J.S. Bach, Fuga BWV 1000 eseguita con la chitarra: trascrizione, adattamento o arrangiamento?

Studio: scambio, opinioni e consigli per chitarristi classici. Questa sezione è dedicata agli utenti che desiderano scambiare opinioni, commenti, suggerimenti e informazioni su autori e musiche, tecnica e interpretazione. Materiale didattico per allievi.
Balaju
Messaggi: 977
Iscritto il: lun 12 set 2011, 20:12

J.S. Bach, Fuga BWV 1000 eseguita con la chitarra: trascrizione, adattamento o arrangiamento?

Messaggio da Balaju » mer 02 ott 2019, 13:54

So che il brano in oggetto è già stato trattato, ma vorrei tornarci sopra per un attimo.

Quando un brano che nasce originariamente per un certo strumento viene poi eseguito con la chitarra, ci si pone
il problema della sua piena suonabilità su uno strumento che ha peculiarità diverse.
In passato ho già chiarito che per me si può parlare di TRASCRIZIONE quando si riescono ad eseguire tutte la note
dell'originale, senza omissioni e/o salti di ottava (al massimo riportando il brano ad una tonalità ottimale per
lo strumento, ma sempre senza modificarne la struttura).
Se invece, per porre rimedio alla limitata estensione della nostra chitarra, si alzano di un'ottava le parti basse o si abbassano di altrettanto quelle più acute ogni volta che ci mancano le note necessarie, direi che stiamo curando un ADATTAMENTO per chitarra del brano in questione.
Se poi si comincia ad aggiungere o togliere note, abbellimenti o passaggi perché tecnicamente impossibili da eseguire sulla sei corde, o a modificare il valore delle figure o a inserire o togliere le alterazioni temporanee (sembra che Segovia lo abbia fatto più volte), direi che siamo nel campo vero e prorpio dell'ARRANGIAMENTO (es. le opere di Albeniz per pianoforte poi trascritte per chitarra, tipo "Asturias").

Faccio questa premessa perché mi è ritornato alle mani lo spartito della fuga BWV 1000 in oggetto. Si tratta di una "versione critica" curata da Alfonso Borghese con confronti degli stessi passaggi con quelli presenti nella Fuga BWV 1001 per violino, da cui la BWv 1000 è stata tratta, e dal manoscritto per liuto che contiene tale spin-off (mi si perdoni il termine).

Dato che si fa fatica a concentrarsi sullo spartito proposto da Borghese, visto che tutto attorno sono presenti le varianti, e anche per il fatto che si estende per una decina o più di pagine, ne ho cercato altre versioni "essenziali" curate da altri chitarristi. La ricerca originariamente mirava solo ad avere la comodità di poter leggere il brano concentrano in sole 6 sole pagine.
Ne ho così raccolto in rete almeno altre cinque versioni e, da un rapido confronto, mi sono accorto che c'è tutto un mondo da scoprire sui loro criteri di redazione. In pratica ci sono varianti non solo nelle diteggiature (questo è scontato) ma anche nella risoluzione degli abbellimenti, nella composizione degli accordi, nell'esecuzione delle legature... per arrivare perfino a grossolani errori, non so se a carico del curatore o del tipografo maldestro.

Voi vi siete mai posti il dubbio di quale possa essere la versione più fedele all'originale bachiano? Chi di voi l'ha studiata quale versione ha scelto? E l'ha rispettata o ha fatto tesoro di altre versioni?

Balaju

Nota (da Wikipedia inglese):

Sonata No. 1 in G minor, BWV 1001
- Adagio
- Fuga (Allegro)
- Siciliana
- Presto

Though the key signature of the manuscript suggests D minor, such was a notational convention in the Baroque period, and therefore does not necessarily imply that the piece is in the Dorian mode. The second movement, the fugue, would later be reworked for the organ (in the Prelude and Fugue, BWV 539) and the lute (Fugue, BWV 1000), with the latter being two bars longer than the violin version.

Fugue in G minor, BWV 1000
The Fugue in G minor is a musical composition, possibly for the lute, written by Johann Sebastian Bach shortly after he moved from Köthen to Leipzig in 1723. Bach extracted the second movement from his Sonata No. 1 in G minor for solo violin, BWV 1001, written in 1720, and rewrote it; it is not clear that it was intended for the lute.[2] No definitive manuscript version exists today, although there is a contemporary copy in tablature, possibly made by Bach's lutenist friend, Christian Weyrauch.

Torna a “Tecnica e interpretazione”