'esecuzione in tempo reale. Attenti a questo punto: è possibilissimo e anzi probabile, nella specificità della tecnica della chitarra, che lo studio lento serva solo a un'esecuzione lenta, mentre per un'esecuzione a tempo occorre studiare il pezzo a tempo. Quindi, va bene studiare lentamente per "prendere conoscenza" e "fissare" le diteggiature, ma non bisogna addormentarsi sui tempi lenti con troppe ripetizioni, altrimenti si finisce con l'imparare "un altro pezzo".
Il mio problema nasce dal fatto che quando ero ragazzo e studiavo piano con il mio maestro Carlo Balzamo (collega e coetaneo del M. Vitale) del conservatorio di Napoli. i pezzi me li faceva studiare lentamente per sei sette mesi, e poi quasi per miracolo un mese prima del saggio lui mi diceva "corri" ed il pezzo miracolosamente usciva perfetto e pulito, pronto a memoria anche per il saggio da tenere alla sala Scarlatti .
Attendo fiducioso una Sua parola
Cordialmente
Luciano
Chi gliel'ha fatto fare di abbandonare una gloriosa scuola pianistica, e un repertorio immenso e meraviglioso qual è quello del pianoforte, per dedicarsi alla chitarra? Una passione rapinosa per una chitarrista maliarda? Scusi l'indiscrezione e riceva i miei complimenti per essere stato allievo di tanta tradizione, discendente dai magnanimi lombi di Thalberg!

AG
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“Non c'è niente di più bello di una chitarra, eccetto forse due.” F.Chopin

pippowitz
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Re: Studiare lentamente è sempre utile???

Messaggio da pippowitz » sab 13 lug 2019, 13:04

Provo a spendere due parole su questo argomento. che mi pare interessante. Dico "provo" perché ho smesso di scrivere in questo forum anni fa: il modo di fare di alcuni personaggi sui quali trovo sia bello tacere mi aveva convinto che non valeva la pena di partecipare a discussioni inutilmente rissose come quelle che si venivano sviluppando. Magari ora le cose sono cambiate per cui, come detto, provo a tornare a scrivere. Provo.
Ciò premesso entro in argomento.
La velocità ridotta a mio parere serve soprattutto per imparare correttamente il brano allo studio. Quando parliamo di imparare un nuovo brano musicale stiamo sostanzialmente parlando di memorizzarlo. Non solo le note ma anche diteggiatura, spostamenti delle mani, dinamiche, controllo del timbro eccetera eccetera. Non importa se poi suoneremo a memoria o leggendo, in ogni caso dobbiamo memorizzarlo quel tanto che basta da sapere prima cosa occorrerà fare dopo, mentre stiamo suonando. Banale ma è così. E la nostra memoria non è affatto paragonabile a quella di un computer sotto molti aspetti, uno dei quali è che non è cancellabile e riscrivibile a volontà. Nella nostra vita noi tendiamo a ricordare un po' di tutto, cose utili e cose inutili, in modo a volte preciso e in modo a volte approssimativo. E non possiamo volontariamente cancellare dalla mente alcunché. A volte dimentichiamo e altre no, a volte ricordiamo e altre no, ma non abbiamo molto controllo su questi processi. Perciò se studiamo in modo disordinato, con errori ed imprecisioni nella nostra memoria ci saranno oltre ai dati utili anche quelli relativi agli errori e alle imprecisioni, e magari salteranno fuori nel momento meno opportuno, quello dell'esecuzione. Che fare allora? Occorre cercare di non mettere in memoria queste cose. La cosa migliore sarebbe studiare senza mai fare errori, o comunque facendone il meno possibile, proprio per non "inquinare" la memoria. Ma come si fa? Semplice, andando abbastanza lentamente da non fare mai (o quasi mai) errori e da poter controllare quel che si sta facendo (diteggiatura, ma anche timbro, fraseggio...).
E' però normale che uno si domandi: "ma quel che sto facendo andando così adagio poi funzionerà anche quando andrò veloce?". Cosa particolarmente importante per chi studia da autodidatta (se invece abbiamo un bravo maestro e lui ci dice "fa' così che poi andrà bene" allora possiamo anche fidarci, giusto?). Ma in ogni caso è ben vero che alcune cose che funzionano andando adagio potrebbero poi non andare bene in velocità. Alcune diteggiature quando si va veloci sono di difficile controllo e vanno rimpiazzate con altre più adatte. E per capirlo senza provarle in velocità occorre una grande esperienza e a volte non basta neanche quella. Ma anche cose più inerenti all'interpretazione hanno bisogno di verifica: agogica, timbro, fraseggio potrebbero suonar bene quando si va adagio ma non altrettanto alla velocità di esecuzione.
Quindi occorre anche provare ad andar veloci per controllare se lo studio lento lo si sta facendo bene. La cosa da evitare è però quella di mettersi a correre facendo un mucchio di pasticci, per i motivi che ho detto: memorizzeremmo un mucchio di pasticci. Una soluzione può essere quella di provare a velocità sempre crescente sezioni dapprima molto brevi (poche misure o anche una sola misura, o a volte anche mezza...). Si potrà così andar veloci senza introdurre errori o imprecisioni e cominciare a vedere se il brano "funziona". Poi le sezioni potranno diventare più lunghe, fino a che si arriverà a saldarle e suonare tutto a tempo. E questo suonare, anche frammentario, a tempo ci farà capire meglio come fare lo studio lento.
Inoltre lo studio a velocità ridotta è utilissimo per il ripasso di brani già studiati: suonandoli sempre a velocità di esecuzione spesso perdiamo controllo e consapevolezza di quel che stiamo facendo. Risuonandoli adagio emergono punti critici nella memorizzazione e si evidenziano difettucci e anche difettoni che per abitudine non sentiamo magari più. E a volte anche qualche errore di lettura.

alessandro frassi
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Re: Studiare lentamente è sempre utile???

Messaggio da alessandro frassi » dom 14 lug 2019, 12:48

A mio avviso sarebbe utile distinguere tra le due mani. La sinistra necessita di uno studio lento. Per quanto riguarda la destra spesso ci si rende conto che le diteggiature scelte con uno studio lento poi riescono meno naturali portando il brano in velocità. Ed è questa la grande difficoltà che personalmente riscontro, la scelta della diteggiatura della mano destra alla velocità desiderata.
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pippowitz
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Re: Studiare lentamente è sempre utile???

Messaggio da pippowitz » dom 14 lug 2019, 15:23

alessandro frassi ha scritto:
dom 14 lug 2019, 12:48
A mio avviso sarebbe utile distinguere tra le due mani. La sinistra necessita di uno studio lento. Per quanto riguarda la destra spesso ci si rende conto che le diteggiature scelte con uno studio lento poi riescono meno naturali portando il brano in velocità. Ed è questa la grande difficoltà che personalmente riscontro, la scelta della diteggiatura della mano destra alla velocità desiderata.
In effetti sono soprattutto le diteggiature della destra che hanno bisogno di essere "collaudate" in velocità. Però succede anche che la diteggiatura migliore non sia quella che viene più spontanea per cui dopo averla individuata occorre tornare a studiarsela lentamente per impadronirsene bene. A volte può essere utile cambiare l'azione della sinistra, usando corde differenti, per aiutare la destra.
La scelta delle migliori soluzioni di diteggiatura è una faccenda abbastanza complessa, che deve servire due padroni: il fraseggio e la fluidità dell'esecuzione.
Ricordo di aver ascoltato Oscar Ghiglia che consigliava (tanto per usare un eufemismo) un allievo facendogli notare che non avrebbe dovuto permettersi mai di usare la diteggiatura più comoda, ma di scegliere sempre quella che suonasse meglio. D'altra parte un altro grande didatta, Guido Margaria, fa a volte notare che l'esecuzione musicale è l'arte del possibile. E non è che le due esigenze siano in contraddizione, vanno contemperate. Mica facile però.

alessandro frassi
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Re: Studiare lentamente è sempre utile???

Messaggio da alessandro frassi » dom 14 lug 2019, 21:01

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In effetti sono soprattutto le diteggiature della destra che hanno bisogno di essere "collaudate" in velocità. Però succede anche che la diteggiatura migliore non sia quella che viene più spontanea per cui dopo averla individuata occorre tornare a studiarsela lentamente per impadronirsene bene. A volte può essere utile cambiare l'azione della sinistra, usando corde differenti, per aiutare la destra.
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Mi sono permesso di citare la parte che mi vede particolarmente d'accordo.
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Danilo Fornasari
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Re: Studiare lentamente è sempre utile???

Messaggio da Danilo Fornasari » lun 15 lug 2019, 08:06

Ringrazio tutti per gli interventi. Soprattutto mi preme ringraziare Pippowitz poiché mi fa sicuramente piacere che un "vecchio" utente ritorni a seguire il forum. Io sono iscritto da alcuni anni e non mai letto (tranne qualche caso molto sporadico) di acredine fra gli utenti. Ho visto che in passato vi sono state situazioni di tensione… ma credimi Pippo, adesso c'è molta tranquillità e serenità. Ti prego quindi di stare con noi perché il forum ha bisogno di utenti competenti.. grazie e a presto. :merci: :merci: :merci: :bye: :bye: :bye: :bye:
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